Osservare e ascoltare i giovani strumentisti dell’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Milano impegnati in due importanti brani di Čajkovskij, guidati da un giovane direttore come Giovanni Conti, ed esprimere un’ottima qualità interpretativa è motivo di soddisfazione per chi segue la musica del territorio milanese da molti anni.
Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore op. 23 e la Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36 del grande compositore russo sono pagine molto conosciute, che uniscono un’immediata riconoscibilità dei temi melodici esposti a un virtuosismo accentuato in molti frangenti. L’op. 23, poi, è forse il concerto pianistico più eseguito al mondo e abbisogna di validi solisti per risultare davvero meritevole di ascolto.
Il non ancora ventenne Antonio Alessandri, studente del Conservatorio “G. Verdi”, oramai riconosciuto da tutti come splendido virtuoso, è stato il protagonista del concerto. La parte pianistica, in sinergia con le ottime armonizzazioni orchestrali, è emersa pienamente per qualità. La sicurezza totale dimostrata da Alessandri nell’esternazione di un corposo brano nei classici tre movimenti – Allegro non troppo, Andantino semplice e Allegro con fuoco – ha trovato una resa dettagliata, precisa e ricca di espressività. Un virtuosismo, quello di Antonio, di grande livello.
Applausi calorosi dal pubblico che riempiva Sala Verdi e un delicato e intenso bis solistico di Alessandri con Ravel: l’ottavo e ultimo tempo, Lent, dei Valses nobles et sentimentales. Dopo il breve intervallo, la celebre Sinfonia n. 4 è stata pienamente meritevole degli applausi ottenuti. Considerata l’età media degli orchestrali, decisamente bassa, stupisce la preparazione dei giovani strumentisti, che ha determinato una qualità interpretativa complessivamente molto buona. Bravi in tutte le sezioni, compresa quella degli ottoni, molto presenti nei movimenti laterali della composizione.
Ottima la direzione di Conti, che ha saputo controllare l’esternazione sonora dimostrando idee molto chiare sull’equilibrio dei quattro movimenti. Applausi calorosissimi ai protagonisti.