LEONORA CARRINGTON a Palazzo Reale

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Magnifica la mostra, a Palazzo Reale fino all’11 gennaio, dedicata a Leonora Carrington (1917 – 2011), talentuosa artista di origini britanniche dalla vita lunga e davvero non comune: interessantissima esponente del Simbolismo e dell’avanguardia internazionale, definita da Leonor Fini una vera “rivoluzionaria”.

Arte, letteratura, esperienze personali sono fuse in una sorta di personale cosmologia, in costante evoluzione, fin dall’infanzia, quando disegna su un quaderno animali immaginari e fantastici che “battezza” con nomi originalissimi.

Durante l’adolescenza, ad appena quindici anni, dipinge bellissimi acquerelli aventi per soggetti streghe, maghi, simboli alchemici, figure straordinarie mutuate da fiabe e miti: emerge già una stupefacente genialità.

Il percorso artistico di Leonora Carrington si intreccia inevitabilmente con una vita segnata da sofferenze, trasformazioni, rinascite.

Allontanatasi dalla famiglia, benestante e in grado di assicurarle una solida formazione, ma alla fine troppo soffocante per il suo spirito ribelle alle convenzioni dell’epoca, emarginata, violentata da soldati franchisti, rinchiusa in un ospedale psichiatrico a Santander e sottoposta a trattamenti inumani, fu grande viaggiatrice, amante passionale di uomini appartenenti all’élite culturale dell’epoca, come Max Ernst (più vecchio di lei di ben ventisette anni, una sorta di secondo padre, fondamentale anche come maestro), poi madre di due figli (avuti dal secondo marito, il fotografo ungherese Emerico Imri Weisz), e anche femminista illuminata portatrice di messaggi potenti alla società e alle donne.

A Firenze, a Londra, a Parigi, ad Amsterdam, poi in Spagna, a Lisbona, a New York, in Messico (scelto alla fine da lei come seconda patria) la Carrington si nutre di molteplici fonti d’ispirazione e fa sue tecniche e tematiche che saranno la struttura portante delle sue opere: racconti, dipinti, statue, murales, ma anche gli Arcani Maggiori dei tarocchi e molto altro, scegliendo per la sua pittura soggetti incredibili che a volte sembrano ricollegarsi a Hyeronimus Bosch.

Si resta davvero incantati davanti a lavori spiccatamente onirici, che richiamano spesso la psicoanalisi, oltre all’alchimia e ai significati più profondi dello spiritualismo, anche antico, collegato talvolta a culture delle popolazioni del Centroamerica.

Da non perdere assolutamente.

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