Da alcuni anni la pianista cinese Sa Chen è ospite abituale delle Serate Musicali. L’abbiamo ascoltata più volte negli scorsi anni in programmi sempre variegati, capaci di spaziare dal classicismo fino ai giorni nostri.
L’interprete, originaria di Chongqing, ha vinto prestigiosi concorsi internazionali e da tempo siede in giuria in altrettanto importanti competizioni, tra cui il Chopin di Varsavia. Anche ieri sera, in Sala Verdi al Conservatorio milanese, si è cimentata con autori diversi, aprendo il programma con una rarità beethoveniana come la Fantasia in sol minore op. 77, brano dalla costruzione particolarmente varia, restituito con perizia e pieno controllo formale. Netto il contrasto con il brano successivo, la Sonata n. 3 in si minore op. 58 di Chopin: nel grande compositore polacco la Chen ha rivelato un’ottima coerenza espositiva, mettendo in risalto i quattro movimenti con una chiarezza espressiva di primo livello. Particolarmente riflessivo l’andamento del Largo.
Di grande pregio anche il Preludio, Corale e Fuga in si minore di César Franck, capolavoro di densità armonica già eseguito in passato dall’interprete e ora riproposto ancora una volta in modo eccellente. Di forte impatto coloristico, virtuosistico ed espressivo l’ultimo brano in programma, Regard de l’Esprit de joie, il decimo dei Vingt Regards sur l’Enfant Jésus di Olivier Messiaen: un’interpretazione rilevante, che conferma le affinità profonde delle nuove generazioni di pianisti con i capolavori del Novecento.
Applausi più che meritati e due splendidi bis: una celebre Mazurka di Chopin e la Sarabanda dalla Suite francese n. 5 di Bach, entrambe accolte con entusiasmo dal pubblico.