Il Premio Berchet 2026 al compositore Marco Tutino

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Dal 2024 il Liceo Classico Giovanni Berchet di Milano assegna un premio a personaggi illustri che hanno frequentato lo storico istituto e che si sono distinti in ambito culturale e artistico.

Quest’anno, alla sua terza edizione, il Premio Berchet è stato conferito al compositore milanese Marco Tutino, classe 1954, già studente del liceo a partire dall’a.s. 1968 -1969. La scelta ha offerto l’occasione per riportare l’attenzione su una figura centrale della musica italiana degli ultimi decenni, capace di attraversare linguaggi, generi e contesti diversi senza mai rinunciare a una forte e riconoscibile identità personale.
La serata, svoltasi ieri sera presso la Sala Puccini del Conservatorio “G. Verdi” di Milano, è stata presentata dalla dirigente del  Berchet, Clara Atorino, che in un dialogo particolarmente riuscito con il compositore, arricchito dall’intervento di Chiara Pisoni, docente del liceo, ha messo in luce il valore e la complessità dell’attività artistica di Tutino. Sono stati eseguiti alcuni brani cameristici giovanili del compositore, oggi affermato in Italia e all’estero soprattutto per la sua cospicua produzione lirica, rappresentata in numerosi teatri italiani e internazionali.
La serata non si è limitata a una celebrazione formale, ma si è costruita come un vero e proprio ritratto in musica, affidato a interpreti che da tempo frequentano il catalogo di Tutino e al dialogo aperto con Clara Atorino, arricchito anche dalla presenza di Elio come voce narrante e musicale. Le ottime interpreti dei brani ascoltati, l’arpista Luisa Prandina e la pianista Anna Gellan,  sono entrambe madri di studenti berchettiani;  il giovanissimo e già virtuoso pianista Sebastiano Benzing – figlio di Chiara Pisoni – frequenta attualmente l’ultimo anno del liceo.
Anche Elio, pseudonimo di Stefano Belisari, ha un legame “familiare” con il Berchet (ma ha frequentato l’Einstein, ha scherzosamente precisato) e ha partecipato con una canzone su musica di Tutino e testo proprio.
Tutti i brani eseguiti si sono rivelati di grande interesse, a partire dal suggestivo Improvviso per arpa del 1981, interpretato con eleganza e raffinata tensione melodica da Luisa Prandina. A seguire Fiery Words III nella versione per arpa e pianoforte, del 1996, e il Terzo Notturno del 1981, con Anna Gellan al pianoforte, hanno delineato un percorso ricco di suggestioni ed espressività. Successivamente sono stati proiettati alcuni spezzoni filmati di opere di Tutino, tra cui La Ciociara (2015) e Il berretto a sonagli (2024), che hanno messo in evidenza le qualità più significative del compositore, in un linguaggio profondamente legato alla migliore tradizione lirica italiana.
Sebastiano Benzing ha quindi interpretato al pianoforte Mad Time Rag del 1983, dedicato a Marco Fumo, in un’esecuzione brillante e virtuosistica, capace di valorizzare con intelligenza l’estetica ricercata di Tutino. A conclusione della serata, Benzing ha accompagnato Elio in Uomini dai capelli lunghi, brano divertente, ritmicamente incisivo, armonicamente interessante e sostenuto da un testo che riflette pienamente la tipica comicità di Elio.
La serata si è chiusa tra applausi calorosi e la premiazione ufficiale, con la consegna della targa del Berchet a Marco Tutino e omaggi floreali alle interpreti.