Il pianista Antonio Alessandri ospite negli spazi dello Steinway Flagship Store

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Il ciclo pianistico “ConSteinway”, nato dalla collaborazione tra Steinway & Sons Milano e il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi”, è ripartito con un appuntamento affidato a uno dei giovani pianisti più promettenti usciti negli ultimi anni dall’istituto milanese: Antonio Alessandri, classe 2006.

La rassegna, ospitata negli spazi dello Steinway Flagship Store, si propone come una vetrina dedicata ai talenti emergenti del Conservatorio, offrendo loro l’occasione di confrontarsi con il pubblico in un contesto raccolto ma di grande attenzione musicale. Alessandri lo conosciamo bene, avendolo ascoltato più volte in questi ultimi anni. Si presenta con un curriculum già significativo per la sua età: vincitore a soli undici anni del Primo Premio Assoluto alla finale italiana del Concorso Steinway per Giovani Talenti e, tra i numerosi riconoscimenti successivi, l’affermazione al Rosalyn Tureck International Bach Competition.
Il programma scelto per l’occasione ha accostato la scrittura contrappuntistica di Johann Sebastian Bach con la Toccata in mi minore BWV 914, quindi il romanticismo di Fryderyk Chopin con lo Scherzo n. 4 op. 54. Infine il brano più corposo, nella modernità del primo Novecento, rappresentato da Sergej Prokof’ev con la Sonata n. 6 op. 82. Stupisce Alessandri, vent’anni da poco compiuti, per la sicurezza tecnica e per la visione strutturale complessiva di ogni brano eseguito. La perfetta padronanza dinamica, nel gioco dei differenti piani sonori, è emersa fin da subito nella Toccata bachiana. Una dimensione più emotiva si è rivelata nell’ultimo Scherzo di Chopin, mentre l’inquadramento ritmico – nel contesto spesso discorsivo – del capolavoro di Prokof’ev è stato restituito con grande chiarezza espressiva, in un virtuosismo che nelle mani del giovane interprete appare quasi naturale.
Il concerto, introdotto come sempre con competenza da Maura Romano, ha avuto una coda con un brano estremamente moderno di Igor Stravinskij: un Tango dal ritmo accentuato e dal sapore jazz, eseguito con brillantezza da Alessandri. Applausi calorosi dai presenti nell’elegante sala e, come di consueto, un brindisi finale.