Igor Levit per la Società del Quartetto in Beethoven, Schumann e Chopin

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È tornato al Conservatorio, per la Società del Quartetto, il pianista russo – di Nižnij Novgorod- Igor Levit per un programma ambizioso che, partendo da Ludwig van Beethoven (1770–1827) con la Sonata op. 2 n. 1 e la celebre Sonata “Appassionata” op. 57, attraversava Robert Schumann (1810–1856) con i Nachtstücke op. 23, per approdare alla Sonata n. 3 op. 58 di Frédéric Chopin (1810–1849).

Un percorso di grande impegno che ci ha permesso di ascoltare e osservare ancora una volta le qualità interpretative di un pianista tra i più richiesti a livello internazionale. Il pianismo di Levit è senza dubbio interessante per l’approccio personale con cui rilegge compositori stranoti, proponendoli da un’angolazione differente.
Il Beethoven di Levit, tecnicamente ineccepibile, era carico di energia in entrambe le Sonate, con andamenti talora distesi nell’articolazione del discorso musicale, in contrasto con momenti di rapida concitazione come il Prestissimo e il noto Allegro ma non troppo — forse il movimento più convincente — delle rispettive pagine. La visione complessiva dei brani, ricca di momenti di notevole restituzione espressiva, ha tuttavia mostrato come moderato limite un uso talvolta eccessivo del pedale di risonanza, che non sempre ha permesso piena chiarezza alle pur valide intenzioni interpretative. Il passaggio alle geniali armonie schumanniane, con i quattro intensi Nachtstücke, ci ha immersi in un mondo sonoro differente, nel quale Levit si è mosso con naturalezza e finezza di tocco. La Sonata n. 3 in si minore op. 58 di Chopin ha offerto un’interpretazione di alto livello tecnico ed espressivo, caratterizzata da una sintesi discorsiva incisiva, in contrasto con il pacato e ben delineato Largo. Di coinvolgente qualità il Finale. Presto, che ha nuovamente trascinato il numerosissimo pubblico presente in Sala Verdi a fragorosi e meritati applausi. Profondo e raccolto il bis schumanniano, con le intime note di “Parla il poeta”, n. 13 delle Kinderszenen op. 15, interpretato con eccellente sensibilità.