«Guarda che musica!» è il titolo scelto da Luca Schieppati per l’ottimo concerto tenuto dal pianista Pier Francesco Forlenza, un progetto pensato per accostare brani di fine Ottocento e primo Novecento al mondo dei colori e delle immagini.
Lo stesso Schieppati, organizzatore e pianista, ha introdotto le pagine di Liszt, Skrjabin, Albéniz e Granados accompagnandole con proiezioni visive attentamente selezionate, costruendo un dialogo suggestivo e coerente tra suono e immagine.
Dipinti come lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, Il parasole e Il fantoccio di Goya, paesaggi dell’Andalusia con l’Alcazaba di Almería, fino ai colori del Clavier à lumières ideato da Skrjabin per il suo Prometeo, sono stati proiettati durante l’esecuzione, contribuendo a creare un percorso immersivo ma mai didascalico. Forlenza ha costruito un programma vario e ad alto tasso di virtuosismo, aprendo con lo Sposalizio di Franz Liszt dal Secondo anno (Italia) degli Années de pèlerinage. È poi passato ad Aleksandr Skrjabin con il celebre Studio in do diesis minore op. 2 n. 1, proseguendo con i 12 Studi op. 8. I colori proiettati sotto il pianoforte mutavano seguendo la sequenza dei giovanili Studi, ancora memori di Chopin ma già caratterizzati dalle inconfondibili timbriche del compositore russo.
Il pianista si è distinto per la chiarezza del dettaglio e per un’interpretazione fondata sulla bellezza del suono e sulla nitidezza della costruzione architettonica più che sulla sintesi discorsiva. Questo “bel suono” è riemerso con particolare evidenza nei successivi brani “spagnoli”: dal secondo Quaderno di Iberia con Rondeña, Almería e Triana di Albéniz, fino alle pagine di Granados tratte da Goyescas (Quejas o La maja y el ruiseñor ed El pelele), rese con slancio espressivo e raffinata sensibilità timbrica. Interpretazioni di ottimo livello espressivo, accolte con vivo entusiasmo dal numeroso pubblico presente. Di qualità anche il bis: un’improvvisazione dello stesso Forlenza, sospesa tra classico e jazz, sviluppata a partire da un tema di Rodrigo. Applausi calorosi.