Questa sera, ultimo dell’anno, è in programma la seconda replica, mentre domani, primo giorno del 2026, nel consueto orario pomeridiano delle ore 16.00, l’Orchestra Sinfonica di Milano tornerà sul palco insieme al suo direttore Emmanuel Tjeknavorian e al Coro, preparato da Massimo Fiocchi Malaspina.
Un impianto esecutivo imponente, chiamato a misurarsi con una partitura che, completata da Beethoven nel marzo del 1824 ed eseguita per la prima volta il 7 maggio dello stesso anno a Vienna sotto la guida dell’autore, continua a interrogare interpreti e ascoltatori. I quattro movimenti canonici – Allegro ma non troppo, Molto vivace, Adagio moltoecantabile e il conclusivo Presto – sono stati affrontati con un’idea complessiva coerente, che ha privilegiato l’energia e la tensione drammatica, soprattutto nei momenti di maggiore densità sonora. Il finale, come prevedibile, resta il fulcro emotivo e spettacolare dell’intera Sinfonia: l’ingresso del coro e delle voci soliste produce un impatto non solo acustico ma anche visivo, che continua a esercitare un fascino diretto sul pubblico. Il quartetto vocale, formato dal soprano Benedetta Torre, dal mezzosoprano Dorottya Lang, dal tenore Davide Tuscano e dal baritono Günter Haumer, ha offerto una prova complessivamente convincente. Le voci maschili si sono distinte per chiarezza e solidità nei passaggi solistici, mentre le voci femminili hanno privilegiato un equilibrio d’insieme, mantenendosi sempre all’interno del tessuto corale, senza cercare protagonismi eccessivi, mettendo comunque in rilievo le eccellenti qualità timbriche.
Emmanuel Tjeknavorian è stato accolto, come di consueto, da calorose acclamazioni. Direttore dal gesto energico e comunicativo, trova la sua cifra più efficace nei grandi accumuli sonori e nei passaggi di forte impatto drammatico, dove la spinta ritmica e la tensione emotiva risultano più evidenti. Il pubblico ha tributato applausi lunghissimi e convinti, suggellando un successo pienamente riconosciuto. (Foto di Angelica Concari dall’ufficio Stampa della Sinfonica di Milano