Abel Selaocoe per la Società del Quartetto

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Ha ottenuto un evidente successo il violoncellista, vocalista e compositore sudafricano Abel Selaocoe nella serata organizzata dalla Società del Quartetto.

Un concerto diverso dal consueto, che si potrebbe definire al tempo stesso pop e classico, arricchito da elementi musicali significativi del folclore africano partendo dalle sue radici Batswana. Indubbiamente un artista originale, Selaocoe fa ruotare il suo strumento privilegiato, il violoncello, attorno alla sua sorprendente voce, capace di passare dalle timbriche più acute, ai colori più cupi e caldi, più che da basso. Questa proposta è stata una performance in cui spesso l’artista ha coinvolto anche il pubblico, invitato a sostenere lunghe note d’accompagnamento per una sorte d’integrazione spirituale.
Settantacinque minuti di musica prevalentemente sua, ma anche di Ben Nobuto (Giappone, 1996) e di Colin Alexander (Londra, 1986), intervallati da un brano tradizionale sudafricano, Senzeni na, e dal Preludio dalla Suite n. 3 in do maggiore di J. S. Bach. Il costume coloratissimo del violoncellista, apparso in palcoscenico con modalità tipiche dell’interprete pop, lasciava presagire una serata ricca di sorprese. La prima è stata quella del suono, sia del violoncello sia della voce, entrambi amplificati, e poi dall’uso di basi preregistrate e di pedali che registrano sequenze musicali ripetute, da sovrapporre alle linee solistiche dello strumento o della voce: una tecnica molto diffusa nel pop, nel rock e anche tra i DJ in consolle.
Il risultato è stato un insieme di indubbia originalità, sorprendente nei primi brani come Pula di Selaocoe, Living di Ben Nobuto, Alva’s Riff di Colin Alexander, per poi attenuarsi in una sorta di impressioni a volte “già ascoltate” nei pezzi successivi, come nei brani, sempre di Selaocoe, Sefako, Tshepo ed Entanglements, quest’ultimo composto anche da Michel van der Aa e presentato in prima esecuzione italiana. Un interprete- musicista che ha comunque il merito di produrre una trasversalità musicale che unisce mondi sonori diversi e che rompe certi schemi organizzativi, a volte troppo elitari, del mondo musicale classico. Molto calorosi gli applausi finali.