Il pianista canadese di origini ungheresi e ucraine Jaeden Izik-Dzurko è stato protagonista ieri sera, per le Serate Musicali, di un recital che ha attraversato tre differenti mondi musicali del repertorio pianistico romantico, accostando Nikolaj Medtner, Franz Schubert e Robert Schumann.
Vincitore della medaglia d’oro al Concorso pianistico internazionale di Leeds 2024 e primo strumentista canadese ad aggiudicarsi il Gran Premio al Concours Musical International de Montréal, Izik-Dzurko si è imposto all’attenzione internazionale, intraprendendo un percorso artistico che lo sta portando a esibirsi in importanti sale da concerto e con prestigiose orchestre.
Il programma della serata si è aperto con la Sonata-Idylle in sol maggiore op. 56 di Nikolaj Medtner, pagina articolata in due movimenti, Pastorale. Allegro cantabile e Allegro moderato e cantabile, nella quale il compositore russo sviluppa un linguaggio personale, legato alla tradizione tardo-romantica e caratterizzato da una scrittura pianistica ricca e raffinata. In questo brano Izik-Dzurko ha rivelato fin da subito il proprio stile, basato su una tavolozza coloristica sfumata, leggera ma ricca di dinamiche, e su una precisa definizione della gamma sonora. Un’ottima interpretazione di Medtner.
La più conosciuta Sonata in sol maggiore D 894, nota anche come Fantasia, di Franz Schubert ha trovato nell’interprete una sensibilità in progressiva crescita qualitativa. Nei suoi quattro movimenti, dalla distesa apertura Molto moderato e cantabile all’Allegretto conclusivo, la Sonata alterna momenti di intima meditazione a passaggi di maggiore movimento, facendo emergere quella dimensione lirica e introspettiva che costituisce uno degli aspetti più profondi della musica schubertiana. Nell’Allegretto, geniale e ricco di articolazioni melodiche e armoniche, Izik-Dzurko ha saputo trovare un equilibrio di splendida efficacia, definendo con chiarezza i numerosi contrasti di questo bellissimo movimento.
A concludere il recital è stata la Fantasia in do maggiore op. 17 di Robert Schumann, una delle opere più significative del pianismo romantico. Suddivisa nei tre movimenti Durchaus phantastisch und leidenschaftlich vorzutragen, Mäßig. Durchaus energisch e Langsam getragen. Durchweg leise zu halten, la pagina schumanniana ha trovato nell’esecutore un interprete adeguato, capace di dosare il suono con equilibrio e trasparenza, senza rinunciare all’intensità espressiva.
Di grande efficacia i due bis concessi al pubblico: prima una stupefacente Toccata di Ravel, poi un delicato e pregnante Preludio di Rachmaninov, Op.23 n.6.
Un pianista di qualità, che merita di essere riascoltato con attenzione. Calorosi applausi in Sala Verdi.