Antonio Pompa-Baldi all’Università Cattolica per «Il Pianoforte in Ateneo»

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Il pianoforte è tornato protagonista all’Università Cattolica di Milano per il terzultimo concerto della stagione de Il Pianoforte in Ateneo, iniziativa promossa da Kawai Italia e dall’Università Cattolica, con la direzione artistica di Davide Cabassi e quella scientifica di Enrico Reggiani. Un progetto che da anni porta nell’Aula Magna dell’Ateneo alcuni tra i più interessanti interpreti del panorama pianistico internazionale, creando un dialogo tra la grande musica e il contesto universitario.

Il concerto di ieri sera, introdotto come sempre dalle convincenti parole di Enrico Reggiani, ha avuto per protagonista Antonio Pompa-Baldi, pianista di solida carriera internazionale, impegnato in un programma che attraversava epoche e linguaggi differenti, ma affini per contenuti e stili compositivi: dalla contemporaneità di Roberto Piana (1971) al Novecento francese di Claude Debussy e Maurice Ravel.
Ad aprire la serata sono stati gli Sguardi sulla Divina Commedia, composti nel 2021 da Roberto Piana. Il primo libro, dedicato all’Inferno, propone nove brevi quadri ispirati ad altrettanti personaggi e figure del poema dantesco: Mosè, Cleopatra, Cerbero, Fortuna, il Messo Celeste, Epicuro, le Arpie, Penelope e Lucifero. Una scrittura che affida al pianoforte il compito di evocare immagini e atmosfere, passando attraverso caratteri contrastanti e una varietà di soluzioni timbriche.
I nove quadri, particolarmente ispirati e suggestivi, hanno rivelato le qualità del compositore, attraverso una scrittura che attinge alle esperienze di molti compositori della musica del Novecento, da Stravinskij a Debussy e Ravel, fino a certo minimalismo e ad altre esperienze della contemporaneità, per una restituzione compositiva comunque personale, particolarmente valida e di immediato ascolto.
Grazie alle raffinate qualità dell’interprete, che con maestria è riuscito a restituire il corposo e ricco materiale sonoro, dimostrando una totale interiorizzazione, calibrata in ogni dettaglio, quello ascoltato ci è sembrato un lavoro di elevato livello, che merita di essere eseguito frequentemente.
Il programma è poi proseguito con la Suite bergamasque di Claude Debussy, nella quale la celeberrima Clair de lune è inserita accanto al Prélude, al Menuet e al Passepied, per concludersi con uno dei banchi di prova più impegnativi del repertorio pianistico: Gaspard de la nuit di Maurice Ravel, con Ondine, Le gibet e Scarbo.
Anche in questi noti lavori, Antonio Pompa-Baldi ha mostrato le sue eccellenti qualità, con sonorità capaci di scavare in profondità e di rivelare un accurato approccio analitico, frutto di una conoscenza approfondita dei brani, per una sintesi interpretativa sempre unita a una profonda riflessione.
Eccellente la resa estetica, suggellata dai fragorosi applausi del pubblico che riempiva la splendida Aula Magna. Tre i bis concessi dal pianista: di Debussy il Prélude n. 5, Les collines d’Anacapri; di Chopin lo Studio n. 12 op. 10 e, infine, di Grieg, dai Pezzi lirici, il Notturno in do maggiore. Esecuzioni di alto livello, accolte da calorosi applausi.