LE SIGNORE DELL’ARTE a Carrara

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Fino al 25 ottobre 2026 è possibile visitare una bellissima mostra, al Palazzo Cucchiari di Carrara: Le signore dell’arte. La parità del talento nell’arte italiana moderna. Curata da Massimo Bertozzi, vi sono esposte circa 130 opere che intendono valorizzare figure di eccellenti artiste vissute tra Ottocento e Novecento, rimaste per lo più oscurate dalla fama del padre o del marito, oppure semplicemente dal fatto di essere donne, in un mondo dove arte e cultura erano (o sono forse ancora?) dominio quasi solo maschile.

Si scoprono così pittrici davvero talentuose, come la milanese Amanzia Guerillot (1828-1905), allieva e poi seconda moglie di Angelo Inganni (1807-1880), che la ritrasse più volte, e la fiorentina Maria Teresa Mazzei Fabbricotti (1893-1977).

La prima dipinge angoli di Milano, come Il nuovo ponte in ghisa, e paesaggi della Lombardia, ispirandosi ai lavori di Inganni – e a soli diciannove anni partecipa all’esposizione annuale di Brera – la seconda si dedica a ritratti e autoritratti che denotano rara sensibilità e un uso sicuro del colore.

Tra le artiste, spicca Nella Marchesini (1901-1952) di cui è stato scelto il ritratto di Daphne Maugham per il manifesto e per la copertina dell’elegante catalogo della mostra; e della stessa Daphne Maugham Casorati (1897-1982), pittrice inglese cresciuta a Parigi, nipote dello scrittore Somerset Maugham e moglie di Felice Casorati, è esposta una bella Natura morta con libro.

Di Ernesta Legnani Bisi (1788-1859), formatasi all’Accademia di Brera e moglie del pittore Giuseppe Bisi (appartenente a una nota famiglia di artisti), si può ammirare il Ritratto di Francesco Hayez, olio su tela del 1830 circa.

Molto delicato il Giotto bambino, scultura in marmo di Amalia Dupré (1842-1928), talentuosa allieva del padre Giovanni, di cui, dopo la sua morte, ultimò alcune opere lasciate incompiute.

Una scultrice molto interessante è poi senz’altro Jenny Wiegmann Mucchi (1895-1969), berlinese, detta Genni, autrice della testa in bronzo del pittore Gino Severini e dell’intenso Partigiano impiccato (1953), in gesso patinato: un vero monumento alla Resistenza, cui aveva partecipato insieme al secondo marito, l’architetto e pittore Gabriele Mucchi. Entrambi erano protagonisti del gruppo artistico Corrente di Milano.

Amore materno e Il Silenzio sono opere di Evangelina Alciati (1883-1959), piemontese, prima donna a frequentare l’Accademia Albertina di Torino, legate al tema dell’infanzia.

Davvero pregevole il mosaico Giorgio de Chirico (1969), lavoro di Edita Broglio, già Edita Walterowna zur-Muehlen, (1886-1977), di origini lettoni: nel 1918 fonda a Roma, insieme a Mario Broglio, che diventerà suo marito, il gruppo “Valori Plastici” con Carrà, Soffici, Morandi, De Chirico, Savinio.

Molto validi i dipinti a olio su tela Ritratto della principessa Pignatelli di Adriana Bisi Fabbri (1881-1918), cugina di Umberto Boccioni, autrice apprezzatissima di caricature e figurini di moda, e Mafai nello studio di Antonietta Raphaël Mafai (1895-1975), lituana, compagna di Mario Mafai, con cui fondò a Roma la “Scuola di via Cavour”.

Non poteva mancare Leonor Fini (1907-1996), di cui ricordiamo (vedi sotto) una splendida mostra a lei dedicata, lo scorso anno, al Palazzo Reale di Milano: ed ecco i bellissimi ritratti – come Ritratto di Signora del 1928 – e un Nudo femminile, del 1930.

Si scoprono poi opere di Lalla Romano (1906-2001), che aveva aderito giovanissima alla Scuola libera di Felice Casorati, portando con successo i suoi dipinti in diverse mostre; si dedicò poi alla letteratura dopo la II Guerra Mondiale, acquisendo come scrittrice una fama che superò quella precedente: ma non abbandonò mai la pittura.

Molto belle le ceramiche dipinte da Olga Modigliani (1873-1968), cugina del celebre Amedeo, e interessanti i lavori della sorella Corinna (1871-1959). Altre due sorelle compaiono nella mostra: Luce (1904-1994) ed Elica Balla (1914-1995), figlie del futurista Giacomo Balla, con cui collaborarono attivamente. E l’elenco potrebbe continuare!

Nella mostra si possono ammirare anche splendide opere di Angelo Inganni, Giovanni Dupré, Gabriele Mucchi, Mario Mafai, Achille Funi, Giacomo Balla, Felice Casorati, per citarne solo alcuni, ossia degli artisti di chiara fama già nominati – padri, mariti, compagni – che si sono trovati affiancati alle “signore dell’arte”: rimaste, queste ultime, in una sorta di nebbia della memoria, che occorre senza dubbio dissolvere.

Da visitare assolutamente.

Per un approfondimento:

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