
Presentato, presso il Museo della Scienza e della Tecnologia L.da Vinci di Milano, un interessante incontro coordinato dalla giornalista Francesca Senette, in ambito di educazione sanitaria. Il convegno è promosso dall’Istituto Nutrizionale Carapelli. L’Istituto promuove l’olio Evo e la dieta mediterranea come pilastri della salute. Sono intervenuti il Dott. Sembra, Presidente dell’istituto Nutrizionale Carapelli, il Prof. Carruba che ha messo il focus sull’importanza nell’educazione Nutrizionale. Il Zuccotti, Il Prof. Riccardi dell’Università Federico II° di Napoli, che ha sottolineato l’importanza del ruolo dell’olio extra vergine di oliva nei soggetti diabetici e prediabitici. La ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato che l’olio extra vergine di oliva fa bene. L’ultima novità arriva quindi dall’olio extra vergine di oliva e dai meccanismi molecolari coinvolti, presentato oggi presso l’Università degli Studi di Milano durante la conferenza “Olio d’oliva: quando la scienza è da servire a tavola”.
Nonostante le numerose evidenze scientifiche sugli effetti salutistici dell’olio Evo, però, i consumatori sono poco informati sull’argomento. A dimostrarlo una survey* condotta dall’Istituto Nutrizionale Carapelli – Fondazione ETS, che rivela come oltre il 46% degli italiani non conosca i dettagli relativi ai benefici di questo alimento, tanto che il 35% ne utilizza meno di 2 cucchiai al giorno, quando invece gli esperti consigliano di impiegarne almeno 3-4. Ed è proprio con l’obiettivo di colmare queste lacune, più accentuate nelle fasce d’età più giovani, e di promuovere una corretta cultura alimentare, che l’Istituto Nutrizionale Carapelli ha organizzato la conferenza, per promuovere un incontro fra scienza e informazione, mettendo in luce i miglioramenti e le aree di intervento per una maggiore consapevolezza dei cittadini. Per maggiori info: www.istitutonutrizionalecarapelli. Profilo metabolico più sano, con un effetto positivo sul peso corporeo e un netto miglioramento del profilo glicemico e quindi una riduzione del rischio di diabete. Si tratta dunque di un valido alleato per contrastare l’obesità e le sue gravi complicanze, come il diabete di tipo 2 e le patologie dismetaboliche.