La rassegna musicale “Schubertiade”, organizzata dalla Società del Quartetto e dall’Orchestra Sinfonica di Milano, in tre serate comprese tra il 9 e il 14 giugno, ha trovato ieri sera il suo protagonista principale: il pianista padovano Gabriele Strata. Proprio ieri ha compiuto 27 anni ed è già un nome affermato sulla scena internazionale. In Italia ha vinto nel 2018 il prestigioso Premio Venezia, cui hanno fatto seguito numerosi altri importanti riconoscimenti in concorsi internazionali.
Il recital di ieri, interamente dedicato a Schubert e ospitato nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano, ha confermato anche nella nostra città il valore di questo interprete. Il programma comprendeva capolavori come i Drei Klavierstücke D 946 e la Sonata in la maggiore D 959, preceduti da pagine meno frequentate ma di grande fascino, quali il Minuetto D 600, il brevissimo Trio D 610 e il Minuetto D 334.
Quello di Strata è uno Schubert personale, delicatissimo e profondo. I colori tenui, ottenuti attraverso una gestualità poco appariscente ma sempre precisa, attenta a ogni pressione delle dita, sono funzionali a creare minimi mutamenti dinamici e timbrici, capaci però di produrre una notevole intensità espressiva. In questo discreto tessuto sonoro, mai invadente ma sempre ricco di qualità, Strata ha trovato una cifra interpretativa particolarmente adatta al mondo schubertiano.
Non una sbavatura nell’ampia sequenza dei brani proposti. Molta riflessione, tempi ben ponderati e pause sempre significative. Tutto bellissimo, ma forse ancor più memorabile è risultata la splendida Sonata D 959, penultima della produzione sonatistica di Schubert. Qui, nella pacatezza delle timbriche, sono emersi con maggiore evidenza sorprendenti contrasti dinamici che hanno conferito ai quattro movimenti – Allegro, Andantino, Scherzo e Rondò. Allegretto – un perfetto equilibrio espressivo e formale.
Di straordinaria bellezza i timbri, così come la perfezione delle pause, capaci di amplificare l’attesa del suono e di rivelare la statura davvero elevata di questo eccellente interprete.
Meritatissimi gli applausi calorosi del pubblico e i tre bis concessi: dapprima il Notturno op. 15 n. 2 di Chopin, eseguito con grande poesia; quindi Auf dem Wasser zu singen di Schubert-Liszt, altrettanto intenso ed espressivo; infine un elegante brano jazz di un compositore polacco, splendidamente arrangiato. Bravissimo!