Standing ovation per il controtenore Jakub Józef Orliński e il pianista Michał Biel al Teatro alla Scala

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Teatro alla Scala tutto esaurito ieri sera per il recital del controtenore Jakub Józef Orliński e del pianista Michał Biel, accolti da un entusiasmo crescente culminato in una lunga standing ovation finale e in numerosi bis.

Il programma ha attraversato epoche e linguaggi diversi, mettendo in luce la versatilità interpretativa del controtenore polacco, sostenuto e valorizzato in modo eccellente dal pianoforte del connazionale Biel. Ampio spazio è stato dedicato a Georg Friedrich Händel con le arie Voi che udite il mio lamento da Agrippina, Un zeffiro spirò da Rodelinda, Siam prossimi al porto da Rinaldo, Coronato il crin d’alloro ancora da Agrippina e la trascinante Furibondo spira il vento da Partenope, eseguita come ultimo brano in programma. Tutte sono state affrontate con brillantezza tecnica e forte partecipazione emotiva e teatrale.
Di Henry Purcell sono stati proposti If Music Be the Food of Love, O Lead Me to Some Peaceful Gloom, Sweeter than Roses e What Power Art Thou da King Arthur, pagine nelle quali Orliński ha evidenziato la naturalezza del fraseggio e la varietà dei colori vocali, sostenuto dall’accompagnamento sempre attento e preciso di Biel.
Il cuore del programma era dedicato alla lirica polacca. Di Tadeusz Baird (1928-1981) sono state eseguite Spójrz co tu ciche serce wypisało, Drwię, mając ciebie, z całej ludzkiej pychy, Słodka miłości e Jakże podobna zimie jest rozłąka, quattro sonetti d’amore del 1956 su testi di Shakespeare; del compositore e direttore d’orchestra Mieczysław Karłowicz (1876-1909) si sono invece ascoltate Idzie na pola op. 3 n. 3, Smutna jest dusza moja op. 1 n. 6, Skąd pierwsze gwiazdy op. 1 n. 2, Po szerokim morzu op. 3 n. 9, Mów do mnie jeszcze op. 3 n. 1, Rdzawe liście e Czasem gdy długo. In queste pagine, meno frequentate ma di grande fascino, i due interpreti hanno offerto alcuni dei momenti più intensi della serata, confermando una sintonia artistica ormai consolidata.
Il successo è stato calorosissimo e ha premiato un recital costruito con intelligenza, capace di unire il repertorio barocco e la tradizione liederistica polacca in un percorso coerente e coinvolgente. Una lunga serie di bis, tra cui la celebre Music for a While di Purcell, ha poi reso ancora più memorabile una serata che ha segnato il debutto di Orliński e Biel al Teatro alla Scala. Non è mancato, nel penultimo bis, un momento di divertita leggerezza prima di Strike the viol di Purcell: Orliński ha infatti regalato al pubblico una piroetta e alcuni rapidi passi di breakdance, disciplina nella quale vanta una solida esperienza professionale, rivelando ancora una volta una passione che contribuisce al fascino della sua personalità artistica. Divertimento per il noto brano popolare  di Stanisław Moniuszko Prząsniczka e per concludere un profondo Vedrò il mio diletto di Antonio Vivaldi. Una serata destinata a rimanere nella memoria dei fortunati spettatori presenti.