In Sala Verdi si conclude il 35° Festival Milano Musica “Lontananze creative”

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Si è concluso il 35° Festival Milano Musica con un concerto in Sala Verdi del Conservatorio dedicato a quattro compositori contemporanei: Georg Friedrich Haas (1953), Tōru Takemitsu (1930-1996), Dai Fujikura (1977) e Unsuk Chin (1961).

La m²c, ensemble del Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano ha avuto come direttori, alternatisi sul podio, Giulio D’Orazio ed Elian Remigio. Tutti e quattro i brani sono stati interpretati a un livello eccellente dai giovani strumentisti del Conservatorio, impegnati in organici diversi, alcuni più cameristici, altri di dimensioni più ampie.
Ad aprire il concerto è stato Tria ex uno. Sextett nach Josquin Desprez, brano del 2001 di Haas per piccolo ensemble formato da flauto, clarinetto, pianoforte, violino, violoncello e percussioni. L’atmosfera antica evocata dal compositore è stata esaltata da timbriche raffinate e discrete, di evidente intimità, a partire dal riferimento iniziale a Josquin Desprez e al suo Agnus Dei della fine del Quattrocento. In tutto il brano Haas recupera quel clima raccolto e riflessivo che rivela una profonda continuità con le più antiche modalità del comporre. Di notevole qualità l’interpretazione.
Il brano successivo, di Takemitsu, compositore scomparso esattamente trent’anni fa, ci ha immersi in un clima altrettanto meditativo, legato ai colori orientali che caratterizzano la scrittura del musicista giapponese. Il suo Rain Spell del 1982, per flauto, clarinetto, arpa, pianoforte e vibrafono, è apparso un lavoro di grande fascino, restituito con sensibilità e precisione dalla formazione cameristica.
La compositrice sudcoreana Unsuk Chin era presente in programma con Akrostichon-Wortspiel. Seven Scenes from Fairy Tales del 1991, per soprano ed ensemble. Sette brevi scene nelle quali gli strumenti dialogano costantemente con la voce, valorizzandola e integrandosi con essa. Qui l’ottima Maria Eleonora Caminada, una delle più intraprendenti interpreti italiane del repertorio contemporaneo, ha messo in risalto, anche attraverso il gesto e la mimica, le caratteristiche originali di questo importante lavoro di Chin. Una costruzione musicale articolata e profonda, degna di una compositrice che figura oggi tra le più eseguite nel panorama internazionale. Bravissimi tutti gli strumentisti, chiamati a una restituzione complessa ma pienamente riuscita.
L’ultimo brano in programma, per chitarra elettrica ed ensemble, era Abandoned Time del 2004 di Fujikura. Un lavoro nel quale la coralità degli strumenti mette spesso in evidenza la parte solistica della chitarra elettrica di Andrea Schifano. Si tratta di una composizione di levigata incisività, in cui le timbriche amplificate e il sapore talvolta rock dello strumento lasciano un segno distintivo. Ottima l’esecuzione ed eccellenti le direzioni in tutti i brani del programma.
Il concerto conclusivo è stato molto apprezzato dal pubblico presente in Sala Verdi, tra cui numerosi compositori, strumentisti e direttori accorsi per ascoltare queste significative pagine del repertorio contemporaneo. Un successo importante per l’intera manifestazione di Milano Musica, mentre già si guarda con interesse alla programmazione del 2027.