Michele Mariotti con la Filarmonica della Scala per Mendelssohn e Dvořák

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Ancora un evidente successo di pubblico alla seconda e ultima replica del concerto della Filarmonica della Scala, diretta per l’occasione da Michele Mariotti.

Avevamo recentemente visto il direttore toscano ottenere risultati sorprendenti con l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio in pagine di Čajkovskij, Lepre e Prokof’ev, valorizzando con intelligenza e sensibilità un organico di giovani strumentisti.
Ieri, le qualità direttoriali di Mariotti sono emerse con altrettanta evidenza alla guida degli esperti professori della Filarmonica scaligera, impegnati in due celebri lavori sinfonici di Mendelssohn e Dvořák. La Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 “Scozzese” del compositore tedesco ha preceduto la Sinfonia n. 8 in sol maggiore op. 88 del musicista ceco: due capolavori del repertorio ottocentesco, distanti tra loro quasi cinquant’anni — la prima eseguita nel 1842, la seconda nel 1890 — ma accomunati da una scrittura orchestrale di grande ricchezza timbrica e da una complessa articolazione formale nei tradizionali quattro movimenti.
Entrambe le partiture hanno trovato una restituzione accurata, analitica e al tempo stesso intensamente espressiva. La Filarmonica della Scala ha risposto con compattezza, precisione e una notevole duttilità dinamica, assecondando una direzione di alto profilo, accolta con entusiasmo dal pubblico presente. Mariotti sembra puntare soprattutto sul contrasto tra i momenti più raccolti e meditativi e quelli di piena espansione sonora, costruendo arcate narrative di forte tensione emotiva. Ne emerge una lettura capace di coniugare chiarezza strutturale e ricchezza coloristica, con un’attenzione costante agli equilibri interni dell’orchestra e alla cantabilità delle linee melodiche.
Pur essendo oggi considerato soprattutto uno dei più autorevoli interpreti del repertorio lirico, Mariotti conferma anche in ambito sinfonico una personalità musicale di notevole spessore, dimostrando quanto i due universi — teatro d’opera e sinfonismo — possano dialogare e completarsi nel segno di una visione musicale ampia e coerente. Applausi calorosissimi al termine del concerto. (Foto di Brescia e Amisano- Archivio della Scala)