Dal 1978 ospite di “Serate Musicali“, il violinista lettone Gidon Kremer è rientrato in Sala Verdi insieme ai suoi amici e collaboratori: Giedrė Dirvanauskaitė al violoncello e Georgijs Osokins al pianoforte. In uno dei brani si è aggiunta anche il soprano monacense Anna-Lena Elbert.
Come spesso accade nei programmi concepiti da Kremer, l’impaginazione accosta pagine del Novecento legate alla sua area culturale – tra Baltico e Russia – ad altre più propriamente inserite nella tradizione occidentale. In apertura, due brani di Arvo Pärt, Für Alina e Lamentate: fragile e conciliante (qui in trascrizione per pianoforte), sono stati affidati all’ottimo Osokins, capace di esaltare il mondo introspettivo del compositore: lavori in cui la riflessione, spesso sospesa in lunghe pause, lascia emergere una spiritualità intensa e rarefatta.
Il momento centrale del concerto era dedicato a Dmitrij Šostakovič, con una rarità come le Sette romanze su poesie di Alexandr Blok op. 127, per soprano e trio. Qui la voce di Anna-Lena Elbert si è intrecciata di volta in volta con i singoli strumenti e con l’ensemble nel suo complesso, fino all’ultima romanza, Muzika, in cui tutti e quattro gli interpreti si riuniscono. Le composizioni, scritte nel 1967, rivelano il tratto tipico dell’ultimo Šostakovič: una scrittura di profonda espressività, attraversata da forti contrasti timbrici e da una drammaticità evidente, come nell’intenso Burja (Tempesta) per soprano, violoncello e pianoforte.
Interpretazioni di alto livello che hanno preparato un netto cambio di registro con il celebre Trio op. 97 “L’Arciduca” di Ludwig van Beethoven. In questa pagina matura, il pianoforte assume un ruolo centrale, pienamente valorizzato da Osokins anche nelle numerose variazioni che attraversano la partitura. Ma altrettanto rilevante è il dialogo dei due archi, ora alternati, ora fusi in un tessuto sonoro che si integra con la tastiera. Di particolare grazia ed efficacia il movimento finale.
Applausi calorosissimi da parte del numeroso pubblico della Sala Verdi e bis significativo, ancora con Pärt, nella breve Scala cromatica – Spiegel im Spiegel. Bravissimi.