Ieri, un concerto pomeridiano e uno serale hanno riempito di musica Sala Verdi in Conservatorio. L’ottima organizzazione della Società dei Concerti è riuscita a recuperare due appuntamenti che, per motivi essenzialmente “burocratici”, erano recentemente saltati.
Nel pomeriggio, per la Serie Zaffiro, la pianista statunitense Rachel Naomi Kudo ha affrontato un “tutto Chopin”, mentre alla sera, per la Serie Rubino, l’Anna Tifu Tango Quartet ha incentrato il programma su composizioni di Astor Piazzolla. Due proposte particolarmente contrastanti, per chi le ha ascoltate entrambe, ma entrambe di valore artistico.
Rachel Naomi Kudo ha messo in luce la sua profonda affinità con Chopin, forte di numerosi riconoscimenti in concorsi dedicati al compositore polacco e di una significativa partecipazione al celebre Concorso Chopin di Varsavia. Il programma prevedeva la Barcarola op. 60, le Tre Mazurche op. 59 e la Sonata n. 3 in si minore op. 58, l’ultima del genere composta da Chopin. Brani appartenenti allo stesso periodo, eseguiti con una convincente personalizzazione, giocata su andature riflessive capaci di evidenziare i dettagli con approccio analitico e timbriche ombreggiate.
Di particolare rilievo le Mazurche e la Sonata n. 3, un lavoro che presenta un ampio primo movimento, l’Allegro maestoso, e si conclude con un Presto non tanto agitato di robusta esternazione, ben interpretato dalla Kudo. Un’ottima pianista che merita certamente un attento riascolto. Applausi calorosi e molto apprezzato il bis, con lo Schumann-Liszt del celebre Widmung.
Il concerto serale ha invece presentato un’insolita Anna Tifu, abitualmente ascoltata nei grandi classici del repertorio violinistico, qui impegnata in una formazione inconsueta che, oltre a lei al violino, comprendeva Massimiliano Pitocco al bandoneon, Romeo Scaccia al pianoforte e Gianluigi Pennino al contrabbasso.
Il Tango Quartet ha voluto rendere omaggio al grande compositore e bandoneonista argentino Astor Piazzolla. Il brano introduttivo, per pianoforte solo, di Romeo Scaccia, Not Yet – una melodia variata in una serie di trasformazioni armoniche, timbriche e percussive – ha rivelato le qualità dell’ottimo pianista, dal carattere estemporaneo e di impronta jazzistica. Un’introduzione efficace a una serie di brani firmati da Piazzolla, molti dei quali celebri, esaltati dalle qualità dei quattro interpreti.
I colori pregnanti del bandoneon del bravissimo Pitocco hanno restituito il mondo geniale di Piazzolla a partire dallo splendido Tristeza de un Doble A, così come l’incisività del violino di Anna Tifu, con le sue straordinarie capacità di entrare nel linguaggio del compositore attraverso un suono scavato, preciso e ricco di sfumature, è iniziato dalla straordinaria versione per violino e pianoforte del celebre Le grand Tango, un brano eseguito da celebri interpreti in più versioni. Già dai primi brani la serata ha avuto un grande impatto musicale. Ottime anche le armonizzazioni pianistiche di Scaccia e i colori caldi del contrabbasso di Pennino.
Tra i brani in programma, tutti di grande efficacia, si ricordano anche Adiós Nonino, Escualo, Michelangelo ’70, Milonga del Ángel, Muerte de Angel, il celeberrimo Libertango eseguito con efficacia coloristica dal Quartetto. Come bis, un intenso Oblivion, reso in modo compatto e unitario dalla innovativa formazione cameristica, ha concluso una serata applauditissima dal pubblico presente in Sala Verdi. Ricordiamo anche la presenza della pittrice Manuela Metra che, in estemporanea durante il concerto, ha realizzato un dipinto. La sua performance, inserita nel progetto “Oltre il suono”, è stata proiettata in diretta su uno schermo, permettendo al pubblico, mentre ascoltava la suggestiva musica, di seguire l’evoluzione della creazione pittorica. Applausi meritati anche per lei.