Al DAVID BOWIE CENTRE di Londra

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Il 23 marzo 2013 fu inaugurata al Victoria & Albert Museum di Londra la mostra itinerante David Bowie Is, dedicata al grande artista, consacrato definitivamente dall’exhibition come icona del XX secolo. Bowie aveva concesso ai curatori del museo il libero accesso al suo archivio, che possedeva quasi 75.000 pezzi di una straordinaria collezione di costumi delle sue performance, dischi, oggetti, dipinti, manoscritti, video che riguardavano la sua carriera e i suoi personaggi. Ogni cantante pop che Bowie aveva incontrato era ricordato nell’archivio in modo incredibilmente completo. Ben undici musei in tutto il mondo – a Toronto, San Paolo, Tokyo, Berlino, Parigi, Chicago, Barcellona, Melbourne, Groningen, e a Bologna al MAMbo – accolsero la mostra: nei cinque anni del suo tour espositivo ebbe più di due milioni di visitatori. Si concluse a New York nel luglio 2018, come aveva voluto Bowie stesso, mancato nel frattempo nella metropoli statunitense il 10 gennaio 2016, a 69 anni appena compiuti.

Il suo vero nome era David Robert Jones, nato l’8 gennaio 1947 a Brixton, sobborgo di Londra: cantautore, attore, in grado di suonare una decina di strumenti, dalla chitarra all’armonica, dal sassofono al pianoforte e al violoncello. Iniziò giovanissimo come sassofonista e già nei primi anni ‘70 ebbe grandissimo successo, perfezionando il genere glam rock e stregando il pubblico con costumi e trucchi unici. Giocava in modo originalissimo e raffinato sul tema dell’identità sessuale, dell’androginia, dell’ambiguità totale, sfruttando anche l’anisocoria e la midriasi dell’occhio sinistro, che erano il risultato di un danno permanente dovuto a un pugno, quando era quindicenne, da parte di un suo compagno di scuola.

Si dedicò alla pittura e recitò in film come il famoso L’uomo che cadde sulla Terra (1976), Furyo (1983), Labyrinth (1986). Per approfondire la sua biografia, leggendo i testi di tutte le sue canzoni, guardando video, ascoltando interviste e molto altro, si può navigare nel sito ufficiale www.davidbowie.com

Emerge con forza una “personalità sfaccettata, enigmatica, inquieta, curiosa, molteplice” (da David Bowie, il divino alchimista, di Dalila Ascoli).

Per chi vuole immergersi nel mondo del Duca Bianco, a dieci anni dalla sua scomparsa, è dunque davvero imperdibile la visita al londinese David Bowie Centre for the Study of Performing Arts, aperto dal 13 settembre 2025 presso il Victoria & Albert East Storehouse, enorme edificio dall’architettura modernissima nella zona dello Stratford’s Queen Elizabeth Olympic Park (realizzato per le Olimpiadi 2012, nell’East London).

L’ingresso è gratuito, dalle 10:00 alle 18:00 (da giovedì a sabato fino alle 22:00). Oltre 90.000 pezzi, tra documenti, abiti, costumi di scena, strumenti, lettere, spartiti dell’inestimabile archivio di Bowie sono conservati nello stupefacente museo, che espone in 16.000 mq su quattro piani oggetti e preziose collezioni di varia provenienza, in genere frutto di generose donazioni, collocati sopra giganteschi scaffali, tra cui si cammina come in una sorta di fantastico magazzino. Pareti di vetro consentono anche di vedere i restauratori al lavoro, in diversi laboratori.

Al David Bowie Centre si accede salendo al secondo piano. Grandi video musicali e ritratti, insieme a innumerevoli oggetti, rievocano in modo suggestivo la vita e l’opera di Bowie e danno continuità, anzi, una sorta di immortalità, alla mostra itinerante precedente: si percorre una strada immaginaria, in una bolla di spazio-tempo, insieme a Ziggy Stardust fino al “regalo d’addio”, lo splendido album Blackstar, venticinquesimo e ultimo, con la struggente Lazarus, una sorta di “auto-epitaffio”.

Una curiosità: chi volesse osservare da vicino un costume, anche non esposto ma presente nella collezione – il museo espone solo circa il 5% di quanto possiede – può prenotare online l’opzione. In una sala apposita, su grandi tavoli, si può ammirare ogni particolare del proprio “oggetto del desiderio”.

Per raggiungere il V&A East Storehouse si può prendere la linea Mildmay, il passante ferroviario lungo la North London Line, con direzione Stratford: si scende ad Hackney Wick e si cammina per circa dieci minuti, tra vivaci murales, in un quartiere amato dai giovani artisti londinesi. Luogo perfetto per far rivivere Bowie!

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