A Londra “standing ovation” per Maxim Vengerov, diretto da Mark Wigglesworth nel Concerto op. 35 di Čajkovskij

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Lo splendido concerto ascoltato ieri a Londra, alla Royal Festival Hall, con la Philharmonia Orchestra prevedeva tre brani. Il primo era un Divertimento per orchestra d’archi (1965) della compositrice polacca Grażyna Bacewicz (1909-1969); quindi il noto Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35 di P. I. Čajkovskij (1849-1893) e, a conclusione, la Sinfonia n. 1 in si bemolle minore di William Walton (1902-1983).

Il raro Divertimento della Bacewicz – in passato anche eccellente violinista – è relativamente breve e risponde alle tipiche atmosfere del genere per orchestra d’archi. Il direttore Wigglesworth ha sostituito all’ultimo momento il direttore principale dell’orchestra, Santtu-Matias Rouvali, indisposto, dimostrando di possedere una visione precisa di questa composizione breve ma articolata, capace di esprimere emozioni intense nella sua coralità timbrica. Ottima l’interpretazione.
L’atteso Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35 di Čajkovskij ha trovato nella parte solistica il noto virtuoso russo-israeliano Maxim Vengerov (1974), in sostituzione di Lisa Batiashvili, anch’essa indisposta. Vengerov, tra i migliori interpreti in assoluto nel panorama internazionale, ha fornito una prova di eccellente qualità, esaltando ogni dettaglio del celebre Concerto, a partire dal corposo Allegro moderato iniziale. Coadiuvato con perfetta intesa dal direttore Wigglesworth e dalla Philharmonia, il violinista ha rivelato una conoscenza approfondita del lavoro, esprimendo con grande intensità ogni frangente dell’Allegro moderato, per poi passare alle tenui e profonde atmosfere dell’Andante – Canzonetta centrale e ribadire il suo eccelso virtuosismo nell’Allegro vivacissimo finale. Notevole l’equilibrio tra i vari piani sonori, perfetta la padronanza timbrica, di rara bellezza.Un successo caloroso, coronato da una “standing ovation” da parte del numerosissimo pubblico che affollava la capiente sala londinese. Splendido il bis concesso per violino e orchestra: una Romanza di Wieniawski.
Dopo il breve intervallo, la non facile e poco eseguita Sinfonia n. 1 in si bemolle minore dell’inglese Walton ha ulteriormente esaltato le qualità della Philharmonia Orchestra. I quattro ampi movimenti risentono dell’influenza di compositori inglesi come Elgar, e in parte Britten, ma rivelano soprattutto le capacità orchestrali di Walton nel trattare un’orchestra di grandi dimensioni con timbriche suggestive, articolate e ottimamente delineate dalle varie sezioni strumentali. Ne è risultata una resa di grande efficacia, molto apprezzata dal pubblico presente. Applausi meritatissimi. (Foto di C.G.)