SPETTRI E SPAZIALIZZAZIONE: LA MUSICA DEL TERZO MILLENNIO UN VIAGGIO NEL SUONO ELETTROACUSTICO   TRA CLASSICI E NUOVE PROPOSTE

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Il concerto del 21/03 dedicato alla musica elettronica live e acusmatica, tenutosi presso il Conservatorio Cantelli di Novara, per i Concerti del Sabato, ha offerto al pubblico un’immersione profonda nelle potenzialità timbriche e spaziali del suono. Grazie alla magistrale regia del suono di Leo Cicala, compositore elettroacustico, interprete acusmatico, live performer di fama internazionale, e docente di musica elettronica al Cantelli, il pubblico ha potuto esplorare un percorso sonoro che ha unito capolavori storici a nuove composizioni, mettendo in luce la ricchezza del panorama elettroacustico attuale. La serata si è aperta con un brano per violino amplificato tramite microfono a contatto di Philipp Glass, Strung out. Composto nel 1967, Strung Out è un banco di prova estremo per qualsiasi solista. Il brano è concepito come un esperimento di processo additivo e tecniche di elaborazione ritmica. Improntato al più radicale minimalismo, costruito quasi interamente su una corda continua di ottave veloci da eseguire in modo “meccanico” ilpezzo, col suo titolo  fa riferimento sia all’atto di accordare lo strumento, sia alla disposizione fisica dello spartito originale, che veniva “disteso” (strung out) lungo le pareti o su leggii in circolo, obbligando il musicista a muoversi nello spazio durante l’esecuzione.
L’interpretazione di Alessandro Cazzatoriesce a trasformare quella che Glass definiva un’esperienza “al limite della sopportazione” in un evento sonoro magnetico.Dove molti esecutori rischiano l’aridità, Cazzato mantiene una precisione millimetrica nei pattern circolari (basati su intervalli di seconda e terza), infondendo però una sottile tensione narrativa che tiene l’ascoltatore incollato alla poltrona. Il violino amplificato, nelle mani di Cazzato, non perde la sua natura lignea, ma acquista una densità quasi architettonica, rendendo intelligibili anche le più piccole variazioni ritmiche del processo additivo di Glass, per approdare a una dimensione ipnotica, tipica delle grandi letture minimaliste. Dopo questo inebriante aperitivo, il concerto proponeva uno dei momenti più alti con l’ascolto di Mortuos Plango, Vivos Voco (1980) di Jonathan Harvey, brano acusmatico storico, realizzato all’IRCAM di Parigi. La composizione si basa sulla sintesi spettrale tra il suono della campana della cattedrale di Winchester e la voce di un ragazzo del coro. È un capolavoro di “acustica spettrale”, dove le frequenze della campana strutturano l’intera opera.  La spazializzazione di Cicala ha esaltato la natura “tridimensionale” del materiale sonoro, rendendo percepibile l’architettura interna del suono desiderata da Harvey e la vena di sottile angoscia che pervade il pezzo. Il suono ostinato delle campane, sapientemente variato con la registrazione elettronica e la voce del bimbo, anch’essa caricata di suggestione grazie al trattamento elettronico, poteva evocare persino atmosfere mahleriane. A seguire, il violino di Alessandro Cazzatosi è fuso con l’elettronica in Magma (Lava, in portoghese), opera del compositore portoghese João Pedro Oliveira, figura di spicco nel panorama contemporaneo, noto per la sua ricerca focalizzata su trame sonore complesse e di grande impatto emotivo.  Il brano vive di una costante tensione tra la sonorità calda e lirica del violino e la massa sonora elettronica live, che, come lava (da cui il titolo), si espande e trasforma il materiale acustico. Cazzato ha dimostrato grande controllo strumentale, gestendo il dialogo con l’elettronica governata da Cicala con notevole sensibilità dinamica.
Compositore fondamentale per lo sviluppo della musica acusmatica e pioniere dello spettromorfologia, l’autore del pezzo successivo, il neozelandese Danis Smalley, con Wind Chimes (Sonagli a vento) del 1987, ha creato un’opera che trasforma il suono naturale in astrazione pura. Il brano esplora la morfologia del suono metallico e percussivo dei campanelli a vento, dilatandoli, trasformandoli e spazializzandoli per creare un paesaggio sonoro etereo. La regia del suono di Cicala ha reso giustizia alla meticolosa scrittura di Smalley, rendendo la spazializzazione un elemento vivo e non puramente decorativo. Grande attesa per Colliding Wheels  (Ruote in collisione 2021-2025), lavoro recente di un autore attivo nel campo della composizione elettronica, collaboratore dell’ensemble Laboratorio Novamusica di Venezia, Corrado Fantoni, per sax tenore, pianoforte, tracce audio spazializzate e live electronics. Il brano ha visto Paolo Trampetti al sax tenore e lo stesso Fantoni al pianoforte, con la consueta regia elettronica di Cicala. Una scrittura complessa che fa scontrare (colliding) materiali acustici frenetici con ambientazioni elettroniche, creando un contrasto tra gesto strumentale e materia sonora sintetica. L’interazione tra i musicisti in sala  la traccia pre-registrata e il live electronics ha funzionato con precisione, confermando la solidità della scrittura di Fantoni. I momenti più alti del pezzo sono stati, a nostro giudizio, quelli in cui la rarefatta atmosfera sonora creata dal pianoforte e dalle tracce acustiche veniva bruscamente lacerata dagli interventi in fortissimo del sax  tenore. A chiudere la rassegna, String in me per elettronica acusmatica di Gustavo Delgado, interpretata dal compositore stesso alla regia elettronica, un pezzo che si segnala per la particolare densità e tensione drammatica dei diversi strati sonori lavorati dalla registrazione elettronica. Un concerto di alto livello, che ha dimostrato come la musica elettronica, grazie a una regia del suono attenta come quella curata da Leo Cicala, possa costruire architetture sonore di rara bellezza e complessità.
Soprattutto un concerto che, crediamo, ha il merito altissimo di portare a conoscenza del pubblico novarese la ricerca sperimentale più avanzata della musica dei nostri giorni, per la prima volta in un concerto ad essa specificatamente dedicato nella nostra città. Come ha reagito il pubblico, accorso abbastanza numeroso? Diremmo abbastanza bene: ci sono certo stati abbandoni durante il concerto, ma il grosso degli ascoltatori è rimasto sino alla conclusione e alla fine ci sono stati applausi e anche qualche grido di approvazione. Ci auguriamo che questo concerto non resti un episodio isolato.