Andrey Boreyko e Gabriela Montero per la Società dei Concerti

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Andrey Boreyko ha diretto la Stuttgarter Philharmoniker in un concerto che accostava musiche di Gabriela Montero e Hector Berlioz.

Nella prima parte della serata, organizzata dalla Società dei Concerti, la pianista venezuelana Gabriela Montero ha proposto una propria composizione, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 “Latin Concerto”, diretta da Boreyko. Si tratta di un lavoro in cui la parte solistica, da lei stessa eseguita, riveste un ruolo preponderante.
Interprete precocissima, nota per le sue improvvisazioni oltre che per l’attività compositiva e per una carriera internazionale che la vede protagonista in un ampio repertorio, Montero ha voluto rendere omaggio al mondo latino, in particolare sudamericano, attraverso una composizione articolata in tre movimenti — Mambo, Andante moderato e Allegro venezuelano. Il brano trae ispirazione da diversi autori dell’America Latina, da Astor Piazzolla a Alberto Ginastera, con ritmiche che talvolta richiamano anche Leonard Bernstein.
Ne risulta un concerto in cui gli elementi ritmici, spesso legati a tempi e danze latine, emergono con forza, affiancati da una marcata cantabilità. La composizione, di grande efficacia, è stata interpretata con piena padronanza, in un dialogo ben equilibrato con gli ottimi strumentisti della Stuttgarter Philharmoniker. Il bis solistico è stato affidato a un’improvvisazione su un breve tema suggerito da alcuni spettatori della Sala Verdi: le note di O mia bela Madunina, trasformate dalla Montero in una pagina di grande delicatezza e varietà armonica. Calorosi e meritati gli applausi.
Dopo l’intervallo è stato eseguito il capolavoro orchestrale di Hector Berlioz, la Symphonie fantastique op. 14, articolata in cinque movimenti che esaltano le straordinarie capacità timbriche e narrative del compositore francese. L’orchestra tedesca ne ha offerto un’interpretazione di qualità, sostenuta dal gesto elegante e preciso di Boreyko.
Applausi convinti anche al termine del concerto, seguito da un breve e brillante bis: il Malambo di Alberto Ginastera, eseguito con vivacità e spirito. Ancora applausi calorosi.