Un recital di Andrea Carcano alla Società del Giardino

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Un impaginato ottimamente costruito, quello voluto dal pianista Andrea Carcano in occasione del concerto tenuto ieri sera nel Salone d’Oro della Società del Giardino. Un appuntamento organizzato dalla stessa istituzione insieme a Serate Musicali e al Conservatorio milanese.

Carcano, pianista e docente del Conservatorio, ha collocato al centro del programma una composizione di Carlo Galante – presente in sala – i 7 Preludi a Dioniso, in prima esecuzione milanese dopo precedenti apparizioni a Bologna e in Brasile. I brani sono stati proposti in più blocchi, quasi a delineare un racconto per episodi, intervallato da altri lavori in programma.
Dai sospesi chiaroscuri dell’Adagio iniziale fino all’“Allegro risoluto” conclusivo, il ciclo si è rivelato come un laboratorio di stati d’animo: carezzevole, sognante, talvolta ruvido, ma sempre attraversato da ambientazioni scure e da un marcato senso teatrale del gesto. Carcano ne ha messo in luce le cangianti qualità timbriche, lavorando su dinamiche finemente cesellate e su un’evidente cantabilità. Particolarmente efficace, e quasi di rottura, il quarto Preludio, “Insieme anche baldoria viene”, Rude, dove una corposa voluminosità timbrica, spesso percussiva, ha trovato un interprete sicuro e convincente. Preludi di indubbio valore, accolti da calorosi applausi anche alla presenza del compositore. Ad incorniciare il programma ufficiale, due poco frequentate Sonate di Domenico Scarlatti, la K 213 in re minore e la K 443 in re maggiore. Fin dalla pregnante e riflessiva K 213, Carcano ha rivelato un tocco preciso ed elegante, capace di coniugare nitidezza e introspezione. A intervallare i Preludi di Galante, un brano di Rossini dai Péchés de vieillesse, Une caresse à ma femme, e un pezzo tratto dai Cinque pezzi in stile polifonico di Ferruccio Busoni, precisamente Nach Mozart. Melodico e di mirabile leggerezza il Rossini; più severo e virtuosistico il Busoni, che, partendo dal genio salisburghese, approda in realtà a un linguaggio pienamente personale.
Un brano esaltato dall’eccellente interpretazione di Carcano, capace di mettere in chiaro rilievo le singole voci con grande equilibrio. Applausi sostenuti da parte del pubblico intervenuto e due ottimi bis concessi dal pianista: la Danza festiva op. 38 di Medtner e un’eccellente Bagatella in do minore di Beethoven.