Il pianista Daniele Martinelli a Musica Maestri!

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Il recital pianistico di Daniele Martinelli, vincitore della Categoria B – Solisti Strumenti a Tastiera e a Percussione del Premio del Conservatorio 2025 “Lina Bodini Mazza”, si è svolto attraverso un impaginato impegnativo, sospeso tra il romanticismo ottocentesco e la modernità novecentesca e del primo decennio del nostro secolo.

Il programma, che accostava György Kurtág, Robert Schumann e Sergej Prokof’ev, ha messo in luce una lettura concentrata da parte del giovane interprete bergamasco, attento alla qualità della forma, dei colori e del gesto, sempre funzionale a una resa sonora convincente.
I numerosi intervenuti in Sala Puccini hanno potuto ascoltare in apertura una selezione dai Játékok di Kurtág, molti dei quali improntati a un’intima introversione: una dimensione di ascolto ravvicinata, quasi confidenziale, in cui ogni frammento sembrava interrogare il pianoforte prima ancora di farlo risuonare. La Kreisleriana op. 16 di Schumann ha occupato il centro del programma come fulcro espressivo. Il virtuoso ventiduenne ne ha restituito il carattere ricco di contrasti senza forzature, lasciando emergere una tensione interna efficace, sostenuta da una sicurezza digitale evidente. In chiusura, i Sarcasmi op.17 di Sergej Prokof’ev hanno mutato nettamente il clima musicale. Un’interpretazione di alta qualità, espressa con una sicurezza quasi disarmante nell’interpretare i ritmi voluminosi che attraversano i cinque brani del lavoro del grande compositore russo. Dalla tensione irregolare di Tempestoso all’elasticità deformata di Allegro rubato, fino alla corsa implacabile di Allegro precipitato, Smanioso e Precipitossissimo, Martinelli ha affrontato la scrittura prokof’eviana come un continuo gioco di nervi, alternando ironia corrosiva e violenza ritmica. La sua lettura ha insistito sull’asprezza del linguaggio, espressa attraverso timbriche di grande forza e una scansione ritmica rigorosa, restituendo ai Sarcasmi tutta la loro natura inquieta e spigolosa. Applausi calorosissimi e un ottimo bis concesso con l’Intermezzo n. 6 op. 116 di Brahms particolarmente espressivo.