di Alberto Guzzardella
In continuità col sabato precedente, in cui mi ero spinto a curiosare intorno alle rovine romane dell’antica Mancunium, sempre con un volo Ryanair prenotato last-minute (33 euro a/r), ho deciso di spingermi un po’ più in là verso la foce del Mersey, il lungo fiume che attraversa il nord-ovest dell’Inghilterra.
Atterrato all’aeroporto di Manchester attorno alle 9 (esattamente come l’altra volta), ho deciso di proseguire col treno oltre la stazione di Piccadilly, precisamente verso la città natale dei Beatles, e anche la città del club più titolato d’Inghilterra: Liverpool.

Prenotando in anticipo (2-3 gg prima) su Trainline è possibile ottenere un biglietto A/R delle East Midlands Railway (EMR), a circa 20 euro, dall’aeroporto di Manchester alla centralissima stazione di Liverpool Lime Street. Arrivato poco dopo le 11 in città (il viaggio dura circa 1 ora e mezza), mi reco immediatamente a vedere l’iconica statua dei Beatles, situata davanti alla fermata dei traghetti turistici che salpano per un tour attorno alla foce del Mersey. Questo non prima di aver pranzato in un fast-food nel recente centro commerciale di Liverpool One (uno dei più grandi d’Europa), che è stato anche parte di un progetto di riqualificazione complessiva, attuato tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2010, che ha visto inoltre l’intervento di diversi fondi UE e l’elezione della città a Capitale Europea della Cultura per il 2008.

La statua dei Beatles è situata anche nei pressi di due importanti musei: il Museo di Liverpool, che racconta la storia della città – di origini medievali – e la sede cittadina del Tate (tateliverpool.co.uk) uno dei più rinomati musei d’arte contemporanea del Nord-Ovest inglese.

Mentre sono riuscito a visitare il Museo di Liverpool, impiegandoci circa 35 minuti (a parte qualche reperto, degno di nota, di età vittoriana, non mi ha entusiasmato particolarmente), il Tate Liverpool, che doveva essere una meta importante della gita, era in gran parte chiuso, in quanto le più grandi gallerie del museo erano in manutenzione. Ho deciso quindi di dirigermi verso la Walker Art Gallery, a circa 25 minuti a piedi rispetto all’area dove si trovano il Tate, il Museo della città e la statua dei Beatles (che sono praticamente attaccate).

La Walker Art Gallery, anch’essa ad ingresso gratuito, ha un taglio più moderno. Oltre a una vasta rassegna di autori locali di tutte le epoche del millennio scorso, sono esposte opere di artisti del XIX secolo più noti al grande pubblico – Monet, Seurat, Degas su tutti. Terminata la visita di circa un’ora, mi sono recato, dopo aver visitato il bookstore, alla chiesa anglicana di San Luca, costruita nel XIX secolo. È un monumento simbolo alla memoria della seconda guerra mondiale, in quanto il tetto e l’interno sono stati completamente distrutti dalle bombe incendiarie naziste nel maggio 1941, durante il cosiddetto Blitz. Ricorda un po’ Coventry, città dell’Inghilterra meridionale che ha avuto una sorte ancor più violenta (il termine ‘coventrizzare’ ancora oggi significa ‘radere al suolo’).

La chiusura del giro è stata la visita alla meravigliosa Cattedrale neogotica anglicana, costruita nel secolo scorso, che oltre ad essere l’ottava chiesa più grande del mondo suscita curiosità in quanto all’interno è allestito…un ristorante! (utilizzo inesistente nelle chiese cattoliche).



