Francesco De Angelis e Andrea Carcano alle Serate Musicali del Conservatorio

0
30

La nobiltà della musica da camera: denominazione ritrovata nel programma di sala del bellissimo concerto di Sala Verdi al Conservatorio, che ha visto protagonisti il violinista Francesco De Angelis e il pianista Andrea Carcano.

Un impaginato ottimamente studiato per le Serate Musicali, con la Sonata in do minore n. 7 op. 30 n. 2 di Beethoven separata dall’intervallo da due brani più vicini nel tempo: la Sonata in si minore L 140 di Claude Debussy e la Sonata per violino e pianoforte FP 119 di Francis Poulenc. Un genio tedesco e due francesi, nettamente diversi nelle modalità espressive.
L’op. 30 n. 2, una delle sonate più corpose di Beethoven, articolata in quattro movimenti, è stata sostenuta dalla coppia di interpreti con grande solidità, grazie a una carica di energia che ha attraversato tanto la melodicità violinistica quanto le pregnanti armonizzazioni pianistiche, in piena sintonia con lo spirito ricco di forza interiore dell’autore. In perfetta sincronia, senza la minima sbavatura e con intensa espressività, De Angelis e Carcano hanno rivelato sin dalle prime battute di possedere un’unità d’insieme di alto livello.
La Sonata di Debussy, tra le più eseguite del repertorio, ha spostato le sonorità verso un mondo più incantato ed elegante, costruito su un continuo gioco di rimandi timbrici e agogici. L’Allegro vivo, l’Intermède. Fantasque et léger e il Finale, très animé hanno trovato nel bellissimo e ricco suono del violino di De Angelis il contesto ideale, sostenuto dal pianoforte di Carcano, sempre preciso e attentissimo. Il finale d’impaginato, affidato alla rara Sonata di Poulenc, particolarmente virtuosistica e permeata di forti contrasti timbrici, mette a dura prova gli interpreti. Non questo duo eccellente, che ha saputo trovare ancora una volta un perfetto equilibrio per restituire un Poulenc più aspro del consueto, ricco d’idee, contrastato ma sempre riconoscibile, soprattutto nei passaggi più tenui, dove emerge la sua raffinata ed elegante melodicità, tutta parigina. Splendida esecuzione.
Due i bis concessi. Prima una trascrizione di Carcano/De Angelis per violino e pianoforte di una breve ed intensa composizione pianistica giovanile dell’italo-albanese Lodi Luka, Sensazioni infantili, ispirata al mondo dell’infanzia. Il compositore era presente in Sala Verdi e il brano è stato dedicato alla mamma Ninetta, anch’essa in sala. Notevole il secondo bis con Leggenda di Ottorino Respighi, un brano di calda ed intensa luminosità. Calorosi gli applausi ai protagonisti.