LA COSTRUZIONE DELL’ARMONIA AL VIOTTI FESTIVAL DI VERCELLI

0
23

Ogni concerto del vercellese ViottiFestival ha un titolo e mai titolo fu più indovinato di quello assegnato al concerto svoltosi ieri sera 31/01 al Teatro Civico: La costruzione dell’armonia.

La serata ha offerto ai numerosi ascoltatori presenti l’incantevole esperienza di una gioiosa immersione in un mondo di luminosa e serena armonia e grazia, ‘costruito’ grazie alla musica del compositore cui il programma era interamente dedicato: naturalmente Lui, W.A. Mozart. Al centro del programma era il Concerto per pianoforte n. 12 in la maggiore Kv 414, affidato, per la parte solistica, all’esecuzione del pianista Gabriele Carcano, chiamato alla vigilia del concerto, a sostituire Giuseppe Andaloro, purtroppo costretto a rinunciare da un grave lutto familiare. Ad accompagnare Carcano l’Orchestra Camerata Ducale, diretta dal Maestro Guido Rimonda. Torinese, nato nel 1985, Carcano, come Andaloro, è uno dei più apprezzati della generazione dei pianisti italiani degli anni ’80. Vincitore di numerosi, importanti premi, vanta una carriera ormai lunga e di pieno successo, che l’ha portato nelle più prestigiose sale da concerto italiane e internazionali, esibendosi come solista, in formazioni da camera e in concerti con orchestra.
Un tocco raffinato e di estrema pulizia esecutiva, unito ad una profonda sensibilità interpretativa, una sicura tecnica della diteggiatura in velocità, un suono chiaro, calibrato con meditazione e finezza, che gli permette un’ammirevole gestione dei piani dinamici, mantenendo inalterata la tensione del fraseggio, nel più assoluto rigore della forma, sono alla base dell’interpretazione con cui il pianista torinese ha proposto al pubblico il Concerto Kv 414 di Mozart (1782 ca.). Carcano e Rimonda, con ottima intesa, ne interpretano al meglio le due caratteristiche fondamentali, la finissima tessitura timbrico-melodica e la fresca trasparenza cameristica, non priva di un suo misurato virtuosismo. Il dialogo tra pianoforte e orchestra fin dall’Allegro iniziale emerge con naturale freschezza, grazie alla chiarezza di tessitura privilegiata da Rimonda, scelta appropriata dei ritmi e precisione dinamica degli archi nel disegnare le frasi mozartiane, cui Carcano risponde con tocco elegante e accenti misurati. La sua linea melodica è ben modellata, lieve e delicata, un cantabile che non si abbandona ad un puro lirismo, ma è anche logica strutturale, sapientemente lasciata trasparire da un pedale dosato con grande cura, così da valorizzare la trasparenza armonica, tipica di questa partitura, senza appesantire il suono. Nell’Andante, centro espressivo del Concerto, Rimonda guida con sensibilità, con una scelta di tempi non troppo dilatati mantiene la forma ben articolata, favorendo un equilibrio timbrico che permette alla linea solistica di emergere senza sacrificare la qualità del tessuto orchestrale. Da parte sua, Carcano propone un fraseggio di grande morbidezza di tocco, suggerendo un senso di introspezione e chiarezza formale che ben si concilia con la risposta orchestrale sobria della Camerata Ducale e tocca il suo massimo di tensione espressiva con il raffinato gioco chiaroscurale, che affiora imprevisto nella sezione di sviluppo. Nel Rondò conclusivo, a risaltare sono la brillantezza degli archi nell’esposizione del tema principale coi suoi trilli e le sue note puntate, dando voce all’ispirazione gioiosa del brano, e il melodismo di eterea serenità con cui Carcano con agilità e leggerezza suona il secondo couplet. Un Mozart di limpida armonia classica e fluidità melodica, vicina allo stile di J. Ch. Bach, quello che Carcano e Rimonda ci hanno offerto ieri sera, molto apprezzato dal pubblico, i cui applausi hanno ottenuto due fuori programma da parte di Carcano: una Sonata di D. Scarlatti e un Notturno di G. Fauré. Quest’ultimo in particolare ci ha affascinato, per ricchezza espressiva ottenuta dal pianista, con un gioco raffinatissimo dei piani dinamici e una cura di rara preziosità del tessuto timbrico Il Concerto Kv 414 era preceduto e seguito da due  altre composizioni di Mozart: a introdurre la serata la Serenata n.13 Kv 525 Eine kleine Nachtmusik, in sol maggiore, e a concluderla la Sinfonia n.29 in la maggiore Kv 201. Nell’esecuzione della Serenata Eine kleine Nachtmusik proposta dal Direttore Guido Rimonda e dalla Camerata Ducale, emerge immediatamente un profilo interpretativo che punta a un equilibrio tra rigore formale e vitalità espressiva, grazie ad un suono omogeneo e calibrato, che mette in evidenza tanto la freschezza mozartiana quanto la piena maturità di un ensemble consolidato. Nell’Allegro d’apertura. Rimonda dimostra ancora una volta la sua fine sensibilità per un fraseggio elegante e trasparente nelle linee contrappuntistiche, scandendo le dinamiche con cura e chiarezza, cesellando con luminosa precisione di suono i temi principali e dando piena chiarezza armonica alle transizioni e ai passaggi modulanti. In sostanza, riesce, come sempre, molto bene a Rimonda di guidare la Camerata Ducale ad un pieno equilibrio tra rigore formale e leggerezza luminosa delle melodie. A queste caratteristiche interpretative, nella Romanza Rimonda sa aggiungere una vena di cantabilità intimamente espressiva, evitando con la giusta calibratura ritmica e timbrica, senza alcuna forzatura della linea melodica, il sentimentalismo facile che può affiorare in questo movimento. Questa cifra di elegante e misurato melodismo, di classico senso della forma permea naturalmente anche gli altri due movimenti della Serenata (che di fatto presenta la struttura di una Sinfonia), il Minuetto e il Rondò, ove peraltro Rimonda sembra alzare il ritmo, con un’agogica più vigorosa, all’insegna della brillantezza e della freschezza tipicamente mozartiane, specie nei Finali in forma di Rondò. Nel complesso Rimonda ha offerto un’interpretazione che possiamo definire di ‘intelligente leggerezza’, fatta di rispetto della partitura e di un tocco personale di eleganza e luminosa trasparenza. La Sinfonia Kv 201 è una opera ‘di svolta’ del periodo salisburghese di Amadé, per una presenza nuova di uno stile contrappuntistico che consente soluzioni più avanzate e ‘moderne’ rispetto a composizioni precedenti, introducendo sfumature nuove nello ‘stile galante’ alla J. Ch. Bach. che allora costituiva un riferimento imprescindibile per Mozart. Rimonda affronta questa Sinfonia con suono asciutto degli archi, con un accurato equilibrio timbrico tra questi e i fiati (limitati peraltro a oboi e corni) e uno stacco dei tempi scorrevole, ma non troppo spinto, garantendo la leggibilità degli intrecci contrappuntistici e della tessitura motivica che forma l’impalcatura dell’edificio sonoro. La finezza interpretativa di Rimonda emerge in particolare nelle transizioni, dove in effetti già questo Mozart giovanile scopre il luogo ideale per sperimentare le più sottili invenzioni armoniche, che Rimonda fa emergere grazie alla sua acuta sensibilità per i chiaroscuri dinamici, come appare evidente già nell’Allegro iniziale. Convincente ed espressivamente suggestivo il modo in cui Rimonda nell’Andante porta in primo piano la linea, per quanto limitata dall’orchestrazione mozartiana, dei fiati, non solo per ottenere un effetto coloristico, ma anche nella loro funzione strutturale di voce partecipe di una conversazione orchestrale, con piena comprensione espressiva di una nascosta ‘trama drammaturgica’ di questa raffinata partitura del grande salisburghese. Il lavoro sul colore  riaffiora nel Trio del successivo minuetto, con suono che sa farsi  più pieno e ‘rotondo’ rispetto ai precedenti movimenti, mentre l’Allegro con spirito finale, vede Rimonda incrementare l’agogica, dando una spinta continua al movimento, non solo per dare espressione al suo carattere giocoso, ma diremmo anche per portare alla luce, con l’energia dei contrasti, gli scatti improvvisi, la rapidità degli incastri contrappuntistici, la natura di ‘macchina drammaturgica’ come qualcuno ha definito questa Sinfonia. Il tutto però senza che il rigoroso controllo formale ceda mai ad un eccesso di urgenza espressiva: è questo il principio che guida la direzione di Rimonda e che il Maestro persegue con rigorosa coerenza. Un altro  concerto di altissima qualità, che si allinea alla ormai lunga serie di splendide serate di musica offerte dal ViottiFestival al suo pubblico, che ha tributato applausi prolungati al Maestro Rimonda e ai bravi strumentisti della Camerata Ducale.