Il giovane pianista Sebastiano Benzing allo Spazio Teatro 89

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Il concerto di ieri pomeriggio allo Spazio Teatro 89 di via Fratelli Zoia, a Milano, ha proposto un programma interamente ideato da Sebastiano Benzing, pianista milanese che sta conoscendo una significativa affermazione grazie alla vittoria di importanti concorsi pianistici e, soprattutto, alle sue indubbie qualità virtuosistiche e interpretative.

L’accostamento di due autori come Leoš Janáček (1854–1928) e Samuel Barber (1910–1981) non è consueto e si è rivelato in questa occasione particolarmente felice. La musica del compositore ceco, capace di fondere il tardo romanticismo con stilemi pienamente novecenteschi, e quella del più moderno autore americano, vissuto nel cuore del secolo scorso, presentano infatti sorprendenti punti di contatto.
Una parentela emersa con chiarezza nell’impaginato, significativamente intitolato da Luca Schieppati – pianista e organizzatore di concerti – Verso la fuga su sentieri notturni.
Una selezione di sette brani tratti da Sentieri sui rovi, accostata alla celebre Sonata 1.X.1905, entrambe di Janáček, ha messo subito in luce le qualità di Benzing. Colpiscono in particolare la ricchezza timbrica e la chiarezza espressiva con cui il pianista riesce a delineare l’universo musicale del compositore ceco: un interprete concentrato, con un’idea precisa della forma e degli equilibri interni dei brani.
Lo stesso livello interpretativo si è confermato nella seconda parte del programma, dedicata a Barber, dapprima con il suggestivo Notturno op. 33 e poi con la Sonata op. 26. Un lavoro impegnativo anche sul piano virtuosistico, articolato in quattro movimenti e concluso da una travolgente Fuga. Allegro con spirito. Anche qui Benzing ha affrontato con pacatezza e disinvoltura ogni difficoltà tecnica, concentrandosi esclusivamente sull’aspetto interpretativo, che si è rivelato sempre fluido ed espressivo.
Applausi meritatissimi per un giovane pianista chiaramente proiettato verso una solida carriera concertistica. Bravissimo.