Inaugurata alla Permanente l’antologica di Ercole Pignatelli

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La mostra Imprinting, ospitata al Museo della Permanente, racconta l’universo creativo di Ercole Pignatelli (1935), artista novantenne, figura centrale dell’arte italiana dal dopoguerra a oggi.

Nato a Lecce e approdato giovanissimo a Milano, nel 1952, Pignatelli ha costruito negli anni un percorso in cui memoria, mito e osservazione del presente convivono con naturalezza. La sua formazione, segnata dall’incontro con maestri e intellettuali della scena milanese, e la precoce affermazione negli anni Cinquanta, hanno alimentato una ricerca che non si è mai interrotta. L’esposizione, introdotta dal Presidente della Permanente Emanuele Fiano, riunisce dipinti, disegni e sculture che mettono in luce la sua inesauribile energia visionaria: un linguaggio denso, fisico, spesso attraversato da simboli che trasformano la realtà in un racconto più ampio, quasi mitico. È un’arte che guarda alla tradizione, ma solo per rinnovarla, e che trova nella libertà espressiva e nella curiosità continua la sua forza più autentica. In questo percorso emerge una cifra barocca e insieme moderna, una sorta di tensione “redentrice” che per Pignatelli è parte stessa del compito dell’arte.
Imprinting diventa così un viaggio nella vita di un artista completo, capace di reinventarsi senza mai perdere la propria identità, e che ancora oggi continua a imprimere nel suo lavoro lo stesso fervore creativo delle origini.