SULL’ISOLA DI IPPOCRATE
Kos (Coo) è la seconda isola per
dimensioni, dopo Rodi, nelle Sporadi meridionali, appartenenti al Dodecaneso,
davanti alla costa turca. E’ lunga circa 45 km e larga al massimo 10 km . Qui
nacque, intorno al 460 a.C., il padre della medicina, Ippocrate. Una statua che
lo rappresenta è esposta nel piccolo museo archeologico della città
principale, che ha lo stesso nome dell’isola: affollata di turisti, per lo
più giovani inglesi e olandesi (ma italiani, francesi e russi non mancano), ha
un porto molto vivace dal quale partono continuamente traghetti e caicchi per
altre isole greche o per Bodrum. La visita dell’isola può partire proprio da
qui. Nel cuore della città si trova la famosa piazza del Platano, con un
gigantesco albero millenario, i cui rami sono sostenuti da strutture metalliche.
La
leggenda
vuole che qui Ippocrate tenesse le sue lezioni. Accanto, una graziosa fontana
turca e una bella moschea (XVIII sec) con un alto minareto ricordano il lungo
dominio ottomano. Dalla piazzetta si può accedere al Castello, iniziato nel
1450 dai veneziani, occupato dai Gran Maestri di Rodi, terminato da Fabrizio del
Carretto nel 1514. E’ una splendida fortezza che domina il porto: si
percorrono le mura, da cui si può ammirare un magnifico panorama. Il giro può
continuare verso gli scavi dell’antica agorà e verso quelli della cosiddetta
Casa Romana.
Lasciando Kos, una visita d’obbligo è quella all’Asklepeion, a pochi
chilometri a sud della città, sulla sommità di un colle: si tratta del
santuario dedicato ad Asclepio (Esculapio), dio della medicina, risalente al IV
secolo a.C. e poi successivamente modificato e ingrandito. A quattro terrazze,
presenta resti di templi, colonne, portici, altari, vasche per cure termali. Il
tempio era l’equivalente di una moderna facoltà di medicina; inoltre venivano
portati malati per ricevere terapie ispirate agli insegnamenti di Ippocrate,
quindi si può in un certo senso considerare il più antico ospedale del mondo.
Secondo la dottrina ippocratica, nessuna divinità poteva influire sulla
medicina; la salute era legata allo stato di equilibrio e di armonia degli
organi. Compito del medico era intervenire per correggere eventuali squilibri;
doveva quindi arrivare a una diagnosi, prescrivere una terapia, formulare
una prognosi. Le malattie quindi non hanno mai cause divine, hanno solo
cause naturali e devono essere curate razionalmente: Ippocrate lo afferma con
decisione nel libro “Sul morbo sacro”, dedicato all’epilessia,
scritto intorno al 400 a.C., testo che può essere considerato il fondamento
delle scienze biologiche. Dall’Asklepeion si può proseguire lungo una strada
tortuosa che si inerpica sulla dorsale montuosa dell’isola, tra pini e
vegetazione mediterranea. L’aria è profumata e salmastra, un dono per i
polmoni, e il vento funge da aerosol naturale. Si attraversano tranquilli
villaggi (Zia, Pyli) e si scende verso la costa nella zona di Kardamena. Qui si
può passare all’elio-talassoterapia: splendide spiagge di sabbia e sassi, a
tratti deserte, sono bagnate dalle onde di un mare stupendo, trasparentissimo,
dalle acque color smeraldo e zaffiro, ricche di pesci. Nuotare è un vero
piacere, per il corpo e per lo spirito. Proseguendo verso Kefalos si può
raggiungere la bellissima Camel Beach, in una caletta, o la suggestiva spiaggia
di Agios Stefanos, vicino ai ruderi di una basilica paleocristiana. Una sosta in
una taverna tradizionale completerà la sensazione di benessere: ottimo il
pesce, saporita la feta con pomodori e cetrioli, freschissima la frutta.
E una sorpresa: lo squisito vino dell’isola. Non stupisce che lo stesso
Ippocrate ne consigliasse il consumo – con moderazione, naturalmente - a scopo
terapeutico!
28 luglio 2010, Anna Busca