|
![]() |
MUSEO MASTROIANNI: "IL TRENO DEL SORRISO" Una interessante mostra fotografica
verrà inaugurata presso il Museo Mastroianni (Piazza S. Salvatore in
Lauro, 15) il 16 giugno. La Mostra Fotografica di Teresa Emanuele "Il
Treno del Sorriso", dedicata ai bambini di Smile Train. 30 maggio 2010 achille guzzardella LE
BAMBOLE DELL’OBLIO di Magda Palazzi e Agèlique DeVil. Magda
Palazzi è, oltre che Docente di Fotografia e Psicologia
dell’immagine, una raffinata ed eclettica fotografa;
28-05-2010 Armando Melocchi
GALLERIA NICOLETTA RUSCONI: Antonio
Biasiucci " Molti "
La Galleria Nicoletta Rusconi è lieta di inaugurare al pubblico una
personale di Antonio Biasiucci (Dragoni, 1961).
Il titolo della mostra prende spunto dall’opera “Molti” (2009), un polittico costituito da settantadue fotografie in bianco e nero scattate al Museo di Antropologia di Napoli e raffiguranti calchi di volti dagli occhi chiusi; una composizione di differenti scatti che esprime l’interesse dell’artista per la categoria della moltitudine. La mostra si apre infatti con un’altra serie, intitolata “Pani”, sessanta fotografie ritraenti appunto questa tipologia di cibo, chiamato in causa come simbolo di vita. I due lavori indagano concetti opposti rispetto a forme affini. Il volto umano, considerato anche nella sua struttura interna oltre che per la complessa simbologia di cui è significante, è chiamato in causa per riflettere sulla morte in contrapposizione alla vita. Per esempio, la calotta cranica, indagata nel suo essere sferica, viene ritrovata nelle forme circolari dei pani ritratti ma è anche ben visibile nei volti di “Molti”. “Molti” (2009), originariamente pensato come installazione a pavimento di settantadue foto contenute in altrettante bacinelle di ferro, è stato prodotto dal Museo MADRE di Napoli per la mostra “Barock”, curata da Edoardo Cicelyn e Mario Codognato. Il Museo ha poi acquisito l’opera di Biasiucci per la sua collezione ed ora approda a Milano, per questa nuova occasione espositiva, nell’inedita versione di polittico a parete. Come si legge nel catalogo della mostra “Barock”, a proposito di “Molti”: “Attraverso questi limpidi diaframmi emergono dal buio dettagli, frammenti d’identità senza nome, apparentemente simili eppure diversi gli uni dagli altri. Silenziosi custodi di storie oscure che qui trovano riscatto da un oblio nero quanto il fondo da cui ora affiorano con la forza di un chiaroscuro caravaggesco”. Per quanto riguarda “Pani” (2007-2009), sessanta fotografie che hanno come soggetto primario appunto il pane, visto come una sorta di placenta che per definizione significa ciò che viene prima della nascita. Forme in divenire nelle quali l’artista intravede l’origine delle cose o i volti in via di definizione. «Quella che cerco di promuovere – spiega Biasiucci in un’intervista pubblicata da “Il Mattino” di Napoli il 17 settembre 2009 - è una fotografia antropologica finalizzata a descrivere la storia degli uomini: una fotografia che cerca di andare al di là di un contesto, di un luogo, per isolare dei soggetti essenziali.» La mostra, curata e accompagnata da un testo di Marco Tagliafierro, proseguirà fino al 28 luglio 2010.
Inaugurazione: giovedì 27 maggio 2010, dalle 18.30 Sarà
presente l'artista
STANLEY
KUBRICK Fotografo (1945-1950)
Stanley Kubrick è universalmente
conosciuto come grande regista, capace di analizzare i più reconditi
angoli oscuri dell’animo umano. Ci ha incantato con mirabili pellicole
quali “Orizzonti di Gloria, “2001 Odissea nello Spazio”, “Barry
Lindon”, “Shining”, “Full Metal Jacket” e “Eyes Wide Shut”,
ma è pressoché sconosciuta l’attività fotografica del giovane Kubrick
negli anni del dopoguerra. Questa lacuna è colmata dalla prima grande
mostra fotografica sull’attività di Kubrick svolta tra il 1945 e il
1950 quando, a soli 17 anni, fu assunto dalla rivista americana LOOK ed
eseguì una serie di reportage sulla vita quotidiana dell’America
dell’immediato dopoguerra. Già dalle immagini in mostra si intuisce la
sensibilità narrativa del futuro regista. Nove racconti fotografici, in
uno splendido bianco e nero che solo la raffinata stampa delle pellicole
può dare, spaziano da storie di cronaca e povertà, alla rappresentazione
della middle e upper-class americane. Una particolare sensibilità per la
composizione delle immagini fa intuire le qualità che Stanley affinerà,
in seguito, durante la regia dei suoi film. Già con il reportage sul
“Paddy Wagon” del 1949, il furgone usato per il trasporto dei
prigionieri, Kubrick ottiene effetti cinematografici mettendo in posa
gangster e poliziotti in immagini documentaristiche. Altre storie vengono
illustrate con allusioni metaforiche ed effetti drammaturgici. Tra
queste incontriamo “la favola di un lustrascarpe” e la vita di “Una
debuttante, Betsy Von Furstenberg”, passando, poi, attraverso
l’analisi del quotidiano in due delle più prestigiose Università
Americane, la Columbia e la Michigan. Non mancano immagini folkloristiche
sul “Hot Dixieland Jazz” e sul mondo del circo. Nel 1948 viene
commissionato a Kubrick un reportage di viaggio sul Portogallo, ma,
ispirato dal grande fotografo francese Cartier-Bresson, Kubrick esula dal
rappresentare paesaggisticamente i luoghi e costruisce, invece, una
storia, coinvolgendo lo spettatore. Questa mostra, che si svolge al Palazzo della Ragione a Milano fino al 4 luglio 2010, ci apre gli
occhi sul punto di vista del giovane Kubrick e sul suo modo di analizzare
e rappresentare il mondo. Il catalogo della mostra è edito da Giunti. Per
info: www.mostrakubrick.it 21 aprile 2010 Armando Melocchi
PAESAGGI, FIGURE, PAESAGGI.
Snam
Rete Gas, il grande gruppo italiano di stoccaggio e distribuzione di gas
naturale, ha voluto rendere omaggio al territorio italiano affidando una
ricerca fotografica a tre dei migliori fotografi italiani: Giorgia Fiorio,
Franco Fontana e Ferdinando Scianna. Le opere sono esposte in una mostra
allo Spazio FORMA in piazza Tito Lucrezio Caro 16-01-2010 Armando Melocchi CALENDARIO
PIRELLI 2010
Il calendario più famoso del mondo,
il Calendario Pirelli, per l’edizione
25-11-2009 Armando Melocchi
OLIVO
BARBIERI – A Different Altitude.
Il progetto “A
Different Altitude” nasce dal felice incontro tra il fotografo Olivo
Barbieri e RON ZACAPA, pregiato rum invecchiato a
ROGER
BALLEN ALLA TRIENNALE DI MILANO.
Le immagini inquietanti e
introspettive di Roger Ballen, fotografo cinquantanovenne Newyorkese, che
indagano negli archetipi dell’inconscio, sono in mostra fino al 15
novembre alla Triennale di Milano. Una mostra originale che fa conoscere
al grande pubblico il lavoro dell’artista americano, giunto in Italia
grazie alla collaborazione del gallerista Massimo Minini, ultimamente
dedito alla cura di eventi fotografici. Ballen, dopo trascorsi di
documentarista dei movimenti giovanili degli anni ’60, una laurea in
geologia e un periodo dedito alla pittura, si trasferisce in Sudafrica,
dove si dedica a una fotografia socio-antropologica di ritratto dei volti
e degli ambienti di emarginati. Roger indaga l’animo umano creando un
contrasto tra l’eleganza formale delle pose e la drammaticità dei
contenuti. Il neo-surrealismo di Ballen manifesta tutto il disagio
inquietante delle anime ritratte. Una forma espressiva che mette i
brividi, ma che, se analizzata nel linguaggio, è poesia della mente. 08/10/2009 Armando Melocchi
UNITED ARTIST
OF ITALY.
Unire in una sola iniziativa tutto il
meglio dell’arte e della fotografia contemporanea italiana è un’idea
azzardata quanto bizzarra. Massimo
Minini, celebre gallerista bresciano, invece, ha avuto la brillante
idea di allestire una mostra dove 22 celebri fotografi italiani hanno
ritratto i protagonisti della scena artistica italiana dagli anni sessanta
ad oggi. Una collezione di immagini raccolta dallo stesso Minini in un
decennio di ricerche iconografiche. La passione che ha accompagnato questa
ricerca si esprime nelle duecento fotografie esposte fino al 31 gennaio
alla Fondazione Stelline in
Corso Magenta Milano, 24-09-2009
Armando Melocchi
GIOVANNI
GASTEL – Maschere
e Spettri.
Ecco, il lato oscuro del desiderio ha
un volto, anzi, i diversi lati oscuri dell’animo umano hanno i volti e i
corpi che Giovanni Gastel ha
immortalato nella mostra “Maschere
e Spettri”, in esposizione fino al 25 ottobre nel Palazzo della
Ragione in Piazza Mercanti
Milano, 22-09-2009 Armando Melocchi
ASTRAZIONI
METAFISICHE di Nicola Brindicci Bonzani.
“Le mie immagini fotografiche
nascono dal desiderio di rappresentare il mio inconscio e il mondo
immaginifico che lo abita”, così il fotografo Nicola
Brindicci esordisce nella presentazione delle sue opere. L’incanto e
la magia, infatti, ammaliano lo spettatore delle splendide creazioni di
Nicola. Sì, creazioni, perché le immagini di Brindicci nascono prima nel
suo subconscio e poi le materializza, all’alba o al tramonto, usando
frammenti del quotidiano che, sapientemente scelti e disposti, ci guidano
nel suo mondo. Un mondo fatto di cielo e di mare, di vele spiegate al
vento, di pianeti lontani ove lo sguardo si perde a pensare. E’ una
fotografia colta, ricca di tecnica ma anche di linguaggio e di sapienza
compositiva. La Galleria Blanchaert,
in Piazza Sant’Ambrogio 17-06-2009 Armando Melocchi
FLORIS
NEUSÜSS
- Early
works
Con il termine “fotografia” si
intende un procedimento chimico/fisico volto ad ottenere un’immagine
stabile, su un supporto opaco o trasparente oppure digitale, formatasi per
proiezione ottica all’interno di una camera oscura (la nostra macchina
fotografica). Il”fotogramma”, spesso nominato a sproposito per
descrivere una fotografia, è, invece, una stampa realizzata senza
apparecchi, la cui immagine è realizzata sovrapponendo alla carta
sensibile direttamente gli oggetti/soggetti. In pratica è come
fotografare delle ombre direttamente appoggiando i soggetti sulla carta
fotografica. Con questa raffinata tecnica Floris Neususs, tedesco nato a
Lennep nel 15-06-2009 Armando Melocchi
INCANTESIMO&PARALISI
Nei ritratti della giovane fotografa milanese Sara Scamarcia, esposti alla Pasticceria Desantis di Via Tortona a Milano, emergono le contraddizioni e le inquietudini dell’oggi giovane. Una “crisi” che si fa bella nello stile “fashion” delle immagini di Sara, dove un manager, dopo il licenziamento, si traveste da pulisci-vetri e una nobildonna chiede l’elemosina per mantenere maggiordomi e cuoco. Un po’ di magia e incantesimo, appunto, pervadono i ritratti “giovani” della fotografa. Sara, con ironia e stile disincantato ci manifesta un mondo di insicurezze mascherate dietro gli accenti del gossip e della moda. Bella prova d’artista che esce dagli schemi abituali della fotografia di ritratto. 10-06-2009 Armando Melocchi
A CHI VA PER
FAVOLE NEI PIOPPETI
Luca
Piola
approda alla fotografia dopo gli studi di Giurisprudenza, dapprima come
assistente in fotografia pubblicitaria e industriale, poi, sempre più
spinto dalla voglia di raccontare il mondo e la sua gente, approda al
reportage. Inizia così una serie di servizi dove, con le sue immagini, da
voce alle storie di luoghi e persone. E’ così che, nel centenario della
nascita dello scrittore Giovannino Guareschi, Luca effettua un lungo
viaggio fotografico alla riscoperta dei luoghi del Grande Fiume Po’ dove
lo scrittore ha ambientato le sue storie. Durante il viaggio,
durato un anno, Luca Piola racconta, con la fotografia, ambiente e persone
cogliendone il lato più intimo, collegando le storie del passato con la
realtà attuale, rivivendo la magia dei luoghi. Come nella frase di
Guareschi: ”A chi va per favole
nei pioppeti" la terra e le genti del Po’ si svelano a noi
attraverso l’occhio del fotografo che ne ha fissato le più belle tracce
narrative. A conclusione di un anno di lavoro è nato un libro, MUP
editore, e una mostra che, grazie al contributo di Canon, CAF e Grazia
Neri, illustrano l’opera del fotografo. Possiamo ammirare le poetiche
immagini di Luca alla Galleria Grazia Neri, in via Maroncelli 03-06-2009 Armando Melocchi TEL AVIV –
Miracolo mediterraneo, la città sorta dalla sabbia.
La capitale d’Israele è stata resa
famosa dalla cronaca politica e di guerra degli ultimi quarant’anni, ma
non viene, purtroppo, ricordata come una delle capitali più moderne,
innovative e “giovani” del bacino mediterraneo. Ingiustamente
trascurata dagli operatori turistici, considerata meta pericolosa, non ha
avuto modo di far apprezzare la propria identità storica e culturale,
inoltre è un esempio unico di come l’uomo sia riuscito a costruire una
moderna ed efficiente città dove prima c’era il deserto. Si festeggia
quest’anno il centenario della sua fondazione e una splendida mostra
fotografica le rende omaggio nelle sale dello Spazio
Krizia di Via Manin
23-5-2009 Armando Melocchi
44+1
AUTORITRATTI
I muri e i marciapiedi delle nostre
città sono stati colorati, durante quest’ultimo decennio, da diversi
“writer” o “street artist” che sono diventati famosi attraverso
sigle quali Pao, Bros o Dem, ma dietro quei segni e quelle sigle i loro
volti sono ignoti. Marina Alessi, affermata fotografa romana, li ha ritratti,
fotografandoli in bianco e nero su pannelli di grande formato e poi li ha
coinvolti facendogli dipingere le fotografie che li rappresentavano. E’
nata, così, una serie di immagini artistiche dove ognuno, intervenendo
sulle foto con il loro inconfondibile stile, si è autoritratto. I 44
writers + 1, la fotografa, hanno così creato una galleria che rappresenta
un unico “autoritratto” della “street artist” italiana. Le opere
sono state inserite in un catalogo edito da Vallecchi con le presentazioni
di Dario Fo e Roberto Mutti, ed esposte alla Don Gallery di Via Cola
Montano Armando Melocchi 15/5/2009
BRERA…COM’ERA.
Alla fine degli anni settanta il
quartiere di Brera non era ancora entrato nel vortice della moda e del
rampantismo degli anni ottanta, con i suoi happy hour, le modelle in
frenetica corsa, gli Yuppies e gli show room. Brera era ancora un angolo
di Milano caratterizzato dalle case gialle di ringhiera, si respiravano i
sapori della latteria con polli e uova, del fruttivendolo e della
trattoria dove ti facevano la zuppa di fagioli e le polpette, magari in
cambio di quella tela che mai saresti riuscito a vendere. Al bancone del
Bar Giamaica servivano bianchini ai personaggi d’arte e ringhiere di
quel mondo bohemien. S’incontravano pittori, attori più o meno famosi,
ma anche imbianchini, robivecchi, idraulici. Quel mondo, svanito
rapidamente nel decennio della “Milano da bere”, rivive nei 120
ritratti fotografici di Enzo Nocera esposti alla Galleria
BelVedere a Milano nella mostra dal titolo “GENTE DI BRERA” curata da Maddalena D’Alfonso. Ritratti maschili, ricchi di forza espressiva, tutti ripresi nella
stessa posa di tre quarti, con lo sguardo fiero verso l’obiettivo, quasi
a imporre al mondo che stava cambiando, l’orgoglio di appartenere a quel
romanticismo che di lì a pochi anni sarebbe scomparso. Armando Melocchi 15/05/2009 QUESTA E’ Robert Capa è il fotoreporter di
guerra più famoso al mondo, ammirato e nello stesso tempo tanto
criticato, per una sola foto che ritrae un miliziano nell’atto di cadere
colpito a morte. Un’icona contro l’assurdità della guerra. Ma, Capa,
deceduto nell’adempimento del suo dovere in Indocina nel 28-03-2009 Armando Melocchi
MILANO
PHOTOFESTIVAL 2009 – La fotografia abita qui. Ambientato
in Gallerie e luoghi prestigiosi quali Palazzo Turati, si snoda dal 16
marzo al 15 aprile il PHOTOFESTIVAL
”Una fotografia è un segreto di un segreto. Quanto più ti racconta, tanto meno ne saì” così le diverse mostre sparse in città, cercheranno di guidare i visitatori in un percorso non privo di emozioni e…di segreti svelati dalla camera oscura. Tra le mostre da segnalare: MATRIOSKE di Gianluca Chiodi a Palazzo Turati via Meravigli 9 Bambole viventi in gentile stato di grazia.Un personale omaggio alla generosità femminile ed alla fertilità della terra. Ritratti di donne in gentile stato di attesa (e di grazia!) vivacemente colorate con l'aggiunta di un tocco. di kitsch, peccato originale dell'artista. POLAROIDS di Franco Fontana Galleria Cà di Frà via Carlo Farini 9 Una mostra omaggio al maestro del colore. "Fontana penetra subito, con il suo stile, nell'immaginario sociale, offrendo bellezza alle cose e al paesaggio…". BESTIARIO di Dominique Laugè Galleria 70 via Moscova 27 19 fotografie raccolte nel corso di tre anni negli zoo francesi e italiani, veri e propri ritratti, che pongono perfettamente in luce i caratteri dei soggetti attraverso una personalissima interpretazione della forma, delle inquadrature e dei colori.Un rimando alle coloratissime miniature medioevali che accompagnavano le descrizioni delle "sembianze" e delle "nature" animali nelle opere di questo genere. ANNI SETTANTA di Aldo Bonasia Galleria Bel Vedere via Santa Maria Valle 5 Ci sono diverse altre immagini, spesso inedite nei bianchi e neri della mostra personale la prima tenuta a Milano, attraverso le quali il fotografo ci racconta, con la sua asciutta durezza, ma anche con una inaspettata, dolce ironia, avvenimenti e personaggi degli anni Settanta... Per
info e programma completo: http://www.photoshow.it/news_photofestival.html
Armando
Melocchi
FELLING
ELEMENTS AL CIRCOLO DELLA STAMPA In
questi giorni a Milano è stato presentato, presso la Sala Lanfranchi del Circolo della Stampa, il libro fotografico
"Feeling Elements" di
Sergey Yastrzhembskiy a cura di Edizioni Medicea.Sergey
Yastrzhembskiy,
già giornalista, diplomatico e Consigliere
del Presidente V. Putin per i rapporti con UE, è soprattutto artista
che ha fatto della fotografia il suo linguaggio elettivo, raggiungendo una
conclamata
FRANCESCO
CARUSO – MUSE
Genio del desnudo.
Armando Melocchi www.myspace.com/armandomelocchi
BETTINA RHEIMS - PUOI TROVARE LA FELICITA’ - SGUARDI DI DONNE SENSUALI E COMPLICI.
Allo spazio FORMA di Piazza Tito Lucrezio Caro 1 a Milano, in mostra le immagini della fotografa francese Bettina Rheims, nata nel 1952, con un passato di modella, giornalista e fotografa ufficiale del presidente francese Jaques Chirac che la nominò Cavaliere della Legion d’Onore. Le fotografie di Bettina indagano il lato più glamour e trasgressivo del mondo femminile, attraverso sguardi complici e irriverenti di donne in pose audaci. Di fronte al suo obiettivo hanno posato attrici, modelle, spogliarelliste e pop star, ma anche donne comuni, tutte messe in scena da Bettina che, tra gioco e provocazione, ha creato delle immagini di donne sensuali protagoniste della scena e della vita. Lo stile della Rheims è unico e frutto di un lavoro paziente, accurato, volto a creare delle donne perfette icone di se stesse. Le oltre 90 grandi fotografie in mostra a Milano, sono una retrospettiva e un omaggio al lavoro della fotografa. Per il particolare contenuto e significato delle immagini esposte, la mostra è vietata ai minori di anni 16. 24-9-2008 Armando Melocchi www.myspace.com/armandomelocchi
Milano, Piazza Tito Lucrezio Caro, 1 INFO: FORMA Centro Internazionale di Fotografia
FAMIGLIA CHA VAI, FRIGO CHE TROVI - Fotografie di Ambra Zeni. Una volta si diceva “Dimmi cosa
mangi e ti dirò chi sei” oggi, la fotografa Ambra Zeni, ha usato il
sinonimo “Famiglia che Armando Melocchi - www.myspace.com/armandomelocchi MASSIMO
SESTINI – NEWS PICTURES
Trent'anni di storia
italiana, tra costume, politica, cronaca, ritratti, gossip
sono passati sotto l’obiettivo di Massimo Sestini, fotografo pratese
classe 1961. Dal 18 al 24 settembre 2008, la Galleria Grazia Neri di
Milano gli dedica una mostra, la prima della sua brillante carriera.
Sestini è un fotografo straordinario, un “paparazzo
dell’informazione” il cui successo si misura in una costante presenza
sulle pagine delle maggiori testate giornalistiche nazionali e
internazionali. Massimo, come nessun altro, ha la capacità di raccontare
da vicino, velocemente, senza limiti, gli eventi, «sapendo combinare in
modo straordinario contenuto, tecnica e composizione», come afferma
Grazia Neri. La mostra a lui dedicata è un rapido sguardo su trent’anni
di fotografie che raccontano in maniera spettacolare le piccole e grandi
storie del nostro Paese e del Mondo; spaziando dalla cronaca al ritratto,
dalle “paparazzate” alle foto che documentano avvenimenti storici e
immani tragedie. Galleria Grazia Neri – Via Maroncelli 14 – Milano www.grazianeri.com Milano - 18-9-2008 Armando Melocchi www.myspace.com/armandomelocchi
ALIDA
VALLI, MOSTRA E VOLUME
Una mostra fotografica e un volume
che raccoglie le immagini delle
quattro rassegne iniziate a partire dal 2005 fino ad oggi. Con questa
dedicata ad Alida Valli si conclude il ciclo di quattro mostre dedicate ad
alcune grandi attrici italiane che Milano - 10 luglio 2008 - Giuseppe Lippoli Francesca e Kerstin : RACCONTI E IMMAGINI DI BAMBINI Presso Milano - 8 maggio 2008 - ago Il linguaggio universale nelle fotografie del World
Press Photo 2008 Da più di cinquant’anni le migliori fotografie giornalistiche
provenienti da ogni parte del mondo vengono proposte, selezionate e
inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam, dove una giuria
composta dai più accreditati esperti, eleggono le migliori immagini
dell’anno, divise per categorie. Dal 1955 il premio è diventato uno dei più ambiti e importanti
riconoscimenti per i fotogiornalisti. Le foto vincitrici dell’ultima edizione sono in mostra dal 3 al
25 maggio alla Per info: www.worldpressphoto.org
www.grazianeri.com 04-05-2008
Armando Melocchi www.myspace.com/armandomelocchi
"IL SECOLO DELL'AVVOCATO" Da mercoledì 23 aprile, fino
al 2 giugno 2008, al Palazzo della Ragione sarà aperta al pubblico
la mostra “IL SECOLO DELL’AVVOCATO” dedicata a Gianni Agnelli
a cinque anni dalla scomparsa. FOTOGRAFIA EUROPEA: ROXANNE LOWIT - GIUSEPPE VARCHETTA Mercoledì 30 aprile alle ore
19 aprirà la mostra fotografica Pattern Room. Fotografie di Roxanne
Lowit e Giuseppe Varchetta, con un testo di Marco Belpoliti,
presso la Collezione Maramotti in via Fratelli Cervi 66 a Reggio Emilia.
Il titolo dell’esposizione è aperto, volutamente evocativo. Gourmand World Cookbook Award 2008 Miglior libro fotografico al mondo
sul vino Il nostro libro 'Le Marche... l'orto del vino' ha
partecipato il 13 aprile 2008 all’Olympia Theatre di Londra al 'Gourmand
World Cookbook Awards' 2008. Per la manifestazione sono arrivati libri Per maggiori info: www.carlocambieditore.it Milano - 21 aprile 2008 - c.stampa ANDREA BARIN: " DISEGNI " alla Forni Galleria d'Arte di Bologna - dal 12 aprile Il
disegno è il mezzo espressivo che Andrea Barin predilige, è "un
giovane artista torinese, amante dell’incisione e delle tecniche di
quest’arte antica ma, soprattutto, e forse conseguentemente, amante
della matita e del disegno, come cifra unica di identità artistica."
Queste le parole di Daniela Del Moro, autrice del testo in catalogo,
Saranno una ventina le opere selezionate per questa personale, tutte di
formato medio (salvo un grande disegno di un metro e mezzo) e tutte
eseguite a matita su cartoncino Schöller. Concepiti con un’attenzione
particolare al dettaglio, i suoi disegni raffigurano interni o particolari
di
BINARIO 21 –
AL CONFINE TRA CITTA’ E CAMPAGNA.
Alla Stazione Centrale di Milano, al Binario 21, esposte 50 fotografie in grande formato dei due maestri italiani Gabriele Basilico e Gianni Berengo Gardin, che illustrano il variegato paesaggio del Parco Agricolo Sud di Milano. Il lavoro, commissionato dalla Provincia e dal Touring Club Italiano, in collaborazione con Grandi Stazioni, ha fatto da cornice alla presentazione della nuova Carta Turistica del Parco Sud, edita dal Touring. Le fotografie di Basilico e Berengo Gardin, in un impeccabile bianco e nero, ci restituiscono l’atmosfera della campagna, degli allevamenti, delle corti, dei grandi cascinali agricoli di fine ottocento e primi del novecento, che ancora circondano Milano. Un ritratto della provincia agricola lombarda che suscita forti emozioni. ©Armando Melocchi Provincia Milano m.portaluppi@provincia.milano.it - Comunicazione TCI ufficio@comunicazione@touringclub.it
DAVID
LA CHAPELLE
- Palazzo
Reale a Milano
A Milano una monumentale rassegna, di oltre 300 immagini, dedicata al più famoso e discusso fotografo del XXI secolo: David La Chapelle. Palazzo Reale è la vetrina di questo evento contraddistinto da 13 sezioni iconografiche tra le quali una serie inedita di immagini ispirate al Diluvio Universale della Cappella Sistina di Michelangelo. Diluvio/Deluge. In questa sezione sono esposti gli ultimi lavori di LaChapelle. Oltre al citato “Diluvio”, segue l’opera Museum in cui viene messo in discussione il sistema dell’arte ed il concetto di proprietà, Cathedral in cui denuncia la perdita del senso della spiritualità ed infine la serie degli Awakened (Risvegliati) in cui LaChapelle afferma che la possibilità di una rinascita universale passa per i destini individuali. Dal Paradiso
all’Inferno/Heaven to Hell. La sezione trae il nome
dall’ultima pubblicazione dell’artista, e presenta una serie di tre
fotografie in cui si affronta il tema della morte. Meditazione/Meditation. La
propensione di LaChapelle per i temi trascendentali, quali la presenza del
divino tra gli spazi del quotidiano o l’ineludibile momento della morte
che tutti attende, è ben rappresentata da questa sezione. Ricordi americani/Recollections in America. Si
tratta di fotografie risalenti agli anni Settanta con gruppi di amici
riuniti in casa in occasione di feste e commemorazioni varie. LaChapelle,
che le ha manipolate mediante l’inserimento di oggetti e personaggi
estranei al contesto originale, analizza con ironia la crisi della
“middle class” americana e dei suoi valori. Dopo la Pop/After Pop. Per
LaChapelle la cultura pop trova un’immediata corrispondenza con un
linguaggio indirizzato al largo pubblico. In alcuni dei suoi lavori qui
presentati la relazione con la Pop Art e l’iconografia di Andy Warhol,
è esplicita. Accumulazione/Accumulation. La
spinta al benessere, indotta dal capitalismo avanzato, crea le condizioni
per una sorta di nevrosi compulsiva volta all’accumulo: acquistare,
collezionare oggetti d’ogni tipo, comportamenti che David ritrae con
occhio impietoso e ironico. Il sogno evoca il surrealismo/Dream Evokes
Surrealism. In questa sezione, La Chapelle, raccoglie
alcune delle immagini più marcatamente irreali, in cui il fantastico si
coniuga con il paradosso poetico. Distruzione e disastri/ Destruction and
Disasters. La sezione raccoglie una serie di visioni
apocalittiche e di distruzioneViolenza come
intrattenimento/Violence as Entertainment LaChapelle ricostruisce liberamente alcune
delle sequenze più famose tratte da due film cult, Taxi Driver (1976) di Martin Scorsese
e Scarface (1983),
per la regia di Brian De Palma. Le immagini sono specchio di una società
violenta in cui emarginazione e frustrazione procedono su piani paralleli Plastic People. La
sezione mostra il tema del culto del corpo, la passione per il fitness, il
body-building portata all’eccesso, degenerante in sindrome ossessiva. Consumo/Consumption. Se
uno dei motori della vita è il desiderio, il “consumo” – che
nell’idioma anglosassone è anche sinonimo di “consunzione” – è
dunque principio e fine di una dinamica sociale che rende l’individuo
sempre più incline all’acquisizione di beni materiali e al tempo
stesso, sempre più divorato dalla sua stessa ossessione di possesso. Eccesso/Excess. La
sezione presenta, reinterpretandoli in chiave glamour, vizi e ossessioni
che affliggono il rutilante mondo dei personaggi celebri. Star System.
L’immagine pubblica costituisce per ogni
personaggio noto il più importante contrassegno d’identità. LaChapelle
lo sa e punta a cogliere quegli aspetti della personalità che descrivono
in modo esuberante e incisivo la natura narcisista, l’attitudine
esibizionista di chi appartiene allo starsystem. La normalità è out,
ogni forma di eccesso è la vera attrattiva. La mostra è la più grande rassegna mai
realizzata sul lavoro di David La Chapelle e rende omaggio alla sua
particolare ricerca artistica che lo pone come principale testimone dei
controversi e complicati risvolti sociali e spirituali degli ultimi
quarant’anni. DOVE:
Plazzo Reale, Piazza del Duomo, Milano. QUANDO:
dal 25 settembre al 25 novembre 2007. INFO:
www.davidlachapelle.it – www.comune.milano.it/palazzoreale
Armando
Melocchi
armando.melocchi@tin.it
GIAN
PAOLO BARBIERI – Dal Glamour alle Galapagos.
Negli
anni settanta, quando la contestazione giovanile arrossava le piazze e la
“Beat Generation” era sopraffatta dalla politica, un giovane fotografo
milanese, Gian Paolo Barbieri, si affacciava sulla più prestigiosa vetrina
della moda internazionale: la rivista VOGUE. Le foto di Barbieri
rivoluzionavano la fotografia glamour portando le “mannequin” fuori
dalla passerella e dall’ambiente consueto, costruendo attorno a loro
scenari surreali che esaltavano le forme e i colori. Barbieri
iniziava così la splendida carriera che lo ha visto protagonista della
fotografia di moda dell’ultimo trentennio. Fotografo raffinato, ha
contribuito al successo di grandi stilisti come Valentino, Versace e Ferrè,
interpretando le loro creazioni indossate dalle più affascinanti modelle
e attrici. Sono gli anni ottanta, quelli della “Milano da bere”,
quando lo stile del pret-a-porter italiano si appresta a conquistare il
mondo. Gian Paolo Barbieri è pronto ad immortalare in immagini
suggestive, diventate icone, le muse ispiratrici e gli interpreti di
quella moda. L’artista Gian Paolo, con la magia della macchina
fotografica, rapisce per sempre l’anima dei suoi personaggi e li
trasferisce nell’Olimpo del glamour trasformandoli in dei immortali.
Negli anni novanta, la stessa magia pervade i reportage di viaggio che
Barbieri compie alle isole Galapagos, Seychelles, Tahiti e Madagascar.
Milano rende oggi omaggio a Gian Paolo Barbieri con una mostra antologica
nella splendida cornice di Palazzo Reale. La Federico Motta Editore ha
confezionato il raffinato e monumentale catalogo curato da Martina
Corgnati. Una retrospettiva con 140 fotografie in grande formato che
presentano in tutta la loro bellezza il mondo di Gian Paolo Barbieri
attraverso i ritratti di personaggi quali Audrey Hepburn, Sofia Loren,
Monica Bellucci e Rudolf Nureyev. DOVE:
Palazzo Reale, Sala delle Colonne, Piazza del Duomo a Milano QUANDO:
20 settembre al 11 novembre 2007-09-20 INFO:
mostragianpaolobarbieri.it ©Armando Melocchi 19-09-2007
ASTRAZIONE
E INTUIZIONE nelle immagini di
LUCIANO
ALDO FOFFA Allo
Spazio Tadini, in Via Jommelli 24 a Milano, sono in mostra le fotografie
di Luciano Aldo Moffa, fotografo dal 1984, giornalista, artista e dal 1998
professore di fotografia e tecnica della comunicazione. Fotografie,
dicevamo, ma è più appropriato dire immagini. L’artista ha disegnato
con la luce il proprio immaginario giocando con forme e colori. La sua
sensibilità artistica è messa a nudo attraverso una serie di tratti
policromi astratti, ricami luminosi che emozionano. Da non perdere.
©Armando Melocchi
19-09-2007 CON MELANIE PULLEN LA MORTE SI FA BELLA
DOVE: High Fashion Crime Scenes alla MiCamera-photography and lens-based arts, via Medardo Rosso 19, Milano QUANDO: dal 19 settembre al 17 novembre 2007 INFO: www.micamera.com Armando Melocchi 18-09-2007 CELEBRITA’
DIETRO L’OBIETTIVO a Cesano Maderno
Presentata
dal Sindaco Paolo Vaghi e da Enrica Viganò, nelle splendide sale di
Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno, è aperta al pubblico la mostra
fotografica “Celebrità dietro l’obiettivo”. La rassegna, già
reduce d’entusiastici consensi a Madrid nell’ambito di Photo Espana
2007, giunge in Italia grazie all’abile organizzazione di Admira e della
sua curatrice Enrica Viganò, che hanno radunato un centinaio d’opere di
21 personaggi famosi. Possiamo quindi ammirare le fotografie scattate da Richard
Gere in Tibet, di Jeff Bridges
sui set dei suoi film, la New York surreale ripresa da Lou Reed, la Sicilia immortalata da Giuseppe Tornatore, i ritratti fatti da Yul Brynner che, anche sui set cinematografici, girava sempre con
una Leica al collo. Interessanti le fotografie di fine ottocento e primi
novecento di Edgar Degas,
principale esponente dell’impressionismo francese, che si cimentò
abilmente anche con il mezzo fotografico. Leonard
Nimoy, il celebre Spock di Star Treck, si cimenta con il mezzo
fotografico ritraendo poetici nudi femminili, il cantante americano Graham Nash ritrae i colleghi Neil Young e Joni Mitchell, il
ballerino Mikhail Baryshnikov
interpreta con un sapiente uso del “panning” e del colore, le movenze
della danza in tutte le sue espressioni. Esposte anche le immagini
realizzate dai registi Luchino
Visconti, Pedro Almodòvar e Stanley Kubrick, dagli scrittori Giovanni
Verga, Emile Zola e Allen Ginsberg, scrittore della “Beat
Generation” che, grazie alle sue fotografie, ci da uno spaccato della
cronaca intellettuale dell’America descritta da Jack Koruac. Una
rassegna fotografica che copre un secolo d’immagini, da fine ottocento
con le foto di Degas e Zola, fino ai giorni nostri con Aldomòvar e Lou
Reed. Tante le impressioni e le sensazioni che questa mostra sollecita
nello spettatore ed è curioso vedere come personaggi che normalmente
stanno dall’altra parte dell’obiettivo, hanno trovato nella fotografia
un mezzo per esprimersi, per esternare le loro fantasie o per raccogliere
momenti significativi della loro vita.
©2007Armando
Melocchi A
Cesano Maderno, Palazzo Arese Borromeo, fino al 7 ottobre 2007. Per
info: www.cesanofotoephoto.it
– www.admiraphotography.it
FERDINANDO CIOFFI - FOTOGRAFO LUMINISTA Transitato giovanissimo dagli studi newyorkesi dei
grandi maestri Richard Avedon e Irving Penn, da cui ha appreso i segreti
del ritratto fotografico, Ferdinando Cioffi, fotografo luminista, sviluppa
ben presto una particolarissima sensibilità nel La mostra rimane aperta dal 29 giugno al 26 agosto allo SPAZIO FORMA. Info: www.formafoto.it RANCINAN
– La trilogia del Sacro Selvaggio. Gèrard
Rancinan, fotografo francese nato a Talence nel 1953, ha riunito in una
trilogia, chiamata “del Sacro Selvaggio”, i progetti fotografici
dedicati all’Arte, all’Altro e alla Fede. Nell’Arte, l’opera di Gèrard
spazia in una serie di ritratti dissacranti, a volte ironici, a volte
violenti, dove il filo conduttore è l’interpretazione dell’universo
creativo di alcuni degli artisti più significativi del panorama
contemporaneo, quali Damien Hirst, Paul McCarthy, Andrea Serrano, Maurizio
Cattelan e molti altri. Nell’Altro, Rancinan, sembra immedesimarsi in
uno specchio dinanzi al quale scorre un lungo reportage sull’essere
diverso, sulle figure umane trasfigurate dagli handicap, mostrate
abbracciando il loro corpo, partecipando alla loro diversità. Si
specchiano, nella macchina fotografica di Rancinan, personaggi quali
l’uomo lupo, affetto da ipertricosi, oppure la donna obesa dal peso di
250 chili e l’atleta mutilata da una meningite. I ritratti li mostrano
in pose orgogliose, serene, quasi fieri del loro handicap, a volte con il
sorriso beffardo della Gioconda di Leonardo a significare la sfida che la
vita li ha chiamati ad interpretare. La terza serie di ritratti è
dedicata al mondo della Fede Cristiana. Gèrard, ispirandosi alle tele di
Diego Velàzquez, ha messo in posa davanti all’obiettivo le persone più
influenti della Chiesa Cattolica, i Cardinali. Come un pittore di corte,
Rancinan, ha creato una galleria di porporati fissandone le personalità
attraverso la loro postura, i paramenti e lo sguardo. L’accostamento di
queste tre serie di ritratti forma la trilogia esposta dal 26 giugno al 2
settembre 2007 alla Triennale Bovisa di Milano. Accompagnata dallo
splendido catalogo di Federico Motta Editore con le interviste di Virginie
Luc, la mostra rappresenta un’analisi dei sentimenti profondi
dell’Uomo uniti nel Sacro e divisi dal Selvaggio, come il bene e il male
che è presente in tutti noi e con cui dobbiamo confrontaci in questa vita
terrena. Il fotografo Gèrard
Rancinan è rappresentato in Italia da Grazia Neri, per informazioni www.triennalebovisa.it.
LE PASSIONI FELINE DELLE CELEBRITA' IN 120 ANNI DI FOTOGRAFIE D'AUTORE Passioni
feline, passioni di celebrità che hanno deciso di condividere il loro
amore con i gatti, compagni preziosi della loro vita come
splendidi diamanti di una collezione. La carica del mistero di questi Milano - 20 giugno 2007 - Casello del Pane di Porta Venezia - WORLD PRESS PHOTO 2007 Esposte
alla Galleria Carla Sozzani, in Corso Como 10 a Milano, le fotografie
protagoniste dell’ultima edizione del Word Press Photo, il più
prestigioso premio internazionale di foto-giornalismo giunto alla
cinquantesima edizione. La foto premiata come “Foto dell’anno 2006”
è l’originale scatto del fotografo Spencer Platt che ritrae giovani
libanesi a bordo di una lussuosa “cabriolet” passare attraverso le
rovine di Beirut
FRANCO PAGETTI A
MONTEFALCO…TRA IL TIGRI E L’EUFRATE,
IRAK,
UNA GUERRA SENZA FINE
A
Montefalco, incantevole borgo umbro a pochi chilometri da Perugia, nella
splendida cornice della Chiesa Museo di San Francesco, è ospitata una
Mostra Fotografica di 70 scatti realizzati tra il 2003 e il 2007 dal
fotografo Franco Pagetti inviato in Iraq. La
mostra, organizzata a cura di Enrica Viganò e con il patrocinio della
Regione Umbria, della Provincia di Perugia e del Comune di Montefalco, si
presenta come un percorso espositivo che
illustra una civiltà ormai quasi totalmente distrutta dalla guerra in cui
tutti quelli che ne sono coinvolti diventano vittime. La speranza che la
situazione potesse migliorare dopo la fine della dittatura di Saddam
Hussein, è stata vanificata dal nascere di nuovi conflitti e atti
terroristici che hanno fatto precipitare il paese in una guerra civile
apparentemente senza fine. Franco Pagetti ha testimoniato con le sue
immagini, affrontando situazioni di vero pericolo, come la guerra, che
all’inizio doveva portare pace, ha trasformato il paese in un inferno
dove le persone o emigrano in altri paesi o più spesso scompaiono per
sempre. I suoi scatti ci narrano la storia recente di queste genti, una
volta protagoniste di civiltà quali quella sannita e sciita, e ora
coinvolte in scontri sanguinari e fratricidi. Un’occasione da non
perdere per vedere il vero volto del conflitto che ha visto anche i nostri
soldati coinvolti. La mostra sarà
aperta fino al 26 agosto 2007. ©Armando Melocchi 2007 armando.melocchi@tin.it Elliot
ERWITT. Io e gli altri.
Allo
spazio “FORMA”, a Milano, in Piazza Tito Lucrezio Caro, una mostra
curata da Alessandra Mauro, ci introduce nell’ironico universo del
fotografo americano di origine russa, Elliot Erwitt. Famoso per i suoi
ritratti che accostano i cani con i loro padroni, evidenziandone la
somiglianza somatica, Elliot è un fotografo dalla tecnica e dall’ironia
raffinata. La mostra, in corso fino al 17 giugno, ci presenta i suoi
migliori ritratti raccolti in decenni di girovagare per il Mondo come
fotografo della leggendaria agenzia Magnum. Elliot Erwitt ha ripreso
personaggi famosi quali Marylin Monroe, Che Guevara, Marlon Brando o Grace
Kelly, con una forma di casualità, di soppiatto, come nascosto da una
tenda o dietro l’angolo, per non disturbare. Il risultato sono
espressioni insolite e naturali, sguardi che rivelano una profonda umanità,
molto distanti dall’immagine stereotipata del personaggio famoso. Come
lo stesso fotografo ha scritto: “Forse
il più grande complimento che ho ricevuto è stato quando mi hanno
detto che nelle mie foto c’è un elemento di gentilezza”, le foto in
mostra sono, per l’appunto, gentili, rispettose del personaggio
ritratto, e, proprio per questa singolare predisposizione, capolavori
della fotografia di reportage. Erwitt appare spesso nelle sue immagini,
traspare dagli occhiali a specchio di un soldato mentre lo fotografa, lo
vediamo in un autoritratto truccato da pagliaccio dietro la macchina
fotografica e ci mostra persino una sua fotografia all’età di 5 anni
vestito da marinaio in una Milano che lo ha ospitato negli anni della sua
infanzia. Un modo per far parte di quel mondo gentile e ironico, ma anche
sarcastico e disincantato, che il suo lavoro ci rappresenta. ©Armando Melocchi 2007 armando.melocchi@tin.it JAMES HILL, TRA GUERRA E PACE.
Mai come negli ultimi tre lustri il
Mondo è stato segnato da conflitti, tensioni e svolte politiche che lo
hanno profondamente cambiato. Le telecronache “addomesticate” ci hanno
raccontato questo Mondo con le solite immagini di “agenzia” che
documentano asetticamente i fatti, ma non rivelano il vero volto dei
drammi che le compongono. Fanno eccezione le fotografie d’alcuni
fotoreporter e in particolare dei fotografi di guerra che, liberi da
condizionamenti, ci hanno svelato il vero volto dei drammi di questi
ultimi venti anni, dalla caduta dell’U.S.S.R., ai conflitti
mediorientali, al nuovo volto dell’Europa post-sovietica, al terrorismo,
sino all’attuale conflitto in Irak. Uno di questi fotoreporter è James
Hill, nato a Londra nel 1966, studi nobili ad Oxford e laureato al
prestigioso College of Printing. Un curriculum che di solito porta dietro
la scrivania in un prestigioso giornale, invece Hill si trasferisce in
U.S.S.R. nel 1991, a Kiev e
poi, nel 1966, a Mosca.
Documenta con le sue fotografie gli eventi politici e i conflitti etnici
che stanno cambiando il Mondo. Nel 2001 il suo reportage sulla Cecenia è
nominato per il prestigioso Premio Pulitzer. Dopo l’11 settembre è
inviato in Afghanistan e il suo lavoro viene premiato nel 2002 con il
Pulitzer Prize for feature photography. Negli ultimi cinque anni ha
documentato la guerra in Irak seguendo i marines Americani per il New York
Times e Time Magazine. Nel 2005 ha fotografato gli eventi connessi alla
morte di Papa Giovanni Paolo II. Alla Galleria Grazie Neri, di Via
Maroncelli 14 a Milano, il lavoro di James Hill viene presentato in
un’antologia di immagini, in bianco e nero e a colori, estratte dai suoi
reportage che documentano conflitti etnici, guerre, crisi politiche e
terrorismo. Le immagini di Hill sono drammatiche e poetiche al tempo
stesso, non ostentano la violenza degli eventi, ma invitano a riflettere.
“Sono fotografie che pongono domande e non risposte”, dice James, “
immagini prese, come molti di noi che abbiamo deciso di diventare
fotogiornalisti, in questa terra di nessuno, da qualche parte tra la
guerra e la pace”. La mostra, sponsorizzata da KodaK e dal Magazine del
Corriere della Sera, è un degno omaggio all’opera di uno dei più
validi fotoreporter. L’esposizione è la prima di un ciclo, nel
decennale della Galleria, che vuole
premiare il lavoro dei fotografi di guerra free-lance che
documentando il nuovo volto della Storia del Mondo affrontano
quotidianamente difficoltà e pericoli. La mostra sarà aperta fino
all’11 maggio 2007. Per info www.grazianeri.com. ©2007Armando Melocchi WERNER BISCHOP: IMMAGINI Promossa
dalla Provincia di Reggio Emilia e da Palazzo Magnani, con il contributo
di Fondazione "Pietro Manodori" e CCPL di Reggio Emilia, e il
supporto di Montana (Gruppo Cremonini), l’esposizione curata da Marco
Bischof raccoglie 100 scatti del grande fotografo della Magnum, maestro
riconosciuto del bianco e nero. JEANLOUP SIEFF: Gli anni di Harper’s Bazaar, NY 1962-1966 Alla Galleria Carla Sozzani di Corso Como 10,
possiamo ammirare fino al 7 aprile 2007, la raffinata fotografia di uno
dei più grandi maestri: Jeanloup
Sieff. Fotografo d’origini polacche nato Per
info: www.galleriacarlasozzani.org ©Armando Melocchi 2007 armando.melocchi@tin.it CAHIER DE VOYAGE di Paolo Bernabini. Prosegue fino al 24 marzo 2007 alla Galleria Nepente di Via Volta 1 a Milano la mostra di paesaggi del fotografo Paolo Bernabini. Lo sguardo del fotografo si è soffermato sul variegato paesaggio italiano delineandone gli orizzonti e creando sensazioni cromatiche dove lo spettatore resta rapito e sospeso. Nei paesaggi del “Quaderno di Viaggio” di Bernabini, vi aleggia la “suspance” di un evento che sta per accadere, si aspetta l’arrivo di una persona, di un gesto che sconvolga la quiete del panorama; invece nulla cambia e il soggetto atteso diventa lo spettatore stesso che guarda l’infinito rappresentato. Le immagini esposte sono la sintesi di un lavoro al quale il fotografo ha dedicato gli ultimi dieci anni della sua attività. Paolo Bernabini, nato a Cervia nel 1941, vive e lavora ad Imola ed è considerato uno dei più validi fotografi paesaggisti italiani. Dal 1999 è fotografo ufficiale della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Ravenna. Per info: www.nepente.com. ©Armando
Melocchi 2007
armando.melocchi@tin.it DAVIDE MENGACCI FOTOGRAFO
a Lissone e altrove. Davide Mengacci è un volto noto al
grande pubblico della televisione, che ha deliziato presentando programmi
definiti “nazional popolari” quali “Scene da un matrimonio” o
“La Domenica del Villaggio”, entrambi per le reti Mediaset. Pochi,
invece, lo conoscono come fotografo, una passione che Davide ha coltivato
fin dell’età di 11 anni. Negli anni ’60 e ’70, l’influenza del
clima artistico che si viveva nella Milano di allora, spingono Mengacci
alla fotografia di reportage sociale e, ispirato da Ugo Mulas e dai
migliori fotografi del realismo francese quali H.Cartier Bresson e
R.Doisneau, la sua fotografia si fa colta.
Fotografa, quindi, piccoli episodi della vita quotidiana fatta di
bambini, portinaie nei loro cortili, operai e immigrati, sensibilmente
ritratti nella magia del bianco e nero.
Nel 1985 il grande cambiamento che lo porta a condurre programmi
televisivi di successo abbandonando, momentaneamente, la fotografia che,
comunque, rimane il suo sogno, la sua passione. Oggi Davide Mengacci ha
ripreso a guardare il mondo in bianco e nero dietro una macchina
fotografica e, complici anche la bellezza dei luoghi pittoreschi che ha
visitato durante la carriera televisiva, ha ricominciato a fare della
“street photography” con un’attenta e appassionata osservazione dei
luoghi e delle persone. Frutto di quest’analisi è la serie d’immagini
dedicate a Lissone, una cittadina che scopre a mano a mano che ne riprende
i momenti particolari, le nuove e le vecchie architetture, l’anima delle
persone che vi vivono e lavorano. A Davide Mengacci, Lissone gli dedica in
questi giorni una mostra, dove sono esposte le sue fotografie più
significative degli anni settanta accanto al reportage realizzato nel 2006
e dedicato alla cittadina brianzola. Un’occasione da non perdere per
scoprire la passione di Davide e vederne l’arte. Museo D’Arte Contemporanea di Lissone in Viale
Padania 6, fino al 4 marzo 2007. ©A.Melocchi
2007
armando.melocchi@tin.it CALENDARI: TUTTI PAZZI PER MARY - su MAXIM di febbraio Pupa
si nasce, star da calendario si diventa. Un passaggio naturale per la
biondissima Mary Carbone,
rivelazione del reality-cult La
Pupa e il Secchione, e ora, splendida protagonista FOTOGRAFIA & CINEMA – Fotogrammi celebri da Grazia Neri. La fotografia, intesa come esercizio d’arte figurativa, è stata spesso usata, nel cinema, come elemento importante nella sceneggiatura e nella narrazione di diversi film. Alcuni di questi hanno, viceversa, contribuito ad accrescere il mito della fotografia e del fotografo. Esempi famosi sono “La finestra sul cortile” di Hitchcock, “Blow Up” di Michelangelo Antonioni, “I Ponti di Madison County” di Clint Eeastwood o “La Dolce Vita” di Fellini, nei quali il fotografo svolge un ruolo fondamentale e dove, nel film di Fellini, viene creato un personaggio, il “paparazzo”, che dagli anni sessanta in poi identifica anche un genere di fotografia da rotocalco. In altri film non è il fotografo, ma la fotografia stessa, ad essere protagonista, come in “One Hour Photo”e in tante pellicole di reportage di guerra. A questo felice connubio è dedicata la mostra “Fotografia & Cinema – Fotogrammi celebri” allestita alla Galleria Grazia Neri, dove i curatori, Maurizio e Filippo Rebuzzini, hanno raccolto le più espressive ed emozionanti immagini di film dove la fotografia è protagonista. Vediamo celebri attori alle prese con mirini, vetri smerigliati e obiettivi e altri interpretare le biografie di famosi fotografi come Candice Bergen che, in “Gandhi”, interpreta Margaret Bourke-White o Joe Pesci che in “Occhio Indiscreto” rievoca le gesta di Weege. Una mostra significativa che rende omaggio a questo magico connubio tra cinema e fotografia che tanto ha giovato ad entrambe le forme d’arte visiva. Galleria Grazia Neri in Via Maroncelli 14 a Milano,
fino al 16 febbraio 2006, con il contributo di HP Invent in collaborazione
con CIAK. Info: www.grazianeri.com. ©A.Melocchi 2007 armando.melocchi@tin.it MEMORIE D’ORIENTE Fotografia Giapponese del
XIX secolo alla NEPENTE ART GALLERY. La Yokohama Shashin, ovvero ‘la fotografia nello stile di Yokohama’,
ha rappresentato, a partire dai primi anni Sessanta dell’Ottocento fino
agli scorci del Novecento, il riferimento nevralgico della produzione di
opere fotografiche sulla In mostra dal 12 gennaio al 24 febbraio 2007 NEPENTE ART GALLERY – via Volta 15 – MILANO – WWW.NEPENTE.COM FRANCO GUERZONI:
PAESAGGI IN POLVERE L'attività espositiva di
Fotografia Italiana Arte Contemporanea propone come prima mostra del 2007,
Paesaggi in polvere,
opere realizzate negli anni settanta dall’artista Franco Guerzoni. Si
tratta di opere in cui la fotografia svolge un ruolo primario ma dove
l’intervento dell’artista attraverso inserimenti di altri materiali,
di montaggi e manipolazioni varie riporta al clima sperimentale proprio
degli anni settanta. In quegli anni Guerzoni condivise nella città
emiliana molte esperienze con due importanti artisti-fotografi-teorici
come Luigi Ghirri e Franco Vaccari, rimettendo in discussione brutalmente
il modo tradizionale di rappresentare artisticamente il mondo, ricorrendo,
più che all’imitazione, all’approccio concettuale, a volte di sapore
neodadaista. Il titolo del lavoro richiama l’idea di un mondo fortemente
segnato dal tempo e la polvere cui si allude si concretizza spesso in
sedimenti vari, pezzi di intonaco, reazioni chimiche, elementi naturali
che danno profondità tridimensionale alle fotografie, spesso usate come
sfondo. Nel catalogo della mostra i due interventi di Marc Augé – non
un critico d’arte ma un noto sociologo-etnologo – e Elena Volpato
mettono in evidenza questi aspetti e il percorso culturale che li ha
accompagnati. La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 31 al 13 marzo 2007 dalle 15.00 alle 19.00 SCOMPARSO ALFREDO FERRETTI Ferretti era nato a Roma nel 1919. Negli anni Trenta aveva svolto le sue iniziali esperienze da fotografo presso lo studio Luxardo. Dopo un primo periodo in cui si era dedicato alla fotografia di moda e poi più in generale a quella documentaria – a questo proposito va ricordata la sua attività di ritrattista dei principali artisti romani degli anni Cinquanta e di intellettuali attivi nella capitale in quello stesso periodo –, la sua ricerca si era concentrata sulla fotografia creativa. Le bromografie e le fotobromografie rimangono le sue produzioni più originali: rappresentazioni stratigrafiche delle esperienze visive e delle elaborazioni intellettuali e spesso ironiche dell’autore, sedimentatesi nel tempo. Tutte denunciano un forte legame con Roma le cui icone archeologiche e architettoniche ritrovano nelle opere di Ferretti un nuovo senso e una nuova estetica. Accanto all’attività artistica Ferretti si è sempre dedicato anche a quella didattica prima negli Istituti d’Arte e poi nelle Accademie di Belle Arti di L’Aquila e di Roma. Hanno scritto di lui – tra gli altri – Enrico Crispolti, Giorgio di Genova, Guido Montana, Murilo Mendes, Lorenza Trucchi, L.Marziano e F. di Castro
MOSTRE: HENRI CARTIER-BRESSON - DI CHI SI TRATTA? Presso
lo Spazio Forma, Centro
Internazionale di Fotografia, il 29 novembre è stata
inaugurata la mostra Henri Cartier-Bresson: di chi si tratta? L’antologia completa di
un maestro, a cura di Robert Delpire e prodotta dalla Fondation Henri Cartier-Bresson.
Il
patrimonio di immagini e di contenuti di Cartier-Bresson è enorme e la
Fondazione che porta il suo nome, insieme a Magnum Photos, ha messo a
punto una grande mostra retrospettiva realizzata quando l’autore era
ancora in vita e quindi sotto la sua diretta supervisione. Stampe
originali, disegni, documenti e testimonianze, film e ingrandimenti
fotografici: il materiale espositivo accompagna il visitatore a scoprire
(o a riscoprire) l’importanza e la portata della vita e dell’opera di
un grande maestro del Novecento. Questa
mostra rappresenta quindi un evento irrinunciabile e prezioso, con pochi e
pensati appuntamenti internazionali. Parigi, Amsterdam, Berlino e Londra
sono le uniche città dove questa mostra ha fatto tappa in Europa e ora
arriva a Milano, a Forma – Centro internazionale di Fotografia, per
l’unica tappa italiana. Per info: www.formafoto.it
CALENDARI: MAX 2007 - MADDALENA CORVAGLIA Presentato il nuovo calendario Max. Protagonista dell'allegato al mensile diretto da Giuseppe Di Piazza è Maddalena Corvaglia. Fotagrafata da Giovanni Cozzi, l'ex Velina non ha tradito le attese. Si è esibita senza veli nelle spiagge esotiche di Santo Domingo tra scatti a colori, misti a immagini in bianco nero davvero mozzafiato . Un calendario da vedere, che fa concorrenza a quello della sua amica ed ex Velina Elisabetta Canalis che, proprio nel 2003 lo fece sempre per Max. Un calendario che ha fatto andare su tutte le furie il suo fidanzato Enzo Iacchetti. Tanto da essere lasciata. Milano - Sala Buzzati Corriere della Sera - 30 novembre 2006 - mago g CALENDARI: MAXIM - VICTORIA SILVSTEDT Incarna tutto ciò che si può sognare in una una donna: un corpo da favola e una testa pensante. Victoria è nata nella terra di Babbo Natale ai confini del Circolo polare artico nel’74. Perfetta sciatrice, a 18 anni viene eletta Miss Svezia e finisce sulle pagine di Playboy. Modella, cantante (due dischi d’oro) a febbraio a Londra ha presentato la sua prima collezione di biancheria intima. Prossimamente girerà un film con Eugene Levy dal titolo Carry On London. Fotografata per il Calendario Maxim ‘07 da Angelo Gigli, Victoria indossa, si fa per dire, abiti ed accessori di Luisa Beccaria - Gianfranco Ferrè - Madame V - Pierre Mantoux- Fiona Swarovski-Wolford . Si consiglia di visitare il sito www.maxim.it . Il calendario è stato presentato nel locale milanese Hollywood alla presenza di numerosi giornalisti, fotografi e personaggi dello spettacolo. Nelle foto la Silvstedt con il D.E. di Maxim Andrea Monti. Milano - Discoteca Hollywood – 9 novembre 2006 - mago g. KIBOSH di Terry Richardson. Un’autobiografia è, per ogni
autore, il libro più importante della propria carriera. Terry Richardson,
fotografo americano nato Armando Melocchi
28-09-2006
armando.melocchi@tin.it SPORT ILLUSTRATED Le migliori immagini di 50 anni di sport. Cogliere l’attimo fuggente, in ogni situazione improvvisa che si presenti, è il compimento dell’opera d’ogni bravo fotoreporter. Negli avvenimenti sportivi, in particolare, cogliere l’attimo fuggente significa sintetizzare in un solo scatto l’intera cronaca dell’evento. La rivista americana Sport Illustrated, grazie all’abilità dei suoi fotoreporter, da cinquant’anni documenta i momenti unici e irripetibili della storia sportiva mondiale. Sin dal 1954 i fotografi di Sport Illustrated hanno documentato partite mozzafiato, arrivi spettacolari, gesti atletici e ritratto atleti impegnati in ogni disciplina sportiva. La qualità delle immagini pubblicate ha fatto della rivista americana un punto di riferimento per il reportage sportivo mondiale. Un’ampia selezione di queste eccezionali fotografie è esposta in questi giorni alla Galleria Grazia Neri in Via Maroncelli a Milano, fino al 20 ottobre. La mostra, allestita con la collaborazione di Nikon, di Epson e dell’Agenzia Grazia Neri, rappresentante per l’Italia di Sports Illustrated, è accompagnata dal volume fotografico “The Best of Sports Illustrated” che raccoglie le migliori immagini degli ultimi cinquant’anni. Per altre informazioni www.grazianeri.com. Armando Melocchi 26-09-2006 armando.melocchi@tin.it PHOTO&PHOTO 2006 Giunge alla quinta edizione il festival fotografico “Foto&Photo” di Cesano Maderno che, dal 23 settembre al 19 novembre 2006, trasforma la cittadina, alle porte di Milano, in un unico gran centro culturale dedicato all’arte della fotografia. Diversi eventi culturali, mostre, convegni e workshops sono distribuiti in varie sedi espositive, gallerie, bar e negozi sparsi per il paese. Sotto la sapiente direzione della curatrice, Enrica Viganò, il Festival ci presenta le mostre di una serie d’artisti d’alto profilo internazionale: a Palazzo Arese Borromeo sono ospitate le immagini di Ed Van Der Elsken (Long Live Me) e di Alberto Garcia Alix (Pura Vida); La Biblioteca Civica ospita Mimmo Jodice con il suo Teatro Silente; inoltre, in altre sedi, mostre di Pierpaolo Mittica, Hans Van der Meer, Emmanuel Mathez, Eric Klem e Katharina Mourati. All’Excelsior Cinema&Teatro una rassegna di fotografie di vari autori rende omaggio ad Alberto Sordi. Non meno importanti gli altri eventi della manifestazione come la proiezione del filmato “La Terra vista dal cielo” con le spettacolari fotografie aeree di Yann Arthus-Bertrand e l’incontro con Mimmo Jodice con la proiezione d’immagini dal titolo ”Professione Fotografo”. Maurizio Capobussi terrà il workshop “Fotografia Digitale: dal presente al futuro”, che si articolerà in tre serate. Il Comune di Cesano Maderno, Assessorato alla Cultura, il Sindaco Paolo Vaghi ed Enrica Viganò di ADMIRA, hanno veramente superato sé stessi nel preparare questa manifestazione che sempre più si pone ai vertici della fotografia a livello internazionale. Per il programma dettagliato degli eventi Vi rimandiamo al sito www.cesanofotoephoto.it. Armando Melocchi 22-09-2006 armando.melocchi@tin.it TIM LEHMACHER alla Galleria Amedeo Porro. La Galleria Amedeo Porro, nella prestigiosa cornice di Palazzo Cicogna, in Corso Manforte 23 a Milano, presenta il lavoro fotografico dell’artista tedesco Tim Lehmacher, nato a Bonn nel 1971, formatosi all’Accademia di Anversa e diplomatosi presso l’International Center of Photography di New York. “PLI” and CASANOVA WORKS il titolo della mostra che rappresenta un viaggio di ricerca nei dettagli e nelle prospettive insolite delle sculture di Canova, riprese da una visuale capovolta, ovvero di spalle, per esaltarne la plasticità isolandole dal contesto circostante. L’inusuale visione da dietro, la mancanza fisionomica di un volto, obbliga lo spettatore a concentrarsi sulle forme armoniche dei corpi e sui particolari delle vesti. La dimensione delle immagini in bianco e nero e l’accurata tecnica del chiaroscuro esaltano la bellezza delle forme. L’artista stesso commenta: ” Generando la realtà in spazi apparentemente artificiali, isolando sfondi ed oggetti, intendo indurre lo spettatore a prestare attenzione ai dettagli sottili che potrebbero altrimenti essere ignorati. Sono questi particolari a fondersi in sculture misteriose di lontana bellezza.” Accompagna la mostra il catalogo edito da Amedeo
Porro Arte Moderna e Contemporanea, l’esposizione rimarrà aperta fino
al 27 ottobre 2006. Armando Melocchi 21-09-2006 armando.melocchi@tin.it IL VENDITORE DI OMBRE Fotografo Silvio Carini.
Nell’immaginario collettivo, la riviera romagnola è rappresentata dalle spiagge ricoperte d’ombrelloni, bagnanti, bagnini, bellone, bambini e balocchi, musica Hip-Hop, creme abbronzanti, piadine e birra. Tutto questo da giugno a settembre…e poi? Silvio Carini, fotografo in Bellaria
Igea Marina, ha colto con raffinata sensibilità l’aspetto metafisico
delle desolate spiagge romagnole nel periodo invernale. Il silenzio
dell’inverno è raffigurato in una visione ovattata dei litorali
imbiancati di neve, dove le cabine, le sdraio ripiegate, gli ingressi dei
bagni, le altalene e gli ombrelloni richiusi sono il magico complemento di
uno spazio senza identità e un’atmosfera senza confini. Il lavoro di
Silvio è presentato in questi giorni alla Galleria BelVedere onlus,
associazione no profit per la promozione della cultura fotografica, in Via
Santa Maria della Valle 5 a Milano. La mostra, con opere di gran formato
che esaltano il grafismo e la metafisicità delle immagini, rimarrà
aperta sino al 15 ottobre 2006. Armando Melocchi 21-09-2006 armando.melocchi@tin.it LUCIO TRA GLI
ALTRI
Camminare a piedi nudi sulla sabbia, la musica
soffusa e la voce sommessa che ha contagiato più di una generazione,
quella di Lucio Battisti, il tutto condito da luci spettacolari e da
splendide fotografie...chiamale, se vuoi, emozioni. Sono emozioni forti
che rivive lo spettatore della mostra “LUCIO TRA GLI ALTRI”, una serie
di immagini realizzate da Cesare Monti che illustrano un periodo dei più
floridi nel panorama musicale italiano del secolo scorso. Sono i ritratti
dei protagonisti di tante belle canzoni che hanno incantato più di una
generazione, oltre a Lucio Battisti, i “Dik Dik”, l’Equipe 84, De
Andrè, Ivano Fossati, Eugenio Finardi, Branduardi ma anche gruppi
musicali meno noti quali i “Flora” o i “Fauna e Cemento”, dove
militava una giovane Gianna Nannini, sono tutti ripresi in bianco e nero
in pose originali e fuggenti. Allestita alla Società Umanitaria di Via
Daverio 7 a Milano, su un suggestivo tappeto di sabbia, la mostra ci fa
rivivere la magica atmosfera degli anni sessanta e al quesito “ascolto
la memoria chiedersi, ma ne sarà valsa la pena?” rispondiamo:
“Certamente e, grazie per quelle emozioni”. Armando Melocchi armando.melocchi@tin.it TIBET 2005 – TRADIZIONE E PRESENTE.
Armando Malocchi armando.melocchi@tin.it OLIVIER RICHON alla Nepente Art Gallery.
Per info: www.nepente.com
Nepente Art Gallery Via volta 15 Milano. Armando Malocchi
armando.melocchi@tin.it TRACEY
MOFFATT:
Between dreams and
reality. Allo SPAZIO OBERDAN, a Milano, fino al 1 ottobre 2006 in mostra un’antologica dell’artista e fotografa australiana TRACEY MOFFATT, nata a Brisbane nel 1960. Esposte 130 immagini che ci rivelano la narrazione profondamente autobiografica dell’autrice, di origini aborigene, ma cresciuta in una famiglia bianca cui era stata data in affido. L’ambiente in cui cresce, il mondo che la circonda e la cultura pop degli anni settanta influenzano la sua produzione artistica. Le “storie” che Tracey racconta con le sue immagini mostrano un mondo di segregazione e ghettizzazione, non solo razziale, ma anche sociale e sessuale. I suoi ricordi infantili fanno da sfondo alle immagini di grandi dimensioni, dai colori forti, dove la stessa Moffatt si ritrae recitando come in un copione cinematografico. Questa ambivalenza di sceneggiatrice-regista e attrice di se stessa è la vera forza delle immagini di Tracey, ambivalenza che culmina nell’ultima serie di fotografie intitolata “Under the Sign of Scorpio”. Tracey, supera se stessa e, in una serie di finzioni e travestimenti, rivaluta la condizione femminile attraverso la personificazione di grandi donne della storia e del cinema unite dal segno zodiacale sotto il quale sono nate: lo scorpione. La retrospettiva presentata a Milano è promossa
dalla Provincia di Milano e dal Museo di Fotografia Contemporanea. 28-06-2006 Armando Melocchi
armando.melocchi@tin.it ANDREONI - FORTUGNO: NON SI FA TEMPO AD AVERE PAURA Strutture di raccordo per eccellenza, architetture
costruite al solo scopo di consentire il proprio attraversamento. Sono le
gallerie stradali di Andreoni_Fortugno che divengono luoghi di sosta in
cui i fotografi posano il cavalletto e compongono con precisione
l’inquadratura sotto il panno nero, in un atto performativo che li vede
contrapporsi alle Forse proprio perché luoghi di passaggio, le gallerie
solo raramente sono state i soggetti privilegiati della fotografia. Agli
opposti estremi temporali s’incontrano Nadar e Naoya Hatakeyama: il
francese intorno al 1860, quando primo fra tutti scese nel sottosuolo
parigino svelando all’intera nazione il suo ventre di condotti fognari e
catacombe, mentre in tempi molto più recenti il secondo si è calato, per
un progetto simile, cinque metri al di sotto dei marciapiedi di Tokyo, fra
stretti cunicoli e acque maleodoranti. Le immagini di A_F, tuttavia, sono
le uniche ad essere state realizzate sfruttando esclusivamente le
condizioni luminose esistenti; i colori spesso eccessivi e i dettagli
clinicamente evidenti, danno l’impressione di trovarsi di fronte alla
raffigurazione di una realtà ricostruita e messa a punto in un secondo
momento, seppure nessuna manipolazione sia intervenuta né prima né dopo
l’esposizione della pellicola. A guardarle bene, soffermandosi, le gallerie stradali sono
esattamente così, come le fotografie di A_F le rappresentano: non solo
passaggi, ma opere d’arte in cui è evidente la somiglianza con i lavori
di artisti contemporanei, come il Varese
Corridor di Dan Flavin e la sua sofisticata disposizione di oltre
duecento tubi al neon, il tunnel immaginato da James Turrell per il Museum
of Fine Arts di Houston, che riporta a un’atmosfera psichedelica e
visionaria a metà fra l’ambientazione di un videogame e l’imboccatura
di un inferno o ancora le scenografie fatte realizzare da Stanley Kubrick:
gli stretti passaggi della Discovery di 2001:
Odissea nello spazio e il celeberrimo corridoio di Shining.
A contraddistinguere e congiungere tutti i luoghi menzionati,
indistintamente carichi di un percettibile pathos mistico, sembrerebbe
essere il silenzio, o perlomeno una sua approssimazione. Qui questo non
accade. Poiché il suono del silenzio, all’interno di una galleria
stradale senz’auto che l’attraversino, è così: forte, da coprire
completamente qualsiasi altro rumore, coinvolgendo chiunque vi si trovi in
un’intensa esperienza sonora senza interruzioni né direzione. Le mute
immagini di A_F agiscono paradossalmente allo stesso modo: predispongono
all’ascolto lo spettatore, mettendolo in condizione di prestare
un’insolita attenzione agli immancabili rumori di fondo. “Non si fa in
tempo ad avere paura”, recita l’ultimo verso di una succinta rima di
Gianni Rodari intitolata La galleria:
troppi sono gli incanti e le distrazioni lungo questi brevi percorsi che
conducono verso la luce o verso il buio. TANGO:
MOSTRA DI BLINDER, BALDINI, NILSSON Il prossimo venerdì 9 di Giugno, le porte della vecchia
Vineria di via X Giornate si aprono per rivelare una nuova realtà
culturale. Si chiama WAVE
Photogallery, una galleria di fotografia contemporanea che nasce da
un'idea di Enrica Bortolazzi e Renato Corsini. Dotata di due sale
d'esposizione, nell'interrato, appositamente ridisposto negli spazi e
nuovamente ristrutturato, ha una Vernissage, 9 Giugno ore 19,30 info www.luciabaldini.it ISADORA DUNCAN – PINA BAUSCH Danza dell’anima, liberazione del corpo.
Alla danza, ingiustamente trascurata
dai media, e in particolare agli insegnamenti di Isadora
Duncan e Pina Bausch, è
dedicata la mostra di fotografie, disegni e video allestita alla Galleria del Gruppo Credito Valtellinese nel “Refettorio delle
Stelline” di Corso Magenta a Milano. La mostra, proposta
dall’Associazione Culturale Dioniso e allestita grazie al contributo di
Provincia Milano, Credito Artigiano e Goethe Institut, è divisa in due
parti. Una rassegna illustra il percorso artistico della grande danzatrice
americana Isadora Duncan, nata a San Francisco nel 1877 e scomparsa a
Nizza nel 1927, assoluta protagonista della scena artistica dei primi anni
del ‘900. In particolare sono esposti disegni e opere di autori che
hanno ritratto Isadora o che sono stati ispirati dalla sua danza
nell’esecuzione di disegni, dipinti e fotografie. In evidenza dodici
disegni di Auguste Rodin e altre opere firmate da Antoine Bourdelle, Jules
Grandjouan e altri. Nel video “Danza Libera” possiamo ammirare
l‘unica testimonianza visiva rimasta di una breve danza di Isadora
Duncan.La seconda parte della mostra rende omaggio alla coreografa tedesca
Pina Bausch, nata a Solingen nel 1940, artista fondatrice del TANZTHEATER,
ossia teatro danza. Sono esposte gigantografie fotografiche di Francesco
Carbone e Ulli Weiss. Il
fotografo Francesco Carbone, ammaliato dalla grazia artistica di Pina, ne
esalta l’opera in immagini a colori di forte impatto che ripropongono,
valorizzandole, le gestualità e le emozioni delle sue coreografie. Le
immagini in bianco e nero di Ulli Weiss, oltre a documentare il lavoro del
Tanztheater, offrono un’analisi critica e stimolatrice del lavoro della
coreografa Pina Bausch. La rassegna rimarrà aperta fino al 22
luglio 2006. Armando Melocchi 18-05-2006 armando.melocchi@tin.it COLORS OF THE EARTH di Sandro Santioli.
Nella prestigiosa lobby dell’Hotel Hilton Milan di Via Galvani a Milano, sono esposte fino al 11
settembre 2006 le splendide immagini di paesaggio del fotografo toscano Sandro
Santioli. Sono esposte opere di grandi dimensioni stampate, grazie
alla collaborazione di Epson, con tecnologia e inchiostri UltraChrome K3,
prodotti di ultima generazione che donano un’eccezionale durata e
brillantezza alle immagini. La mostra, presentata dall’agenzia Grazia
Neri e curata da Paola Riccardi, ci presenta una visione molto grafica e
quasi astratta del modo di rappresentare il paesaggio. Sandro Santioli, già
affermato fotografo toscano, parte dalle immagini pittoriche della terra a
lui più familiare, la Toscana, per poi intraprendere un lungo viaggio
immaginario, che accomuna nell’impostazione grafica e nella forte
presenza del colore, i paesaggi più diversi di questo nostro pianeta. Armando Melocchi 15-05-2006 armando.melocchi@tin.it FIGURA
UMANA – Fotografie di Giorgia Fiorio.
Armando Malocchi 08-05-2006 armando.melocchi@tin.it WPP
2006 – IL MONDO RACCONTATO PER IMMAGINI. Esposte alla Galleria Carla Sozzani, in Corso Como 10 a Milano le 190 fotografie protagoniste dell’ultima edizione del Word Press Photo. Giunto alla quarantanovesima edizione, il prestigioso premio internazionale di fotografia, ha eletto lo sguardo di una donna e la piccola mano del bimbo denutrito appoggiata sulle sue labbra come immagine simbolo del 2005. La foto premiata è stata scattata dal fotografo canadese Finbarr O’Reilly, dell’agenzia Reuters, in un centro d’emergenza a Tahoua nel Niger. L’immagine ha meritato l’ambito premio per l’efficacia dei simboli in essa rappresentati, la mano del bimbo protesa in cerca di cibo e conforto, lo sguardo rassegnato ma fiero della madre a rappresentare una disperazione ancestrale, la contrapposizione dei colori sgargianti dell’abbigliamento: in una sola immagine tutta la bellezza e il dramma del continente africano. Il terzo premio è stato assegnato alla foto dell’inglese Edmond Terakopian che simboleggia, quasi a contrapporre le tragedie dell’Europa a quelle africane, il dramma vissuto dall’occidente lo scorso anno con il terrorismo. Edmond ha colto lo sguardo attonito di un impiegato sopravvissuto agli attacchi terroristici di Londra del luglio scorso. Per la foto sportiva è stato premiato il colombiano Henry Agudelo cha ha immortalato un combattimento con il toro da un’originale prospettiva aerea. Anche un italiano ha vinto una sezione del premio, Massimo Mastrorillo, per la sezione “natura”, con un’immagine di Lhoknga in Indonesia. Xin Zhou, cinese, ha vinto il secondo premio con una suggestiva immagine della spiaggia di Bang Niang e Khao Lao in Thailandia dove cinquemila lampade si alzano in cielo per commemorare, secondo un’antica tradizione, le vittime dello tsunami e aiutare le loro anime a raggiungere il paradiso. Ancora una volta una sola immagine aggraziata e poetica racconta e simboleggia una tragedia dell’umanità. La mostra, presentata dalla Galleria Carla Sozzani e
Grazia Neri, con il contributo di Canon e il coordinamento di Elena
Ceratti, rimarrà aperta fino al 28 maggio 2006. Armando Melocchi 06-05-2006 armando.melocchi@tin.it VIRNA
LISI
Allo spazio espositivo “7.24X0.26
Gallery” di Pier Giuseppe Moroni è dedicata una mostra fotografica su
Virna Lisi. L’attrice italiana, al suo debutto nel 1956 con il film
”Donna del giorno” di Francesco Maselli, si mise subito in luce per il
suo fascino e talento; seguì una prestigiosa carriera cinematografica
alla quale affiancò, successivamente, un’intensa attività teatrale.
Diretta da eccellenti registi quali Michelangelo Antonioni, Luigi
Squarzina, Christian Jacque e affiancata da attori del calibro di Alain
Delon, Jack Lemmon, Toni Curtis e Frank Sinatra, impose la sua bellezza e
luminosa eleganza. Le immagini esposte sono foto di scena che
rappresentano un doveroso omaggio a un’attrice italiana considerata una
delle donne più belle apparse sullo schermo. La mostra, in via S.Pietro
All’Orto a Milano, rimarrà aperta fino al prossimo 23 giugno. Armando Melocchi 05-05-2006 armando.melocchi@tin.it LIFE – I GRANDI FOTOGRAFI. Era il 1936, quando Henry Robinson
Luce, con il motto: “Vedere la Vita, vedere il Mondo”, dava vita alla
rivista americana LIFE. All’epoca esistevano già altre riviste
illustrate, in America e in Europa, che narravano le vicende del Mondo, ma
fu LIFE a imporsi come la migliore dando una svolta alla fotografia
giornalistica e al reportage. Il grande formato e la qualità delle
immagini, la valenza dei fotografi e il coraggio nell’affrontare ed
esporre anche temi sociali e politici, diedero presto lustro e fama alla
rivista e ai suoi fotografi. LIFE ha raccontato per immagini i momenti più
significativi, i più drammatici, gli eventi sportivi, l’attualità e la
cronaca del ventesimo secolo. LIFE era lo specchio della vita. Di questo
specchio, ovvero delle sue bellissime immagini, possiamo ammirarne
un’ampia rassegna allo spazio FORMA, Centro Internazionale di
Fotografia, in Piazza Tito Lucrezio Caro 1 a Milano. La mostra “LIFE I
GRANDI FOTOGRAFI” presenta un insieme di 150 fotografie tra le più
celebri realizzate dai fotografi e collaboratori della rivista americana.
Possiamo ammirare le pregevoli immagini di fotografi quali Alfred
Eisenstaedt, Margaret Burke-White, Robert Capa, W.Eugene Smith, Andreas
Feininger, Gordon Parks e molti altri. In mostra le immagini della grande
depressione degli anni venti, il secondo conflitto mondiale, i campi di
concentramento, la ricostruzione, lo spettacolo e i suoi divi, i ritratti
dei personaggi più importanti del secolo appena trascorso, il progresso
scientifico e tecnologico, i conflitti del Vietnam e della Corea. Nulla è
sfuggito agli abili occhi dei reporters di LIFE. Immagini memorabili
raccolte anche in un volume pubblicato da Contrasto, che rappresenta la più
completa antologia sulla rivista americana mai pubblicata fino ad ora. La
mostra rimarrà aperta sino al 3
settembre 2006. Per info www.formafoto.it
Milano - 20 04 - 2006 Armando Melocchi COINCIDENZEINVISIBILI Opere fotografiche di Marisa Chiodo alla Galleria Grazia Neri.
Marisa
Chiodo, milanese, art-director e fotografa, formatasi al Liceo
Artistico e quindi all’Accademia di Belle Arti di Brera, vanta un
curriculum di tutto rispetto avendo collaborato, come direttore artistico,
alla progettazione e realizzazione di numerose campagne pubblicitarie per
grandi aziende italiane e multinazionali. Dal 2000 una sua particolare
ricerca sull’elaborazione digitale delle immagini fotografiche le ha
permesso di reinventare luoghi, colori e situazioni in un percorso
creativo moderno e singolare. Nel 2004, durante un viaggio in treno, legge
gli “Aforismi di Zurau” di
Franz Kafka, un’edizione tascabile comprata per l’occasione di
quel viaggio. Marisa resta colpita da quelle parole e le viene naturale
abbinarle mentalmente alle sue immagini fotografiche. “Perbacco, per
ogni giro di pensiero mi escono dal tiretto della memoria un bel numero di
immagini, di mie fotografie, di mie visioni”, pensò Marisa. Nasce così,
dopo alcuni mesi di lavoro, “COINCIDENZEINVISIBILI”,
una raccolta di “aforismi fotografici” dove l’immagine digitale è
abbinata al “verbo kafkiano” in una singolare armonia creativa. Il
lavoro di Marisa Chiodo lo possiamo ammirare fino al 21 Aprile 2006 alla Galleria Grazia Neri, in Via Maroncelli 14 a Milano. La mostra,
sponsorizzata da Canon, ci
offre anche l’occasione di vedere un video DVD musicale realizzato da Maria
Elena Mexia con le fotografie di Marisa Chiodo, un riuscito
abbinamento di immagini e musica che esaltano l’armonia estetica e la
lettura delle “COINCIDENZEINVISIBILI”. MAURO MAGRINI
luci in nero a cura di Roberto Mutti
Da
Lunedì 6 febbraio presso la
Galleria Openmind a Milano, in Via Dante 12, è in corso la mostra
fotografica di Mauro Magrini, Luci in nero, a cura di Roberto Mutti.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 3 marzo con i seguenti orari:
lunedì ore 15.30-19; martedì-sabato ore 10-13; 15.30-19. La
mostra raccoglie 20 immagini del fotografo fiorentino, realizzate fra il
2001 e il 2005. Da Napoli ad Amburgo, da Firenze a L’Avana, da Lucca a
Melbourne, l’obiettivo visita luoghi e spazi in un continuo alternarsi
di luminosità abbacinanti e oscurità penetranti. Emergono paesaggi
urbani, strade, metropolitane, sottopassi di stazioni, androni di palazzi,
finestre illuminate nella notte, scalinate, edifici in stato di abbandono.
Poche le figure che popolano questi luoghi, corpi che affiorano dal buio. Galleria Openmind via Dante 12 Milano SEX
& LANDSCAPES. Il
testamento artistico e spirituale di Helmut Newton.
Un incidente
automobilistico, nel 2004 a Los Angeles, metteva la parola fine alla vita
e alla carriera del fotografo tedesco Helmut
Newton. Una fine tragica come lo fu per i divi più amati di
Hollywood, pensiamo a James Dean e a Marilyn Monroe, l’epilogo di una
vita da divo di successo, dove, nel caso di Newton, non era la persona
ritratta ad esserlo, ma il fotografo. Helmut Neustadter nacque a Berlino
nel 1920 da una famiglia ebrea costretta ad emigrare dalla Germania e, per
evitare le persecuzioni Naziste, cambiò il cognome in Newton. Helmut
inizia la sua carriera fotografica a 16 anni, quando entra come
apprendista nell’atelier della fotografa di moda Yva (Elsa Simon).
Inizia, nel dopoguerra, la sua inarrestabile carriera fotografando
personalità dello spettacolo, della cultura e dell’arte. Un grosso
contributo al suo successo lo danno le sue immagini erotiche, dove i nudi
femminili sono messi in scena in modo teatrale, ludico e spesso ironico.
In breve tempo diviene uno dei fotografi più richiesti e il suo stile di
vita e le sue immagini lo rendono sempre più partecipe dello “star
system” internazionale. Ritrae le più note attrici e modelle che
“fanno la fila” per essere immortalate nei suoi scatti, dove perdono
ogni inibizione. Helmut Newton vive nel frattempo tra Montecarlo e Los
Angeles lavorando per le migliori riviste di moda quali Vogue, Marie
Claire ed Elle. Innumerevoli le mostre che lo vedono protagonista e i
libri che ne diffondono lo stile. Helmut Newton si definiva “fotografo
mercenario”, dedito solo alla fotografia commerciale e al solo servizio
della committenza, in realtà ha inventato un nuovo modo di fare
fotografia di moda e di costume, creando un genere, lo “stile Newton”
appunto, che ha influenzato tutta la fotografia glamour del secolo appena
concluso. A poco più di un anno dalla sua scomparsa il Comune
di Milano e Federico Motta Editore presentano, nella cornice di Palazzo Reale
in Piazza Duomo a Milano, la mostra “SEX
& LANDSCAPES” con 90 fotografie di Helmut Newton e un filmato
girato dalla moglie June Newton (Alice Springs). Il sontuoso allestimento,
le pareti nere e rosa shocking, le immagini di gran formato, i giochi di
specchi e luci, avvolgono lo spettatore immergendolo nel mondo di
provocazione, gioco, mistero e feticismo tipico di Newton. Le foto di
paesaggi, cupi e angoscianti, esaltano, per contrasto, il contenuto
erotico delle altre immagini esposte. In una sala un grande nudo alto tre
metri si contrappone ad una parete di specchi che coinvolgono lo
spettatore che lo guarda. In quella sala si concentra l’essenza della
fotografia di Newton, il glamour e l’erotismo dentro il quale viviamo le
nostre angosce e sfoghiamo le nostre tensioni. Un vero testamento
artistico e spirituale di uno dei più grandi fotografi del secolo scorso.
La mostra è aperta al pubblico dal 25 febbraio al 4 giugno 2006, il
catalogo è edito da Federico Motta Editore. 24-2-2006 Armando
Melocchi
armando.melocchi@tin.it CARTA STAMPATA: Thoni Thorimbert, trent’anni di fotografia per i giornali. Alla Galleria Nepente, Via Volta 15 a Milano, è stato presentato il libro “Carta Stampata” del fotografo Thoni Thorimbert. “Carta stampata” vuole significare il mondo dell’editoria col quale Thorimbert collabora da trent’anni, quando, nel 1977, ha l’occasione di pubblicare sul mensile ABITARE un reportage sulla vita giovanile nei quartieri della periferia milanese. E’ il periodo post-sessantotto e Thoni, allora ventenne, inizia a fotografare l’ambiente e le persone che hanno animato le tensioni sociali dell’epoca. Mi sono rimaste impresse nella mente quelle immagini, i ritratti di ragazzi, Toni, Claudio e Marcello, ripresi nel loro quotidiano, nella propria casa, al bar e lungo squallide vie della periferia milanese cresciuta troppo in fretta per ospitare gli immigrati meridionali venuti a lavorare nelle fabbriche del nord. Quelle immagini, esposte anche nella mostra “L’Occhio di Milano” nel 1977 insieme a fotografie di maestri del reportage quali Tullio Farabola, Mario de Biasi, Ugo Mulas, Giorgio Lotti, Mario Carrieri, G.Berengo Gardin e altri, valsero a Thorimbert una borsa di studio dell’AFIP (Associazione Fotografi Italiani Professionisti) e furono il trampolino di lancio verso una brillante carriera. Dal 1980, iniziò a collaborare con riviste quali MAX, SETTE e AMICA affermandosi, non solo come ritrattista, ma anche come fotografo pubblicitario, di moda e di reportage sociale, con uno stile interpretativo originale. Negli anni novanta si afferma anche in campo internazionale e pubblica su riviste quali DETAILS, MADEMOISELLE, GQ, DAS MAGAZINE. Nel 1998 realizza un progetto per CHANEL dal titolo “Me stessa: la realizzazione del se” dove i ritratti di 14 donne danno vita a uno splendido libro. Thorimbert diventa direttore artistico delle campagne pubblicitarie di FRED PERRY e CIVIDINE oltre a collaborare con marchi prestigiosi come LEVI’S, WRANGLER, RAY-BAN, MARTINI, HEINEKEN, SMART, e DUCATI. Ultimamente le sue immagini sono pubblicate su IO DONNA, ROLLING STONE, STYLE MAGAZINE, MARIE CLAIRE e GQ. Il libro e la mostra fotografica alla Galleria Nepente sono un racconto per immagini di questo brillante percorso creativo che ha portato Thoni Thorimbert ad essere considerato uno dei più grandi e apprezzati fotografi nel mondo. “CARTA STAMPATA” in mostra dal 23 febbraio al 1 aprile 2006 alla Nepente Art Gallery, via Volta 15 a Milano www.nepente.com. 22-2-2006 Armando Melocchi armando.melocchi@tin.it I '70, GLI ANNI CHE
CAMBIARONO L’ITALIA. Alla
presenza dell'autore, Luca Pollini, e di Max Venegoni(Radio 105), Michele
Lupi (Rolling Stone), Milano - 21 febbraio 2006 - Armando Melocchi. MARCO
VISMARA: RITRATTI DI DELHI... FORME, ATTIMI, SGUARDI La galleria Open Mind di Via Dante 12, ospiterà dal 6 al 31 marzo 2006 la mostra fotografica Ritratti di Delhi… forme, attimi, sguardi di Marco Vismara, un inusuale omaggio al volto sfuggente della capitale dell’India contemporanea. Marco Vismara, fotografo ma soprattutto percorritore per lunghi anni dei più nascosti sentieri del sub continente indiano, ci introduce ad un percorso visivo emozionale alla scoperta di Delhi, una città colta nella sua quotidianità più squisitamente reale, soprattutto lontano dal mito su cui l’immaginario occidentale è solito adagiarla. Volti, atmosfere e scorci di vita si alternano in un gioco di continui rimandi, dove l’occhio del fotografo si affianca allo sguardo del viaggiatore riconoscente nei confronti di una città ospitale che da anni lo accoglie tra un viaggio e l’altro. Luogo, tempo e azione sospesi nella semplicità dello scatto familiare ci offrono una Delhi nuova, approdo sereno, casa ideale, crocevia di mezzi ed emozioni. Architetture e persone, inanellate in penetranti contrasti di luce ed ombra, si lasciano raccontare senza timore di perdere la loro magia svelando il proprio universo più intimo. Una città vista, vissuta dall’occhio sensibile di un fotografo che ci regala il ritratto eccezionale della normalità. Le fotografie sono in vendita PETER LINDBERGH:
VISIONI
Prefazione di
WIM WENDERS(Tratto dal Catalogo della mostra pubblicato da
Contrasto)
Come
fa? Non mi riferisco alla sua arte, né alla sua capacità. Entrambe sono
al di là di ogni dubbio straordinarie, magnifiche, misteriose, uniche, ma
non proprio al di là della mia comprensione. Davanti alle sue immagini
posso stupirmi, L´Accademia in mostra con il nuovo Corso per Fotografi di Scena. Il 16 gennaio 2006, ore 18.30, alla Galleria Grazia Neri, l´Accademia inaugurerà la mostra fotografica La scena dell´immagine curata da Roberto Mutti. Una mostra speciale per raccontare il lavoro svolto dagli allievi del Corso per Fotografi di Scena, prima edizione 2005. Si tratta della miglior selezione di 15.000 scatti realizzati insieme a prestigiosi maestri: da Luciano Romano a Beniamino Terraneo a Corrado Crisciani e, ancora, con professionisti come Grazia Neri, il direttore della rivista l´Opera Sabino Lenoci e lo stesso Roberto Mutti, Alberto Czajkowski di CANON. Il corso è nato per valorizzare la figura del fotografo nel campo dello spettacolo, il suo ruolo di documentatore di ciò che avviene sul palcoscenico e dietro le quinte di opere, prosa, musical e balletti. In questa prima edizione i ragazzi hanno ripreso più di trenta rappresentazioni. Tra queste molti spettacoli scaligeri, a cui si aggiungono - tra gli altri - Dario Fo ad Abano Terme, il "Giamburrasca" del Teatro Nuovo di Milano, "Norma" al Carlo Felice di Genova,"Nabucco" all´Arena di Verona, "La fanciulla del West" al festival di Torre del Lago, "Dance on Stage" col CRT di Milano e altri. A questa produzione si aggiunge un lavoro di ritrattistica realizzato con ballerini del corpo di ballo del Teatro alla Scala, orchestrali e cantanti della nostra Accademia e attori di grande rilievo. La mostra presenterà in totale 140 immagini distribuite in tre locations a Milano. La prima è la Galleria Grazia Neri - via Maroncelli 14, con immagini scelte da tutti gli spettacoli fotografati da ciascun allievo. La seconda è la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala - via Campolodigiano 2, con foto di danza e musical. Infine la sede dell' Accademia scaligera di Via Santa Marta 18, con soggetti di lirica e prosa. Le tre sedi saranno aperte al pubblico da martedì 17 a lunedì 23 gennaio, ogni giorno dalle 16.30 alle 19.30. Grazie alla collaborazione con il Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano, la mostra si trasferirà a marzo presso il Campus Bovisa dell´Ateneo. La cospicua attività svolta da gennaio a dicembre 2005 è stata il banco di prova per una nuova edizione del corso che partirà il 26 gennaio prossimo. I partecipanti sperimenteranno sia le nuove tecnologie che gli strumenti tradizionali, entrambi messi a disposizione da Canon Italia, ancora sotto la guida di Alberto Czajkowski così come il Dipartimento INDACO del Politecnico di > Milano supporterà logisticamente l´attività degli allievi. Per gli interessati saranno organizzati due Open Days informativi. Il primo il 14 dicembre alle 18.30 in via Santa Marta, 18. Il secondo il 17 gennaio luogo e orario li troverete sul sito > www.accademialascala.org. Milano, dicembre 2005HYPE
GALLERY A MILANO. Giunge
a Milano, dopo Londra, Parigi, Mosca e Singapore, la galleria d’arte HP
che, come già nelle altre città, espone 350 opere stampate in formato
100 x 150 cm. grazie alla nuova serie di stampanti HP Designjet 5500ps. La
mostra è anche on-line al sito www.hypegallery.it
dove tutti possono accedere e partecipare presentando un’opera grafica,
fotografica o video di qualsiasi genere e argomento. L’unico vincolo è
nel titolo dell’opera che deve contenere obbligatoriamente le lettere H
e P nel rispettivo ordine. A Milano rimarranno esposte sino al 21 novembre
presso lo spazio AssabOne in Via Assab 1. Lo spazio AssabOne è fuori dal
giro delle più rinomate Gallerie d’arte, ma è molto conosciuto
nell’ambiente della ricerca artistica e della comunicazione,
un’occasione in più per mettersi in luce nell’articolato mondo del
design, della pubblicità e dell’immagine nelle sue molteplici forme
artistiche. Per i dettagli dell’iniziativa andate al sito www.hypegallery.it
oppure direttamente in Galleria. Armando
Melocchi 16-11-2005 armando.melocchi@tin.it IRINA IONESCO alla Galleria 70.
Alla
Galleria 70, Via Moscova 27 a Milano, Eugenio Bitetti presenta immagini
della fotografa Irina Ionesco. L’artista rumena, nata a Parigi, da vera
diva, non ama esibirsi e ostentare le sue capacità. La sua notorietà è
dovuta, oltre che all’innegabile qualità dei suoi lavori,
all’iniziativa di critici, galleristi e editori che hanno apprezzato e
divulgato il suo lavoro. Irina Ionesco è diventata fotografa casualmente.
Figlia di un musicista e di una trapezista, dopo un’adolescenza vissuta
a Costanza con la nonna, i suoi esordi artistici sono a Parigi come
danzatrice e, in seguito, pittrice, con trascorsi nella Milano degli anni
’60. Nel 1964, a Natale, il suo compagno le regala un’apparecchio
fotografico acquistato usato da un ambulante. Nel 1965 inizia a
fotografare, attratta dalla bellezza di un’amica “dalla capigliatura
raffaellesca” che volle immortalare. Le fotografie che esegue Irina sono
ritratti di amiche, fanciulle, della figlia Eva, di ballerine e molti
autoritratti nelle pose più ricercate. Nel 1970 tiene la prima mostra
personale che la impone subito all’attenzione di critici e galleristi.
Da allora si sono susseguite innumerevoli altre esposizioni e ha
pubblicato diversi libri. Le sue fotografie sono presenti in numerosi
musei e ricercate dai collezionisti. Le fotografie esposte alla Galleria
70 fino al 31 gennaio 2006, sono una selezione di ritratti che da
“Anouk” del 1965 fino a “Le boudoir” del 1996, ripercorrono il
cammino stilistico dell’artista. Armando
Melocchi 25-10-2005 armando.melocchi@tin.it IMPERO – Impressioni
dalla Cina. La
Cina è vicina, la Cina è lontana. E’sempre più vicina a noi con
l’economia in rapida espansione, con il consumismo che ha scoperto un
nuovo mercato; c’è più vicina grazie all’abbattimento di dogane e
pregiudizi politici; scopriamo che anche qui esistono i nuovi capitalisti
che, come i nostri, giocano a golf, si spostano per affari con i jet
personali, si confrontano con la borsa e i mercati internazionali.
Lavoriamo, studiamo e giochiamo con prodotti “Made in China”, ma, per
cultura, per tradizioni, e per costume ci è lontana. Di questa Cina ci
offre una visione il fotografo americano James Whitlow Delano, nella
mostra allestita alla Triennale di Milano. Delano, dopo aver lavorato a
New York con Michel Comte e Annie Leibovitz, si è stabilito nel sud
est-asiatico dove, in innumerevoli viaggi, ha ritratto l’essenza della
vera vita cinese. Nelle sue splendide foto, in bianco e nero, virate a
caldo, ci mostra un paese lontano dagli stereotipi del comunismo, delle
piazze enormi, delle città sovraffollate come Shanghai o spirituale con i
templi e gli sciamani. La Cina che ci viene svelata da Delano è quella
vera, dei villaggi, dei vicoli, della periferia di Pechino, dei bimbi che
giocano nei cortili. Le immagini di James Whitlow Delano sono pensate col
cuore e interpretate con la “Leica 35 mm” come i classici reportage
degli anni ’50; una fotografia che viene da lontano, dal negativo
finemente stampato, una cultura dell’immagine così diversa da quella
odierna, digitalizzata, dove i programmi del computer hanno sostituito la
sensibilità dell’artista. James, ci riporta indietro nel tempo, ci
prende per mano, ci guida ad osservare con attenzione, ma con discrezione,
quel mondo che appare così distante dal nostro. La cultura, la saggezza e
le tradizioni del popolo cinese sono tradotte nelle immagini di Delano che
ci svelano il vero volto della Cina, quella lontana.
Alla Triennale di
Milano fino al 20 novembre 2005; info www.triennale.it. BIRDMAN
–Foto di Dod Miller. Il
sogno d’Icaro trova ancor oggi emuli che vogliono tentare
l’emozionante esperienza del volo con mezzi propri. Ogni anno, in una
cittadina inglese dell’East Sussex, si radunano in una competizione dove
tentano di volare per almeno cento metri consecutivi. Alcuni affrontano
l’impegno con cognizione e serietà scientifica, molti altri, invece,
colgono l’occasione per sfoggiare stravaganti ed eccentrici
travestimenti. Nessuno è, in ogni modo, riuscito nell’ardua impresa.
Dod Miller, fotografo inglese quarantacinquenne, specializzato in
reportage, vincitore di quattro premi al World Press Photo, ha ritratto,
con ironia e buon gusto, i personaggi e le loro acrobazie nella “The
BirdMen Competition”. Una
trentina d’immagini compongono la mostra, sponsorizzata da Nikon,
allestita alla Galleria Grazia Neri e in programma fino al 18 novembre
2005. Armando
Melocchi 18-10-2005 “LA
SFILATA” – Immagini di Marco Lanza.
Alla Galleria “clickArt”, presso Zucchi in Via Foscolo 4 a Milano,
esposta dal 4 ottobre al 19 novembre “LA
SFILATA” del fotografo fiorentino Marco
Lanza. “LA SFILATA” è una sequenza d’immagini rappresentanti
persone, animali e cose immortalate nella spontaneità dei gesti su un
fondale bianco, come la passerella di una sfilata, appunto, dove non è la
moda ad essere mostrata ma un variegato campionario umano, visto come
sotto una lente d’ingrandimento. La mostra, curata dalla critica e
giornalista Enrica Viganò, è
arricchita da un video dove le immagini, sapientemente abbinate a rumori e
voci della strada opportunamente arrangiate, diventano una melodia che
rende più spettacolare la rappresentazione. Marco Lanza ha preso spunto
per l’esecuzione dei suoi originali ritratti, proprio dalla strada, dal
passaggio dei pedoni nell’angusta Via Guicciardini a Firenze. Marco,
osservando le persone transitare sul marciapiede, ha pensato di fissare
come su una tela quei gesti, l’ansia, la gioia e i tormenti dei
passanti. Il fotografo, dopo Firenze, ha continuato la sua ricerca per le
strade, le piazze, i musei, le spiagge di tutto il mondo, creando un album
dove emergono le stravaganze e i capricci nei quali l’umanità si
accomuna. Marco Lanza, nato a Firenze nel
1957, intraprende presto l’attività di fotografo, come autodidatta,
specializzandosi prevalentemente nella fotografia di moda e, dagli anni
novanta, collabora con importanti riviste quali “Vanity”, “Elle”,
“Bazar Uomo” e “Max”. Ha eseguito, inoltre, ritratti a diversi
personaggi della musica, dell’arte e dello spettacolo. “LA SFILATA”
è una sua ricerca personale che lo promuove tra i nuovi talenti della
fotografia. La Galleria “clickArt”, grazie al sostegno dell’agenzia
fotografica MARKA e dell’azienda tessile ZUCCHI, ha confermato, con
questa mostra, di essere diventata un punto di riferimento della giovane
fotografia d’autore. Per info: www.marka.it - www.marka,it/clicart.htm
- www.zucchicollection.org. Armando Melocchi
04-10-2005 armando.melocchi@tin.it Anima
da Porno-Star.
|