MUSEO MASTROIANNI:   "IL TRENO DEL SORRISO"

Una interessante mostra fotografica verrà inaugurata presso il Museo Mastroianni (Piazza S. Salvatore in Lauro, 15) il 16 giugno. La Mostra Fotografica di Teresa Emanuele "Il Treno del Sorriso", dedicata ai bambini di Smile Train.
Teresa Emanuele, fotografa volontaria di Smile Train Italia Onlus, ha partecipato a diverse missioni chirurgiche di cui rende preziosa testimonianza attraverso fotografie meravigliose ed emozionanti. Grazie a questa mostra gli occhi dei bambini, la gratitudine dei loro genitori, catapulteranno gli spettatori nei luoghi poveri e lontani che ospitano le missioni di Smile Train. Le foto rimarranno esposte al Museo Mastroianni dal 17 al 30 giugno.
Smile Train  un'organizzazione umanitaria che nasce con l'intento di restituire il sorriso e la speranza di una vita migliore ai bambini affetti da labiopalatoschisi, una malformazione del volto particolarmente diffusa nei Paesi con minori risorse, che comporta per i bambini che ne sono affetti, non solo difficoltà di nutrizione e problemi di logopedia, ma anche un profondo disagio sul piano dell'inserimento sociale, a causa dei pregiudizi, dell'ignoranza e delle superstizioni. Ad oggi Smile Train ha restituito il sorriso a più di 500.000 bambini di 75 Paesi in tutto il mondo.
Smile Train Italia costituita da volontari medici specialisti in chirurgia plastica, anestesia, pediatria ed infermieri, che gratuitamente mettono a disposizione la propria professionalità partecipando alle missioni mediche. Smile Train Italia ha una duplice missione:  intervenire chirurgicamente sui bambini affetti da malformazioni del volto; formare il personale sanitario locale dei vari Paesi con risorse limitate in cui effettua le missioni chirurgiche, sia attraverso l'organizzazione di training professionali intensivi, sia mediante la fornitura alle strutture visitate di tutto il materiale sanitario chirurgico ed elettromedicale necessario per poter gestire in autonomia la cura delle patologie malformative del volto, nel rispetto degli standard medici qualitativi internazionali.
Dal marzo 2007, grazie alla dedizione e all'impegno dei medici volontari di Smile Train Italia sono state realizzate missioni in Mozambico, Armenia, Afghanistan, Iraq, Uganda, Tanzania, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Georgia, Yemen, Haiti e Indonesia.

 30 maggio 2010                achille guzzardella

LE BAMBOLE DELL’OBLIO di Magda Palazzi e Agèlique DeVil.

  

Magda Palazzi è, oltre che Docente di Fotografia e Psicologia dell’immagine, una raffinata ed eclettica fotografa; Angèlique DeVil non è solo un brand, dove lusso ed eros raggiungono raffinati vertici sensoriali, ma anche l’interprete di uno stile di vita, uno stile mentale volto a soddisfare i propri bisogni di piacere. Dalla creativa unione artistica di Magda con Angèlique DeVil sono nate “Le Bambole Dell’Oblio”, una serie di immagini in mostra nel concept-store Angèlique Devil di Via Cerva 7 a Milano. L’esposizione, in corso fino al 26 giugno 2010, rappresenta una diversa interpretazione delle sexy dolls giapponesi viste attraverso la trasfigurazione scenica e creativa di Magda Palazzi e l’interpretazione della modella Elena Bellani. Le bambole rappresentano, nelle fotografie di Magda Palazzi e tramite i raffinati accessori e lingerie di Angèlique DeVil, una parodia dello stato di donna-oggetto. Il volto delle bambole diventa un tramite per esprimere il desiderio, la speranza, l’urlo di liberazione dei sensi di chi le guarda e vi si immedesima. Per info www.angeliquedevil.com.  

 

28-05-2010                    Armando Melocchi

 
GALLERIA NICOLETTA RUSCONI:    Antonio Biasiucci  " Molti "
La Galleria Nicoletta Rusconi è lieta di inaugurare al pubblico una personale di Antonio Biasiucci (Dragoni, 1961).
Il titolo della mostra prende spunto dall’opera “Molti” (2009), un polittico costituito da settantadue fotografie in bianco e nero scattate al Museo di Antropologia di Napoli e raffiguranti calchi di volti dagli occhi chiusi; una composizione di differenti scatti che esprime l’interesse dell’artista per la categoria della moltitudine.
La mostra si apre infatti con un’altra serie, intitolata “Pani”, sessanta fotografie ritraenti appunto questa tipologia di cibo, chiamato in causa come simbolo di vita.
I due lavori indagano concetti opposti rispetto a forme affini. Il volto umano, considerato anche nella sua struttura interna oltre che per la complessa simbologia di cui è significante, è chiamato in causa per riflettere sulla morte in contrapposizione alla vita. Per esempio, la calotta cranica, indagata nel suo essere sferica, viene ritrovata nelle forme circolari dei pani ritratti ma è anche ben visibile nei volti di “Molti”.
“Molti” (2009), originariamente pensato come installazione a pavimento di settantadue foto contenute in altrettante bacinelle di ferro, è stato prodotto dal Museo MADRE di Napoli per la mostra “Barock”, curata da Edoardo Cicelyn e Mario Codognato. Il Museo ha poi acquisito l’opera di Biasiucci per la sua collezione ed ora approda a Milano, per questa nuova occasione espositiva, nell’inedita versione di polittico a parete.
Come si legge nel catalogo della mostra “Barock”, a proposito di “Molti”: “Attraverso questi limpidi diaframmi emergono dal buio dettagli, frammenti d’identità senza nome, apparentemente simili eppure diversi gli uni dagli altri. Silenziosi custodi di storie oscure che qui trovano riscatto da un oblio nero quanto il fondo da cui ora affiorano con la forza di un chiaroscuro caravaggesco”.
Per quanto riguarda “Pani” (2007-2009), sessanta fotografie che hanno come soggetto primario appunto il pane, visto come una sorta di placenta che per definizione significa ciò che viene prima della nascita. Forme in divenire nelle quali l’artista intravede l’origine delle cose o i volti in via di definizione.
«Quella che cerco di promuovere – spiega Biasiucci in un’intervista pubblicata da “Il Mattino” di Napoli il 17 settembre 2009 - è una fotografia antropologica finalizzata a descrivere la storia degli uomini: una fotografia che cerca di andare al di là di un contesto, di un luogo, per isolare dei soggetti essenziali.»

La mostra, curata e accompagnata da un testo di Marco Tagliafierro, proseguirà fino al 28 luglio 2010.

Inaugurazione: giovedì 27 maggio 2010, dalle 18.30   Sarà presente l'artista

 

STANLEY KUBRICK Fotografo (1945-1950)

 

Stanley Kubrick è universalmente conosciuto come grande regista, capace di analizzare i più reconditi angoli oscuri dell’animo umano. Ci ha incantato con mirabili pellicole quali “Orizzonti di Gloria, “2001 Odissea nello Spazio”, “Barry Lindon”, “Shining”, “Full Metal Jacket” e “Eyes Wide Shut”, ma è pressoché sconosciuta l’attività fotografica del giovane Kubrick negli anni del dopoguerra. Questa lacuna è colmata dalla prima grande mostra fotografica sull’attività di Kubrick svolta tra il 1945 e il 1950 quando, a soli 17 anni, fu assunto dalla rivista americana LOOK ed eseguì una serie di reportage sulla vita quotidiana dell’America dell’immediato dopoguerra. Già dalle immagini in mostra si intuisce la sensibilità narrativa del futuro regista. Nove racconti fotografici, in uno splendido bianco e nero che solo la raffinata stampa delle pellicole può dare, spaziano da storie di cronaca e povertà, alla rappresentazione della middle e upper-class americane. Una particolare sensibilità per la composizione delle immagini fa intuire le qualità che Stanley affinerà, in seguito, durante la regia dei suoi film. Già con il reportage sul “Paddy Wagon” del 1949, il furgone usato per il trasporto dei prigionieri, Kubrick ottiene effetti cinematografici mettendo in posa gangster e poliziotti in immagini documentaristiche. Altre storie vengono illustrate con allusioni metaforiche ed effetti drammaturgici.  Tra queste incontriamo “la favola di un lustrascarpe” e la vita di “Una debuttante, Betsy Von Furstenberg”, passando, poi, attraverso l’analisi del quotidiano in due delle più prestigiose Università Americane, la Columbia e la Michigan. Non mancano immagini folkloristiche sul “Hot Dixieland Jazz” e sul mondo del circo. Nel 1948 viene commissionato a Kubrick un reportage di viaggio sul Portogallo, ma, ispirato dal grande fotografo francese Cartier-Bresson, Kubrick esula dal rappresentare paesaggisticamente i luoghi e costruisce, invece, una storia, coinvolgendo lo spettatore. Questa mostra, che si svolge al Palazzo della Ragione a Milano fino al 4 luglio 2010, ci apre gli occhi sul punto di vista del giovane Kubrick e sul suo modo di analizzare e rappresentare il mondo. Il catalogo della mostra è edito da Giunti. Per info: www.mostrakubrick.it  

21 aprile 2010                Armando Melocchi 

 

PAESAGGI, FIGURE, PAESAGGI.

              

Snam Rete Gas, il grande gruppo italiano di stoccaggio e distribuzione di gas naturale, ha voluto rendere omaggio al territorio italiano affidando una ricerca fotografica a tre dei migliori fotografi italiani: Giorgia Fiorio, Franco Fontana e Ferdinando Scianna. Le opere sono esposte in una mostra allo Spazio FORMA in piazza Tito Lucrezio Caro 1 a Milano fino al 7 febbraio 2010.            Appunti Siciliani è la sezione dove Franco Fontana, mirabile interprete di luce e colori, ha ritratto dettagli e paesaggi surreali che richiamano la magia e la realtà dell’isola. Ferdinando Scianna, fotografo siciliano, è, invece, stato chiamato a raccontare la pianura lombarda, i suoi spazi, i suoi vasti orizzonti e le attività che la animano. Giorgia Fiorio ha rappresentato le Alpi con immagini in bianco e nero dove il paesaggio e le montagne, in particolare, fanno da contorno al duro lavoro dell’uomo. Una mostra che, tramite la fotografia di questi tre grandi maestri, illustra come le diversità del paesaggio italiano non siano così tali, ma un filo conduttore, da sud a nord, unisce le caratteristiche del territorio e degli uomini. Un omaggio al panorama e all’uomo, sintesi di armonia e stile italiano unico nel mondo.

16-01-2010 Armando Melocchi

CALENDARIO PIRELLI 2010

         

Il calendario più famoso del mondo, il Calendario Pirelli, per l’edizione 2010, ha affidato la cura delle sue immagini all’irriverente fotografo Terry Richardson, noto per la trasgressività del suo comportamento e delle sue immagini a somiglianza del suo stile di vita. La location è Bahia, e le undici migliori Top Model del momento hanno impressionato i pixel della fotocamera di Richardson. Il duro lavoro svolto a circa 800 chilometri da Salvador de Bahia, tra palme svettanti, sabbia rosa, laguna blu, e animali tropicali è finalmente sotto i nostri occhi. Le splendide protagoniste del Calendario Pirelli 2010 sono: Miranda Kerr, Rosie Huntington, Ana Beatriz Barros, Lily Cole, Abbie Lee Kershaw, Daisy Lowe, Catherine McNeil, Gracie Carvalho, Marloes Host, Eniko Mahalik e Georgina Stojiljkovic, che, con questa edizione del “The Cal”, antrano a far parte di quel regno immortale che ha radunato tutte le protagoniste del Calendario delle passate edizioni. Sono trenta le fotografie erotiche che abbelliscono i mesi del 2010, con un forte richiamo alle passate edizioni del Calendario e ad atmosfere pop e folk degli anni ’60 e ’70. Lo stesso Tronchetti Provera ha sottolineato: ''Richardson ha messo insieme parte della nostra tradizione e la Pop Art''. Nelle immagini che coronano il calendario vediamo vecchi copertoni, animali, palme che uniti alla carnalità delle modelle creano un immaginario erotico degno del Calendario per eccellenza. 

      

25-11-2009                      Armando Melocchi

 

OLIVO BARBIERI – A Different Altitude.

        

Il progetto “A Different Altitude” nasce dal felice incontro tra il fotografo Olivo Barbieri e RON ZACAPA, pregiato rum invecchiato a 2300 metri d’altitudine, a significare una serie di monografie fotografiche dedicate alle città italiane riprese dall’alto. La prima città protagonista del progetto è Milano, a seguire saranno Firenze, Napoli, Catania e Genova. La prima mostra intitolata “site specific_MILANO 09” , dedicata alle immagini di un’inedita Milano ritratta da Olivo, è in visione alla Triennale fino al 15 novembre. La mostra è stata allestita grazie al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, la cui direttrice, Roberta Valtorta, ha curato l’introduzione allo splendido catalogo edito da Silvana Editoriale. L’esposizione ci mostra una città dai volumi e dalle forme inedite, dovute all’insolita visione dall’alto, e dalla particolare composizione ed esposizione voluta da Olivo, quasi a rendere disegni le immagini fotografiche. Le fotografie sono state riprese da un elicottero, esperienza non nuova per Barbieri, che, assieme alla macchina fotografica digitale ad altissima definizione, sono stati gli strumenti, i pennelli, si può dire, dell’artista.

28-10-2009     Armando Melocchi

 

ROGER BALLEN ALLA TRIENNALE DI MILANO.

 

Le immagini inquietanti e introspettive di Roger Ballen, fotografo cinquantanovenne Newyorkese, che indagano negli archetipi dell’inconscio, sono in mostra fino al 15 novembre alla Triennale di Milano. Una mostra originale che fa conoscere al grande pubblico il lavoro dell’artista americano, giunto in Italia grazie alla collaborazione del gallerista Massimo Minini, ultimamente dedito alla cura di eventi fotografici. Ballen, dopo trascorsi di documentarista dei movimenti giovanili degli anni ’60, una laurea in geologia e un periodo dedito alla pittura, si trasferisce in Sudafrica, dove si dedica a una fotografia socio-antropologica di ritratto dei volti e degli ambienti di emarginati. Roger indaga l’animo umano creando un contrasto tra l’eleganza formale delle pose e la drammaticità dei contenuti. Il neo-surrealismo di Ballen manifesta tutto il disagio inquietante delle anime ritratte. Una forma espressiva che mette i brividi, ma che, se analizzata nel linguaggio, è poesia della mente.  

08/10/2009      Armando Melocchi 

 

UNITED ARTIST OF ITALY.

          

Unire in una sola iniziativa tutto il meglio dell’arte e della fotografia contemporanea italiana è un’idea azzardata quanto bizzarra. Massimo Minini, celebre gallerista bresciano, invece, ha avuto la brillante idea di allestire una mostra dove 22 celebri fotografi italiani hanno ritratto i protagonisti della scena artistica italiana dagli anni sessanta ad oggi. Una collezione di immagini raccolta dallo stesso Minini in un decennio di ricerche iconografiche. La passione che ha accompagnato questa ricerca si esprime nelle duecento fotografie esposte fino al 31 gennaio alla Fondazione Stelline in Corso Magenta 41 a Milano. Fotografi del calibro di Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Elisabetta Catalano, Luigi Ghirri, Uliano Lucas, Nino Migliori o Ferdinando Scianna, per citarne solo alcuni, hanno interpretato artisti quali Giorgio De Chirico, Mimmo Paladino, Maurizio Cattelan, Andrea Pistoletto, Piero Manzoni, Giorgio Morandi, Lucio Fontana e tanti altri, in splendide immagini che, assieme, sono il filo conduttore di un racconto che ci illustra il desiderio artistico di cambiare il mondo. Le immagini fotografiche hanno colto, “Carpe Diem”, il vigore, l’ansia e la creatività degli artisti in esse raffigurati. Mai le arti figurative sono state così vicine e intimamente rappresentate. Un grazie, di cuore, a Massimo per la splendida occasione che ci ha dato.

      

Milano, 24-09-2009              Armando Melocchi  

 

GIOVANNI GASTEL  –  Maschere e Spettri.

                            

Ecco, il lato oscuro del desiderio ha un volto, anzi, i diversi lati oscuri dell’animo umano hanno i volti e i corpi che Giovanni Gastel ha immortalato nella mostra “Maschere e Spettri”, in esposizione fino al 25 ottobre nel Palazzo della Ragione in Piazza Mercanti 1 a Milano. Gastel è uno dei più affermati fotografi italiani, le sue immagini sono frutto di una profonda analisi e sperimentazione e la sua fotografia ha accompagnato l’evoluzione del costume negli ultimi vent’anni. Maestro del bello in senso assoluto, ha cercato di interpretare, con le immagini di questa mostra, il bello del male e dell’opposto del vivere, ovvero della morte. Le modelle muse, di solito raffiguranti la perfezione della bellezza, qui appaiono trasfigurate e stravolte in pose destabilizzanti e tetre. L’assessore Massimiliano Finazzer Flory, presentando questa ricerca di Gastel, ha citato Baudelaire: ”Ah, mia povera musa, che cos’hai stamattina? Nei tuoi occhi infossati fan ressa le visioni notturne, a freddi lampi sul tuo viso passano taciturni l’orrore e la follia”. Le muse di Giovanni Gastel ci mostrano tutte le loro angosce, l’orrore e la follia. L’esposizione è stata curata da Germano Celant, il catalogo è edito da Skira.

                         

Milano, 22-09-2009             Armando Melocchi

 

ASTRAZIONI METAFISICHE di Nicola Brindicci Bonzani.

                 

“Le mie immagini fotografiche nascono dal desiderio di rappresentare il mio inconscio e il mondo immaginifico che lo abita”, così il fotografo Nicola Brindicci esordisce nella presentazione delle sue opere. L’incanto e la magia, infatti, ammaliano lo spettatore delle splendide creazioni di Nicola. Sì, creazioni, perché le immagini di Brindicci nascono prima nel suo subconscio e poi le materializza, all’alba o al tramonto, usando frammenti del quotidiano che, sapientemente scelti e disposti, ci guidano nel suo mondo. Un mondo fatto di cielo e di mare, di vele spiegate al vento, di pianeti lontani ove lo sguardo si perde a pensare. E’ una fotografia colta, ricca di tecnica ma anche di linguaggio e di sapienza compositiva. La Galleria Blanchaert, in Piazza Sant’Ambrogio 4 a Milano, ospita in questi giorni le splendide immagini fotografiche e di Nicola Brindicci, un’occasione per perdersi nei suoi mondi immaginari.

17-06-2009 Armando Melocchi 

 

FLORIS NEUSÜSS  - Early works

                                    

Con il termine “fotografia” si intende un procedimento chimico/fisico volto ad ottenere un’immagine stabile, su un supporto opaco o trasparente oppure digitale, formatasi per proiezione ottica all’interno di una camera oscura (la nostra macchina fotografica). Il”fotogramma”, spesso nominato a sproposito per descrivere una fotografia, è, invece, una stampa realizzata senza apparecchi, la cui immagine è realizzata sovrapponendo alla carta sensibile direttamente gli oggetti/soggetti. In pratica è come fotografare delle ombre direttamente appoggiando i soggetti sulla carta fotografica. Con questa raffinata tecnica Floris Neususs, tedesco nato a Lennep nel 1937, ha realizzato stupefacenti immagini oniriche di corpi e oggetti a grandezza naturale. I suoi migliori fotogrammi, alti anche oltre i due metri, sono esposti fino al 2 agosto 2009 alla Galleria Carla Sozzani di Corso Como 10 a Milano. La padronanza tecnica del mezzo espressivo messa a punto da Floris sin dagli anni cinquanta, gli ha permesso di realizzare fotogrammi che evocano le immagini lasciate dai nostri avi nelle caverne del neolitico. Corpi fluttuanti nello spazio accompagnati da fiori e foglie creano inquietanti interrogativi sulle nostre origini e il nostro rapporto con la natura. Da non perdere.   

15-06-2009 Armando Melocchi  

 

INCANTESIMO&PARALISI

             

Nei ritratti della giovane fotografa milanese Sara Scamarcia, esposti alla Pasticceria Desantis di Via Tortona a Milano, emergono le contraddizioni e le inquietudini dell’oggi giovane. Una “crisi” che si fa bella nello stile “fashion” delle immagini di Sara, dove un manager, dopo il licenziamento, si traveste da pulisci-vetri e una nobildonna chiede l’elemosina per mantenere maggiordomi e cuoco. Un po’ di magia e incantesimo, appunto, pervadono i ritratti “giovani” della fotografa. Sara, con ironia e stile disincantato ci manifesta un mondo di insicurezze mascherate dietro gli accenti del gossip e della moda. Bella prova d’artista che esce dagli schemi abituali della fotografia di ritratto.

10-06-2009 Armando Melocchi     

 

A CHI VA PER FAVOLE NEI PIOPPETI

 

Luca Piola approda alla fotografia dopo gli studi di Giurisprudenza, dapprima come assistente in fotografia pubblicitaria e industriale, poi, sempre più spinto dalla voglia di raccontare il mondo e la sua gente, approda al reportage. Inizia così una serie di servizi dove, con le sue immagini, da voce alle storie di luoghi e persone. E’ così che, nel centenario della nascita dello scrittore Giovannino Guareschi, Luca effettua un lungo viaggio fotografico alla riscoperta dei luoghi del Grande Fiume Po’ dove lo scrittore ha ambientato le sue storie. Durante il viaggio, durato un anno, Luca Piola racconta, con la fotografia, ambiente e persone cogliendone il lato più intimo, collegando le storie del passato con la realtà attuale, rivivendo la magia dei luoghi. Come nella frase di Guareschi: ”A chi va per favole nei pioppeti" la terra e le genti del Po’ si svelano a noi attraverso l’occhio del fotografo che ne ha fissato le più belle tracce narrative. A conclusione di un anno di lavoro è nato un libro, MUP editore, e una mostra che, grazie al contributo di Canon, CAF e Grazia Neri, illustrano l’opera del fotografo. Possiamo ammirare le poetiche immagini di Luca alla Galleria Grazia Neri, in via Maroncelli 14 a Milano, fino al 26 giugno 2009.

03-06-2009 Armando Melocchi  

TEL AVIV – Miracolo mediterraneo, la città sorta dalla sabbia.

 

La capitale d’Israele è stata resa famosa dalla cronaca politica e di guerra degli ultimi quarant’anni, ma non viene, purtroppo, ricordata come una delle capitali più moderne, innovative e “giovani” del bacino mediterraneo. Ingiustamente trascurata dagli operatori turistici, considerata meta pericolosa, non ha avuto modo di far apprezzare la propria identità storica e culturale, inoltre è un esempio unico di come l’uomo sia riuscito a costruire una moderna ed efficiente città dove prima c’era il deserto. Si festeggia quest’anno il centenario della sua fondazione e una splendida mostra fotografica le rende omaggio nelle sale dello Spazio Krizia di Via Manin 21 a Milano. La mostra è articolata in due sezioni distinte; una rassegna di foto storiche di Avraham Soskin (1881-1963) ci mostrano la nascita della città e la sua evoluzione nei primi decenni del ‘900, mentre il fotoreporter Ziv Koren ci mostra la Tel Aviv attuale, moderna, giovane non priva di compromessi tra la profonda tradizione religiosa ebraica e i nuovi costumi imposti dal mercato. Accompagnano la mostra, inaugurata il 22 maggio dal sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, una sarie di convegni e avvenimenti culturali. L’esposizione, allestita grazie al contributo dell’Agenzia Grazia Neri, curata dal Prof. Mordechai Omer, direttore del Museo d'Arte di Tel Aviv, rimarrà aperta fino al prossimo 7 giugno.  

23-5-2009 Armando Melocchi

 

44+1 AUTORITRATTI

                                             

I muri e i marciapiedi delle nostre città sono stati colorati, durante quest’ultimo decennio, da diversi “writer” o “street artist” che sono diventati famosi attraverso sigle quali Pao, Bros o Dem, ma dietro quei segni e quelle sigle i loro volti sono ignoti. Marina Alessi, affermata fotografa romana, li ha ritratti, fotografandoli in bianco e nero su pannelli di grande formato e poi li ha coinvolti facendogli dipingere le fotografie che li rappresentavano. E’ nata, così, una serie di immagini artistiche dove ognuno, intervenendo sulle foto con il loro inconfondibile stile, si è autoritratto. I 44 writers + 1, la fotografa, hanno così creato una galleria che rappresenta un unico “autoritratto” della “street artist” italiana. Le opere sono state inserite in un catalogo edito da Vallecchi con le presentazioni di Dario Fo e Roberto Mutti, ed esposte alla Don Gallery di Via Cola Montano 15 a Milano.  

Armando Melocchi 15/5/2009   

 

BRERA…COM’ERA.

                                          

Alla fine degli anni settanta il quartiere di Brera non era ancora entrato nel vortice della moda e del rampantismo degli anni ottanta, con i suoi happy hour, le modelle in frenetica corsa, gli Yuppies e gli show room. Brera era ancora un angolo di Milano caratterizzato dalle case gialle di ringhiera, si respiravano i sapori della latteria con polli e uova, del fruttivendolo e della trattoria dove ti facevano la zuppa di fagioli e le polpette, magari in cambio di quella tela che mai saresti riuscito a vendere. Al bancone del Bar Giamaica servivano bianchini ai personaggi d’arte e ringhiere di quel mondo bohemien. S’incontravano pittori, attori più o meno famosi, ma anche imbianchini, robivecchi, idraulici. Quel mondo, svanito rapidamente nel decennio della “Milano da bere”, rivive nei 120 ritratti fotografici di Enzo Nocera esposti alla Galleria BelVedere a Milano nella mostra dal titolo “GENTE DI BRERA” curata da Maddalena D’Alfonso. Ritratti maschili, ricchi di forza espressiva, tutti ripresi nella stessa posa di tre quarti, con lo sguardo fiero verso l’obiettivo, quasi a imporre al mondo che stava cambiando, l’orgoglio di appartenere a quel romanticismo che di lì a pochi anni sarebbe scomparso.  

Armando Melocchi 15/05/2009

QUESTA E’ LA GUERRA ! ROBERT CAPA al lavoro - GERDA TARO – Retrospettiva  

 

Robert Capa è il fotoreporter di guerra più famoso al mondo, ammirato e nello stesso tempo tanto criticato, per una sola foto che ritrae un miliziano nell’atto di cadere colpito a morte. Un’icona contro l’assurdità della guerra. Ma, Capa, deceduto nell’adempimento del suo dovere in Indocina nel 1954, ha documentato tutti i più importanti conflitti dagli anni ’30 fino al momento della sua tragica fine su una mina. In un’epoca dove la fotografia era l’unico mezzo per documentare gli avvenimenti del mondo, i fotografi di guerra come Robert Capa divennero leggenda. Allo spazio Forma di Milano, gli è dedicata un’ampia mostra fotografica di oltre 300 immagini che copre tutta la sua attività attraverso i conflitti di quegli anni. Oltre alle fotografie, documenti personali, lettere, negativi e provini ci aiutano a comprendere l’opera del fondatore dell’agenzia Magnum. Accanto alla monumentale mostra su Robert Capa, una retrospettiva della fotografa Gerda Taro, compagna di Capa, anch’essa fotografa di guerra, che con rara sensibilità ha documentato la guerra civile spagnola. Deceduta anche lei sul campo di battaglia investita da un carro armato nel 1936, le sue foto sono poco conosciute e questa mostra ne rende definitivo omaggio. Le mostre saranno aperte dal 28 marzo al 21 giugno 2009 in P.za Tito Lucrezio Caro 1 a Milano. Info: www.formafoto.it .  

28-03-2009 Armando Melocchi

 

MILANO PHOTOFESTIVAL 2009 – La fotografia abita qui.

Ambientato in Gallerie e luoghi prestigiosi quali Palazzo Turati, si snoda dal 16 marzo al 15 aprile  il PHOTOFESTIVAL 2009 a Milano. Giunto alla sua quarta edizione, fa da palcoscenico di grande risonanza al PHOTOSHOW che si terrà dal 27 al 30 marzo a FieraMilanoCity.

Sarà un momento culturale di importanza internazionale che catalizzerà l’attenzione sull’arte fotografica nelle sue molteplici e controverse interpretazioni. Come Diane Arbus ebbe a dire:

”Una fotografia è un segreto di un segreto. Quanto più ti racconta, tanto meno ne saì”  così le diverse mostre sparse in città, cercheranno di guidare i visitatori in un percorso non privo di emozioni e…di segreti svelati dalla camera oscura. Tra le mostre da segnalare:

MATRIOSKE di Gianluca Chiodi a Palazzo Turati via Meravigli 9

Bambole viventi in gentile stato di grazia.Un personale omaggio alla generosità femminile ed alla fertilità della terra. Ritratti di donne in gentile stato di attesa (e di grazia!) vivacemente colorate con l'aggiunta di un tocco. di kitsch, peccato originale dell'artista.

POLAROIDS di Franco Fontana  Galleria Cà di Frà via Carlo Farini 9

Una mostra omaggio al maestro del colore. "Fontana penetra subito, con il suo stile, nell'immaginario sociale, offrendo bellezza alle cose e al paesaggio…".

BESTIARIO di Dominique Laugè  Galleria 70 via Moscova 27

19 fotografie raccolte nel corso di tre anni negli zoo francesi e italiani, veri e propri ritratti, che pongono perfettamente in luce i caratteri dei soggetti attraverso una personalissima interpretazione della forma, delle inquadrature e dei colori.Un rimando alle coloratissime miniature medioevali che accompagnavano le descrizioni delle "sembianze" e delle "nature" animali nelle opere di questo genere.

ANNI SETTANTA di Aldo Bonasia Galleria Bel Vedere via Santa Maria Valle 5

Ci sono diverse altre immagini, spesso inedite nei bianchi e neri della mostra personale la prima tenuta a Milano, attraverso le quali il fotografo ci racconta, con la sua asciutta durezza, ma anche con una inaspettata, dolce ironia, avvenimenti e personaggi degli anni Settanta... 

Per info e programma completo: http://www.photoshow.it/news_photofestival.html  

Armando Melocchi    

 

FELLING ELEMENTS AL CIRCOLO DELLA STAMPA  

In questi giorni a Milano è stato presentato, presso la Sala Lanfranchi del Circolo della Stampa, il libro fotografico "Feeling Elements" di Sergey Yastrzhembskiy a cura di Edizioni Medicea.Sergey Yastrzhembskiy, già giornalista, diplomatico e Consigliere del Presidente V. Putin per i rapporti con UE, è soprattutto artista che ha fatto della fotografia il suo linguaggio elettivo, raggiungendo una conclamata singolarità e qualità di risultati. Il volume monografico “FEELING ELEMENTS" presenta una raccolta di fotografie di vedute aeree (da elicottero, mongolfiera, piccoli velivoli) che costituiscono i quattro elementi naturali in cui la natura si mostra rapita inun’estasi benigna, in una bellezza calma e sovrana, che sembra ignorare la minaccia impostale dal cosiddetto “progresso” del genere umano.“Questi lavori di Sergey Yastrzhembskiy così esplosivi e pieni di distanze che danno magia a quello che rappresentano, mi lasciano stupefatto come può restare un vecchio contadino quando guarda la sua vigna in ottobre piena di foglie rosse”: con queste parole Tonino Guerra ha riassunto tutte caratteristiche di pensiero e di poesia che non possiamo non leggere nelle opere stupende di Sergey.Alla conferenza stampa, curata dal Centro Diffusione Arte, hanno partecipato, oltre all’Autore: Domenico Montalto, giornalista e critico d’arte, Prof. Maurizio Rebuzzini, Direttore della rivista “FOTOgraphia” e docente di Storia della Fotografia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, Davide Mengacci, fotografo e presentatore televisivo, Prof. Lello Piazza, photo editor e ricercatore Università Politecnico Milano, Elio Fiorucci, Stilista.

 Marzo 2009                                              PR.Red.

 

FRANCESCO CARUSO – MUSE

                  

Genio del desnudo.  La fotografia di nudo artistico è sempre stata di difficile interpretazione; al fotografo è richiesta una particolare sensibilità per non cedere nell’esplicito e nel volgare. Nell’arte il confine tra erotico e pornografico è molto labile e l’artista misura la sua abilità e sensibilità con non facili equilibrismi su quella linea di confine. Francesco Caruso, fotografo toscano, dopo felici esperienze nella pubblicità, moda e cinema, approda al glamour e al nudo artistico e, con una raffinata interpretazione delle forme e dei gesti, eleva la foto di nudo ad opera d’arte, confermando come si può interpretare il nudo e l’erotismo con sensibilità e raffinatezza. Non a caso le sue apprezzate fotografie sono apparse su  Panorama, Max e Maxim dove, in Spagna, è stato definito “Genio del desnudo”. Sull’onda di questo successo è nato il libro “MUSE”, edito da Alsaba Edizioni, che raccoglie il lavoro di Francesco svolto negli ultimi cinque anni, dove in raffinate composizioni mostra il meglio della sua arte e delle sue modelle. Il libro è l’occasione per una serie di mostre itineranti ospitate nella catena alberghiera “UNA Hotels & Resorts” che ha fatto da location anche a molti degli scatti raccolti nello splendido libro fotografico. La prima mostra e presentazione del libro “MUSE” a Milano è dal 14 al  22 novembre 2008 presso l’UNA Hotel Tocq in Via De Tocqueville 7/d adiacente a Corso Como, una delle zone più alla moda della città. Per info: www.francescocaruso.com.   

                                            

Armando Melocchi www.myspace.com/armandomelocchi

 

BETTINA RHEIMS - PUOI TROVARE LA FELICITA’ - SGUARDI DI DONNE SENSUALI E COMPLICI.

          

Allo spazio FORMA di Piazza Tito Lucrezio Caro 1 a Milano, in mostra le immagini della fotografa francese Bettina Rheims, nata nel 1952, con un passato di modella, giornalista e fotografa ufficiale del presidente francese Jaques Chirac che la nominò Cavaliere della Legion d’Onore. Le fotografie di Bettina indagano il lato più glamour e trasgressivo del mondo femminile, attraverso sguardi complici e irriverenti di donne in pose audaci. Di fronte al suo obiettivo hanno posato attrici, modelle, spogliarelliste e pop star, ma anche donne comuni, tutte messe in scena da Bettina che, tra gioco e provocazione, ha creato delle immagini di donne sensuali protagoniste della scena e della vita. Lo stile della Rheims è unico e frutto di un lavoro paziente, accurato, volto a creare delle donne perfette icone di se stesse. Le oltre 90 grandi fotografie in mostra a Milano, sono una retrospettiva e un omaggio al lavoro della fotografa. Per il particolare contenuto e significato delle immagini esposte, la mostra è vietata ai minori di anni 16.     24-9-2008 Armando Melocchi      www.myspace.com/armandomelocchi

                               

Milano, Piazza Tito Lucrezio Caro, 1     INFO: FORMA Centro Internazionale di Fotografia 

 

FAMIGLIA CHA VAI, FRIGO CHE TROVI - Fotografie di Ambra Zeni. 

Una volta si diceva “Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” oggi, la fotografa Ambra Zeni, ha usato il sinonimo “Famiglia che vai, frigo che trovi” per dare il titolo ad una ricerca fotografica sui consumi e sui consumatori. Ambra ha chiesto di aprire dinanzi al suo obiettivo due porte: quella di casa e quella del proprio frigorifero. Gli scatti rubati a queste “intimità” hanno creato un interessante panorama sui modi di convivere e sui consumi nella moderna società italiana. Le foto di Ambra ci mostrano, oltre alla famiglia modello “Mulino Bianco”, una società di convivenze composte da semplici amici, oppure da coppie gay, da padri o madri separati con figli, singoli divorziati coi genitori, vedovi e molte altre “coppie” con un fattore che li accomuna: una certa omogeneità negli acquisti. Diverso è solo il modo di riempire i frigoriferi, influenzato dal ritmo di vita di ciascuno e dal numero di conviventi ma specchio comune di una società influenzata dai consumi in continua evoluzione. Un interessante sguardo dentro le abitudini di ciascuno di noi.Le immagini della fotografa Ambra Zeni, venticinquenne laureata in Comunicazione alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Statale di Milano, sono oggetto di una mostra alla Fabbrica Del Vapore in Via Procaccini 4 a Milano, dal 16 al 27 settembre 2008; info: www.polifemo.org

Armando Melocchi -  www.myspace.com/armandomelocchi    

MASSIMO SESTINI – NEWS PICTURES 

Trent'anni di storia italiana, tra costume, politica, cronaca, ritratti, gossip sono passati sotto l’obiettivo di Massimo Sestini, fotografo pratese classe 1961. Dal 18 al 24 settembre 2008, la Galleria Grazia Neri di Milano gli dedica una mostra, la prima della sua brillante carriera. Sestini è un fotografo straordinario, un “paparazzo dell’informazione” il cui successo si misura in una costante presenza sulle pagine delle maggiori testate giornalistiche nazionali e internazionali. Massimo, come nessun altro, ha la capacità di raccontare da vicino, velocemente, senza limiti, gli eventi, «sapendo combinare in modo straordinario contenuto, tecnica e composizione», come afferma Grazia Neri. La mostra a lui dedicata è un rapido sguardo su trent’anni di fotografie che raccontano in maniera spettacolare le piccole e grandi storie del nostro Paese e del Mondo; spaziando dalla cronaca al ritratto, dalle “paparazzate” alle foto che documentano avvenimenti storici e immani tragedie. Galleria Grazia Neri – Via Maroncelli 14 – Milano www.grazianeri.com 

Milano - 18-9-2008 Armando Melocchi   www.myspace.com/armandomelocchi 

 

ALIDA VALLI, MOSTRA E VOLUME        

Una mostra fotografica e un volume che raccoglie le immagini  delle quattro rassegne iniziate a partire dal 2005 fino ad oggi. Con questa dedicata ad Alida Valli si conclude il ciclo di quattro mostre dedicate ad alcune grandi attrici italiane che hanno segnato la storia del cinema italiano e non solo, diventate icone. Ospitata in  un piccolo spazio ricavato all’interno del negozio di San Pietro all’Orto, 26 – Milano, di Pier Giuseppe Moroni e curata dall’Agenzia Neri che ha fornito le fotografie. Fino all’8 settembre 2008, ingresso libero, dal martedì al sabato dalle 9,30 alle 18,00. L’esposizione ricostruisce in parte la straordinaria carriera attraverso alcune delle più belle foto scattate sul set dei molti film che ha interpretato. Alida Valli icona di eleganza e bellezza, di rara personalità e capacità recitativa. Grande interprete che giunse al successo nel 1941 con il film di Mario Soldati, tratto dal romanzo di Antonio Fogazzaro, Piccolo mondo antico. Dall’esperienza dei telefoni bianchi al thriller di Dario Argento, inoltre è stata diretta da Alfred Hitchcock nel film Il caso Paradine, 1947, da Carol Reed, Il terzo uomo,1949 e da Luchino Visconti (indimenticabile la sua interpretazione in Senso del 1954). Il volume icone, edito da Electa, riunisce le foto di tutte le esposizioni, la prima dedicata a Monica Vitti, la seconda a Virna Lisi, la terza a Silvana Mangano, fino a concludersi con questo appuntamento. Testi di Gemma Brandi e Pier Giuseppe Moroni, pagine 144, in vendita in libreria al prezzo di 35 euro, Verona, 2008. Proprio di recente si è conclusa la mostra antologica dell’artista-fotografo Arturo Ghergo al Palazzo Reale di Milano dal titolo “Arturo Ghergo. L’immagine della bellezza”. In mostra gli scatti dell’artista che immortalò le stelle del cinema italiano. Da Alida Valli a Silvana Mangano, tra l’altro inserita nel catalogo della mostra. Alida Valli era la diva preferita dall’artista. Le fece parecchi ritratti, tutti differenti tra loro. Riusciva ad essere sempre diversa e possedeva un grande fotogenia. Insomma non si ripeteva mai la stessa espressione.

Milano - 10 luglio 2008 -                 Giuseppe Lippoli

Francesca e Kerstin :   RACCONTI E IMMAGINI DI BAMBINI

Presso "Libri e Caffè", via Pietro Maestri 1/angolo viale Premuda, dal 10 al 17 maggio, (inaugurazione sabato 10 maggio dalle ore 17), verranno presentati il libro di Francesca Colosi  e la mostra fotografica di Kerstin Schonbohm. I protagonisti di entrambi gli eventi sono i bambini. Bambini  spesso meno fortunati di quelli che incontriamo abitualmente ma non per questo meno ricchi di sentimenti, di gioia di vivere e storie da raccontarci.

Milano - 8 maggio 2008 -                 ago

Il linguaggio universale nelle fotografie del World Press Photo 2008 

Da più di cinquant’anni le migliori fotografie giornalistiche provenienti da ogni parte del mondo vengono proposte, selezionate e inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam, dove una giuria composta dai più accreditati esperti, eleggono le migliori immagini dell’anno, divise per categorie. Dal 1955 il premio è diventato uno dei più ambiti e importanti riconoscimenti per i fotogiornalisti. Le foto vincitrici dell’ultima edizione sono in mostra dal 3 al  25 maggio alla Galleria Carla Sozzani di corso Como 10 a Milano. La mostra del WPP ha una valenza storica, oltre che giornalistica, in quanto nelle 10 categorie del premio vengono riassunti tutti gli avvenimenti più importanti dell’anno 2007. I fotografi premiati sono capaci di sintetizzare, spesso in una sola immagine, le sensazioni di un avvenimento comunicandolo a tutto il mondo, trascendendo dalle differenze culturali, linguistiche e sociologiche. In sintesi, il WPP eleva la fotografia come linguaggio universale, che raggiunge livelli altissimi di comunicazione. La mostra di corso Como è organizzata dall’agenzia Grazia Neri e si svolge in contemporanea con la mostra al Museo di Roma in Trastevere organizzata dall’agenzia Contrasto. Sponsor internazionali sono Canon e TNT. L’immagine eletta foto dell’anno 2007 è quella del fotografo inglese Tim Hetherington che rappresenta, purtroppo ancora una volta, un soldato della guerra in Afghanistan che, stanco, prostrato e affranto, riposa in un bunker. Gli italiani premiati in diverse categorie sono stati Francesco Zizola, Simona Ghizzoni, Stefano de Luigi e Massimo Siracusa, a loro vanno i nostri più sinceri complimenti.

Per info: www.worldpressphoto.org  www.grazianeri.com  04-05-2008 Armando Melocchi www.myspace.com/armandomelocchi

 

"IL SECOLO DELL'AVVOCATO"

Da mercoledì 23 aprile, fino al 2 giugno 2008, al Palazzo della Ragione sarà aperta al pubblico la mostra “IL SECOLO DELL’AVVOCATO” dedicata a Gianni Agnelli a cinque anni dalla scomparsa.
Curata da Marcello Sorgi, l’esposizione, giunta a Milano dopo le tappe di Roma e Torino, ripercorre la vita di Agnelli attraverso filmati, immagini e una raccolta di oltre duecentocinquanta scatti di grandi nomi della fotografia italiana e internazionale.
“Grazie alla documentazione completa curata da Marcello Sorgi – ha detto l’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi -, la mostra racconta la vita di Gianni Agnelli in un percorso fotografico che, documentando tutta la varietà degli incontri che ha fatto nella vita, ripercorre la storia di questa grande personalità della storia italiana, che ha indicato mode, tendenze, gusto, sensibilità, amore per la vita”.

FOTOGRAFIA EUROPEA:  ROXANNE LOWIT - GIUSEPPE VARCHETTA                    

Mercoledì 30 aprile alle ore 19 aprirà la mostra fotografica Pattern Room. Fotografie di Roxanne Lowit e Giuseppe Varchetta, con un testo di Marco Belpoliti, presso la Collezione Maramotti in via Fratelli Cervi 66 a Reggio Emilia. Il titolo dell’esposizione è aperto, volutamente evocativo.
Richiama inoltre l’antica funzione dei locali in cui la mostra è allestita: l’ideazione e la realizzazione di prototipi e modelli, quando l’edificio era fabbrica di produzione Max Mara.  
La mostra si inserisce all’interno della manifestazione Fotografia europea, organizzata dall’amministrazione cittadina, che quest’anno è alla sua terza edizione e ha come tema il corpo nel suo aspetto multisensoriale.
Le immagini di Roxanne Lowit e di Giuseppe Varchetta sono due diversi sguardi che documentano, interpretandole, le intriganti relazioni tra il corpo delle opere, degli artisti e dei visitatori nello spazio espositivo, scatti realizzati in occasione dell’opening della Collezione. La mostra vuole evidenziare questo complesso sistema di relazioni di forze e di energie che si potenzia nei reciproci rispecchiamenti.
Un testo critico di Marco Belpoliti accompagna e commenta il lavoro dei due fotografi, proponendo una riflessione sulla triangolazione autore, opera, visitatore e sul ruolo del fotografo.  
Gli scatti di Roxanne Lowit rendono protagonisti i corpi, trasformando in icona l’artista dinnanzi al proprio lavoro oppure “rubando” insolite confidenze fra artisti e opere in un gioco di libere ed eleganti narrazioni. Lei stessa dichiara: “Le nove fotografie scelte mostrano non solo gli artisti, i loro lavori e le proprie muse, ma anche gli spettatori che interagiscono con le opere, immortalando lo spirito del momento –l’interazione tra macchina fotografica e soggetto, tra artista e musa, tra me e voi. Sono ora completamente ritornata ai “patterns” (“modelli”, “fantasie”, “disegni”), avendo io cominciato la mia carriera disegnando fantasie come designer tessile. Fui felicemente fuorviata da una macchina fotografica che mi ha oggi riportato alla “modelleria” in cui una volta i modelli venivano tagliati e dove il percorso della creatività continua”.  
Le immagini rigorosamente in bianco e nero di Giuseppe Varchetta riprendono spazi rarefatti, ma densi di significato e fissano le energie sottili che corrono tra corpi che si tangono: quelli dei visitatori e quelli delle opere, consegnandoci identità inedite delle opere stesse, ogni volta rinnovate dalle differenti percezioni di chi guarda.

Gourmand World Cookbook Award 2008

Miglior libro fotografico al mondo sul vino Il nostro libro 'Le Marche... l'orto del vino' ha partecipato il 13 aprile 2008 all’Olympia Theatre di Londra al 'Gourmand World Cookbook Awards' 2008. Per la manifestazione sono arrivati librida ben 107 paesi e hanno partecipato 25 editori italiani. Siamo felicissimi di comunicare a tutti gli amici lettori che in finale 'Le Marche... l’orto del vino' ha vinto il premio come 'Miglior libro fotografico al mondo sul vino' superando la concorrenza di libri provenienti da 12 paesi. L’editore, l’autore Andrea Zanfi e il fotografo Giò Martorana esprimono un sincero ringraziamento a tutti. 'Il volume fa parte della collana annuale sulle grandi aziende vitivinicole delle regioni d’Italia. Andrea Zanfi intervista i protagonisti di storie affascinanti e lunghe tradizioni. Giò Martorana offre un’incredibile serie di foto con il suo tocco elegante e appassionato'. Carlo Cambi, Andrea Zanfi e Giò Martorana hanno vinto precedentemente come “Migliori al mondo” nel 2004 con “Viaggio tra i grandi vini di Sicilia”. Carlo Cambi (Poggibonsi - Siena) è stato anche premiato “Migliore editore al mondo per il settore vino” nel 2005.

Per maggiori info: www.carlocambieditore.it 

Milano - 21 aprile 2008 -   c.stampa

ANDREA BARIN:  " DISEGNI "        alla Forni Galleria d'Arte di Bologna -  dal 12 aprile

Il disegno è il mezzo espressivo che Andrea Barin predilige, è "un giovane artista torinese, amante dell’incisione e delle tecniche di quest’arte antica ma, soprattutto, e forse conseguentemente, amante della matita e del disegno, come cifra unica di identità artistica." Queste le parole di Daniela Del Moro, autrice del testo in catalogo, Saranno una ventina le opere selezionate per questa personale, tutte di formato medio (salvo un grande disegno di un metro e mezzo) e tutte eseguite a matita su cartoncino Schöller. Concepiti con un’attenzione particolare al dettaglio, i suoi disegni raffigurano interni o particolari di interni che spesso rivelano un'apertura verso l'esterno, una finestra spalancata sui tetti della città, una porta aperta su un giardino, su un patio o un terrazzo,  sempre e comunque frammenti di realtà, rigorosamente in bianco e nero ed esclusivamente eseguiti a matita.
 Così Daniela Del Moro interpreta il suo lavoro:  "(…) Lontano dalla più decadente nostalgia, il sentimento malinconico di un artista come Barin alimenta la sua ricerca per un nuovo “senso” del tempo, un tempo che Lui ha “sofferto” da adolescente e che lo riscatta, oggi, in una dimensione straordinaria del “fare”: i suoi disegni sono, infatti, opere del tempo, nella stratificazione lenta di mine che aggiungono forme ad un ricercato equilibrio del chiaro-scuro. Un tempo diventato compagno di vita, amico di letture e collega di tecniche raffinate per raccontare e sfogliare un personalissimo diario, un “paesaggio” dove ogni elemento è attore e non comparsa, dove “nulla accade per caso” e nulla è solo ricordo…" (…)
Andrea Barin nasce nel 1971 a Torino. Dopo la maturità artistica prosegue gli studi all'Accademia Albertina conseguendo il Diploma di Pittura nel 1996. Vive e lavora a Torino.

 

BINARIO 21 – AL CONFINE TRA CITTA’ E CAMPAGNA.

                     

Alla Stazione Centrale di Milano, al Binario 21, esposte 50 fotografie in grande formato dei due maestri italiani Gabriele Basilico e Gianni Berengo Gardin, che illustrano il variegato paesaggio del Parco Agricolo Sud di Milano. Il lavoro, commissionato dalla Provincia e dal Touring Club Italiano, in collaborazione con Grandi Stazioni, ha fatto da cornice alla presentazione della nuova Carta Turistica del Parco Sud, edita dal Touring. Le fotografie di Basilico e Berengo Gardin, in un impeccabile bianco e nero, ci restituiscono l’atmosfera della campagna, degli allevamenti, delle corti, dei grandi cascinali agricoli di fine ottocento e primi del novecento, che ancora circondano Milano. Un ritratto della provincia agricola lombarda che suscita forti emozioni.

 ©Armando Melocchi

Provincia Milano m.portaluppi@provincia.milano.it - Comunicazione TCI ufficio@comunicazione@touringclub.it

 

DAVID LA CHAPELLE - Palazzo Reale a Milano

             

A Milano una monumentale rassegna, di oltre 300 immagini, dedicata al più famoso e discusso fotografo del XXI secolo: David La Chapelle. Palazzo Reale è la vetrina di questo evento contraddistinto da 13 sezioni iconografiche tra le quali una serie inedita di immagini ispirate al Diluvio Universale della Cappella Sistina di Michelangelo. Diluvio/Deluge. In questa sezione sono esposti gli ultimi lavori di LaChapelle. Oltre al citato “Diluvio”, segue l’opera Museum in cui viene messo in discussione il sistema dell’arte ed il concetto di proprietà, Cathedral in cui denuncia la perdita del senso della spiritualità ed infine la serie degli Awakened (Risvegliati) in cui LaChapelle afferma che la possibilità di una rinascita universale passa per i destini individuali.

 Dal Paradiso all’Inferno/Heaven to Hell. La sezione trae il nome dall’ultima pubblicazione dell’artista, e presenta una serie di tre fotografie in cui si affronta il tema della morte.

Meditazione/Meditation. La propensione di LaChapelle per i temi trascendentali, quali la presenza del divino tra gli spazi del quotidiano o l’ineludibile momento della morte che tutti attende, è ben rappresentata da questa sezione.

Ricordi americani/Recollections in America. Si tratta di fotografie risalenti agli anni Settanta con gruppi di amici riuniti in casa in occasione di feste e commemorazioni varie. LaChapelle, che le ha manipolate mediante l’inserimento di oggetti e personaggi estranei al contesto originale, analizza con ironia la crisi della “middle class” americana e dei suoi valori.

Dopo la Pop/After Pop. Per LaChapelle la cultura pop trova un’immediata corrispondenza con un linguaggio indirizzato al largo pubblico. In alcuni dei suoi lavori qui presentati la relazione con la Pop Art e l’iconografia di Andy Warhol, è esplicita.

Accumulazione/Accumulation. La spinta al benessere, indotta dal capitalismo avanzato, crea le condizioni per una sorta di nevrosi compulsiva volta all’accumulo: acquistare, collezionare oggetti d’ogni tipo, comportamenti che David ritrae con occhio impietoso e ironico.

Il sogno evoca il surrealismo/Dream Evokes Surrealism. In questa sezione, La Chapelle, raccoglie alcune delle immagini più marcatamente irreali, in cui il fantastico si coniuga con il paradosso poetico.

Distruzione e disastri/ Destruction and Disasters. La sezione raccoglie una serie di visioni apocalittiche e di distruzioneViolenza come intrattenimento/Violence as Entertainment

LaChapelle ricostruisce liberamente alcune delle sequenze più famose tratte da due film cult, Taxi Driver (1976) di Martin Scorsese e Scarface (1983), per la regia di Brian De Palma. Le immagini sono specchio di una società violenta in cui emarginazione e frustrazione procedono su piani paralleli

Plastic People. La sezione mostra il tema del culto del corpo, la passione per il fitness, il body-building portata all’eccesso, degenerante in sindrome ossessiva.

Consumo/Consumption. Se uno dei motori della vita è il desiderio, il “consumo” – che nell’idioma anglosassone è anche sinonimo di “consunzione” – è dunque principio e fine di una dinamica sociale che rende l’individuo sempre più incline all’acquisizione di beni materiali e al tempo stesso, sempre più divorato dalla sua stessa ossessione di possesso.

Eccesso/Excess. La sezione presenta, reinterpretandoli in chiave glamour, vizi e ossessioni che affliggono il rutilante mondo dei personaggi celebri.

Star System. L’immagine pubblica costituisce per ogni personaggio noto il più importante contrassegno d’identità. LaChapelle lo sa e punta a cogliere quegli aspetti della personalità che descrivono in modo esuberante e incisivo la natura narcisista, l’attitudine esibizionista di chi appartiene allo starsystem. La normalità è out, ogni forma di eccesso è la vera attrattiva. La mostra è la più grande rassegna mai realizzata sul lavoro di David La Chapelle e rende omaggio alla sua particolare ricerca artistica che lo pone come principale testimone dei controversi e complicati risvolti sociali e spirituali degli ultimi quarant’anni.

DOVE: Plazzo Reale, Piazza del Duomo, Milano. QUANDO: dal 25 settembre al 25 novembre 2007.

INFO: www.davidlachapelle.itwww.comune.milano.it/palazzoreale

 Armando Melocchi         armando.melocchi@tin.it

 

GIAN PAOLO BARBIERI – Dal Glamour alle Galapagos.

              

Negli anni settanta, quando la contestazione giovanile arrossava le piazze e la “Beat Generation” era sopraffatta dalla politica, un giovane fotografo milanese, Gian Paolo Barbieri, si affacciava sulla più prestigiosa vetrina della moda internazionale: la rivista VOGUE. Le foto di Barbieri rivoluzionavano la fotografia glamour portando le “mannequin” fuori dalla passerella e dall’ambiente consueto, costruendo attorno a loro scenari surreali che esaltavano le forme e i colori. Barbieri iniziava così la splendida carriera che lo ha visto protagonista della fotografia di moda dell’ultimo trentennio. Fotografo raffinato, ha contribuito al successo di grandi stilisti come Valentino, Versace e Ferrè, interpretando le loro creazioni indossate dalle più affascinanti modelle e attrici. Sono gli anni ottanta, quelli della “Milano da bere”, quando lo stile del pret-a-porter italiano si appresta a conquistare il mondo. Gian Paolo Barbieri è pronto ad immortalare in immagini suggestive, diventate icone, le muse ispiratrici e gli interpreti di quella moda. L’artista Gian Paolo, con la magia della macchina fotografica, rapisce per sempre l’anima dei suoi personaggi e li trasferisce nell’Olimpo del glamour trasformandoli in dei immortali. Negli anni novanta, la stessa magia pervade i reportage di viaggio che Barbieri compie alle isole Galapagos, Seychelles, Tahiti e Madagascar. Milano rende oggi omaggio a Gian Paolo Barbieri con una mostra antologica nella splendida cornice di Palazzo Reale. La Federico Motta Editore ha confezionato il raffinato e monumentale catalogo curato da Martina Corgnati. Una retrospettiva con 140 fotografie in grande formato che presentano in tutta la loro bellezza il mondo di Gian Paolo Barbieri attraverso i ritratti di personaggi quali Audrey Hepburn, Sofia Loren, Monica Bellucci e Rudolf Nureyev.

DOVE: Palazzo Reale, Sala delle Colonne, Piazza del Duomo a Milano

QUANDO: 20 settembre al 11 novembre 2007-09-20  INFO: mostragianpaolobarbieri.it

 ©Armando Melocchi 19-09-2007

 

ASTRAZIONE E INTUIZIONE nelle immagini di LUCIANO ALDO FOFFA

 

Allo Spazio Tadini, in Via Jommelli 24 a Milano, sono in mostra le fotografie di Luciano Aldo Moffa, fotografo dal 1984, giornalista, artista e dal 1998 professore di fotografia e tecnica della comunicazione. Fotografie, dicevamo, ma è più appropriato dire immagini. L’artista ha disegnato con la luce il proprio immaginario giocando con forme e colori. La sua sensibilità artistica è messa a nudo attraverso una serie di tratti policromi astratti, ricami luminosi che emozionano. Da non perdere.   

©Armando Melocchi 19-09-2007 

CON MELANIE PULLEN LA MORTE SI FA BELLA

Alla Galleria MiCamera, esposte le immagini della giovane fotografa americana Melanie Pullen che, cavalcando la popolarità della serie televisiva “C.S.I.” e la diffusa passione per il thriller, ha fotograficamente messo in scena una serie d’efferati delitti. Unico indizio per lo spettatore/investigatore, l’abito o l’accessorio firmato. Melanie, dopo ricerche effettuate negli archivi sui delitti effettivamente commessi a Los Angeles, seguendone le trame, ha messo in posa modelli e modelle riproducendo le scene del crimine. Nasce così il progetto “High Fashion Crime Scenes” dove la fotografa, con abilità nella composizione e sapienza di cromie e chiaroscuri, ha saputo dare risalto alle forme e concentrare l’attenzione sui capi indossati dalle vittime. Una nuova e interessante interpretazione della fotografia glamour.

DOVE: High Fashion Crime Scenes alla MiCamera-photography and lens-based arts, via Medardo Rosso 19, Milano

QUANDO: dal 19 settembre al 17 novembre 2007        INFO:   www.micamera.com

Armando Melocchi 18-09-2007 

CELEBRITA’ DIETRO L’OBIETTIVO a Cesano Maderno

   

Presentata dal Sindaco Paolo Vaghi e da Enrica Viganò, nelle splendide sale di Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno, è aperta al pubblico la mostra fotografica “Celebrità dietro l’obiettivo”. La rassegna, già reduce d’entusiastici consensi a Madrid nell’ambito di Photo Espana 2007, giunge in Italia grazie all’abile organizzazione di Admira e della sua curatrice Enrica Viganò, che hanno radunato un centinaio d’opere di 21 personaggi famosi. Possiamo quindi ammirare le fotografie scattate da Richard Gere in Tibet, di Jeff Bridges sui set dei suoi film, la New York surreale ripresa da Lou Reed, la Sicilia immortalata da Giuseppe Tornatore, i ritratti fatti da Yul Brynner che, anche sui set cinematografici, girava sempre con una Leica al collo. Interessanti le fotografie di fine ottocento e primi novecento di Edgar Degas, principale esponente dell’impressionismo francese, che si cimentò abilmente anche con il mezzo fotografico. Leonard Nimoy, il celebre Spock di Star Treck, si cimenta con il mezzo fotografico ritraendo poetici nudi femminili, il cantante americano Graham Nash ritrae i colleghi Neil Young e Joni Mitchell, il ballerino Mikhail Baryshnikov interpreta con un sapiente uso del “panning” e del colore, le movenze della danza in tutte le sue espressioni. Esposte anche le immagini realizzate dai registi Luchino Visconti, Pedro Almodòvar e Stanley Kubrick, dagli scrittori Giovanni Verga, Emile Zola e Allen Ginsberg, scrittore della “Beat Generation” che, grazie alle sue fotografie, ci da uno spaccato della cronaca intellettuale dell’America descritta da Jack Koruac. Una rassegna fotografica che copre un secolo d’immagini, da fine ottocento con le foto di Degas e Zola, fino ai giorni nostri con Aldomòvar e Lou Reed. Tante le impressioni e le sensazioni che questa mostra sollecita nello spettatore ed è curioso vedere come personaggi che normalmente stanno dall’altra parte dell’obiettivo, hanno trovato nella fotografia un mezzo per esprimersi, per esternare le loro fantasie o per raccogliere momenti significativi della loro vita.        ©2007Armando Melocchi  

A Cesano Maderno, Palazzo Arese Borromeo, fino al 7 ottobre 2007.

Per info: www.cesanofotoephoto.itwww.admiraphotography.it

 

FERDINANDO CIOFFI  -  FOTOGRAFO LUMINISTA

Transitato giovanissimo dagli studi newyorkesi dei grandi maestri Richard Avedon e Irving Penn, da cui ha appreso i segreti del ritratto fotografico, Ferdinando Cioffi, fotografo luminista, sviluppa ben presto una particolarissima sensibilità nel trattamento della luce. Al pari dei soggetti che ritrae, questa è protagonista indiscutibile di ogni sua immagine. Definisce con profusione di particolari il modellato di figure che si stagliano sul fondo assumendo un tono eroico e solenne. Nei ritratti di Cioffi, l’ambiente concorre in misura determinante a descrivere il profondo di ogni soggetto umano. Anziché stagliarsi contro lo sfondo omogeneo e neutro di uno studio di posa, molti sono ripresi nei luoghi dove abitano o svolgono la propria professione. Talvolta si confondono con lo spazio delimitato dall’inquadratura. Poi la scena viene riempita con oggetti appartenenti alla biografia di ciascuno. Come nelle opere indimenticabili di Arnold Newman, spesso si tratta degli oggetti che utilizzano per il proprio lavoro, o sono il frutto di quel lavoro. Funzionano come didascalie. Dichiarano indubitabilmente di chi si tratta senza usare parole. Così Fernando Botero è sovrastato dalle ipertrofiche sculture che ha realizzato per i musei e le città di tutto il mondo, Boltanski è in piedi di fronte ai propri struggenti bianchi e neri, Michelangelo Pistoletto ha alle spalle una serie di specchi che moltiplicano lo spazio in cui si trova.  La pratica del ritratto implica un rapporto di forza fra fotografante e fotografato. Dalla propria posizione privilegiata Cioffi sceglie di rendersi invisibile per lasciare emergere l’anima di chi, giorno dopo giorno, osserva per un istante attraverso il mirino della propria macchina fotografica.

La mostra rimane aperta dal 29 giugno al 26 agosto allo SPAZIO FORMA.    Info: www.formafoto.it 

RANCINAN – La trilogia del Sacro Selvaggio.

      

Gèrard Rancinan, fotografo francese nato a Talence nel 1953, ha riunito in una trilogia, chiamata “del Sacro Selvaggio”, i progetti fotografici dedicati all’Arte, all’Altro e alla Fede. Nell’Arte, l’opera di Gèrard spazia in una serie di ritratti dissacranti, a volte ironici, a volte violenti, dove il filo conduttore è l’interpretazione dell’universo creativo di alcuni degli artisti più significativi del panorama contemporaneo, quali Damien Hirst, Paul McCarthy, Andrea Serrano, Maurizio Cattelan e molti altri. Nell’Altro, Rancinan, sembra immedesimarsi in uno specchio dinanzi al quale scorre un lungo reportage sull’essere diverso, sulle figure umane trasfigurate dagli handicap, mostrate abbracciando il loro corpo, partecipando alla loro diversità. Si specchiano, nella macchina fotografica di Rancinan, personaggi quali l’uomo lupo, affetto da ipertricosi, oppure la donna obesa dal peso di 250 chili e l’atleta mutilata da una meningite. I ritratti li mostrano in pose orgogliose, serene, quasi fieri del loro handicap, a volte con il sorriso beffardo della Gioconda di Leonardo a significare la sfida che la vita li ha chiamati ad interpretare. La terza serie di ritratti è dedicata al mondo della Fede Cristiana. Gèrard, ispirandosi alle tele di Diego Velàzquez, ha messo in posa davanti all’obiettivo le persone più influenti della Chiesa Cattolica, i Cardinali. Come un pittore di corte, Rancinan, ha creato una galleria di porporati fissandone le personalità attraverso la loro postura, i paramenti e lo sguardo. L’accostamento di queste tre serie di ritratti forma la trilogia esposta dal 26 giugno al 2 settembre 2007 alla Triennale Bovisa di Milano. Accompagnata dallo splendido catalogo di Federico Motta Editore con le interviste di Virginie Luc, la mostra rappresenta un’analisi dei sentimenti profondi dell’Uomo uniti nel Sacro e divisi dal Selvaggio, come il bene e il male che è presente in tutti noi e con cui dobbiamo confrontaci in questa vita terrena.

Il fotografo Gèrard Rancinan è rappresentato in Italia da Grazia Neri, per informazioni www.triennalebovisa.it.  

©Armando Melocchi 26-6-2007

 

LE PASSIONI FELINE DELLE CELEBRITA' IN 120 ANNI DI FOTOGRAFIE D'AUTORE

Passioni feline, passioni di celebrità che hanno deciso di condividere il loro amore con i gatti, compagni preziosi della loro vita come splendidi diamanti di una collezione. La carica del mistero di questi intriganti animali ritratti in attimi unici attraverso le immagini create dai grandi maestri della fotografia e custodite da uno degli archivi fotografici più prestigiosi del mondo: quello dei Fratelli Alinari, dal 1852 nell’ambito della comunicazione visiva. La storia dell’amore per i gatti ripercorsa attraverso le grandi star dello spettacolo lungo 120 anni di immagini uniche: rappresentazioni giapponesi di fine ottocento e personaggi del panorama cinematografico italiano ed internazionale dagli inizi del secolo scorso fino ai giorni nostri. Immagini rubate alla quotidianità da maestri fotografi come Sam Shaw, egli stesso produttore e regista di straordinarie pellicole, o espressamente realizzate in posa per valorizzare il gatto, amico amato, trasposizione del proprio essere, parte integrante dell’uomo che lo ama. Passioni Feline mette in mostra le star del cinema intimamente immortalate con l’amico a quattrozampe: un profondo Alberto Lattuada sdraiato accanto al proprio gatto e John Cassavetes provoca il suo, giocando con un filo d’erba in mano. Ai ritratti di vita quotidiana, si affiancano le opere d’arte fotografica che raccontano un amore intenso, come Io+Gatto dell’artista triestina d’avanguardia Wanda Wulz, raffigurazione di una passione che diventa simbiosi e poesia. Da Woody Allen a Ursula Andress, da Romy Schneider a Gustav Klimt: un percorso emozionante di immagini indimenticabili tutte da scoprire

Milano - 20 giugno 2007 - Casello del Pane di Porta Venezia -

WORLD PRESS PHOTO 2007

Esposte alla Galleria Carla Sozzani, in Corso Como 10 a Milano, le fotografie protagoniste dell’ultima edizione del Word Press Photo, il più prestigioso premio internazionale di foto-giornalismo giunto alla cinquantesima edizione. La foto premiata come “Foto dell’anno 2006” è l’originale scatto del fotografo Spencer Platt che ritrae giovani libanesi a bordo di una lussuosa “cabriolet” passare attraverso le rovine di Beirut appena conclusi i bombardamenti israeliani durante il conflitto con gli Hezbollah. L’immagine sintetizza la tragica commedia della vita attuale, dove il lusso e il “glamour” spesso convive con le brutture di un conflitto. Un analogo contrasto lo evidenzia la foto di Arturo Rodiguez (2° premio People in News Stories) dove una bagnante in bikini soccorre un naufrago immigrante africano sulla spiaggia di Tejita a Tenerife. Naturalmente non mancano gli avvenimenti sportivi come la testata di Zidane ai Campionati Mondiali di Calcio 2006 (foto di Peter Schols, primo premio Sports Action Stories) e la bella foto dell’italiano Max Rossi (primo premio Sport Action Singles) ritratta ai Campionati Mondiali di Ginnastica in Danimarca. Certo le scelte della giuria del World Press Photo Foundation di Amsterdam sono, a volte, discutibili, ma da cinquant’anni sono autorevolmente riconosciute come le migliori immagini dei fotoreporter di tutto il Mondo. La selezione presentata da Grazia Neri ed esposta alla Galleria Sozzani, con il contributo di Canon e il coordinamento d’Elena Ceratti, è un’occasione unica per vedere raccolte le immagini più belle e rappresentative che hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti di quest’ultimo anno sui giornali di tutto il Mondo.Alla Galleria Carla Sozzani fino al 27 maggio 2007, per info: www.worldpressphoto.nl – www.grazianeri.com. 

 ©Armando Melocchi 7-5-2007

 

FRANCO PAGETTI A MONTEFALCO…TRA IL TIGRI E L’EUFRATE,

                     IRAK, UNA GUERRA SENZA FINE

         

A Montefalco, incantevole borgo umbro a pochi chilometri da Perugia, nella splendida cornice della Chiesa Museo di San Francesco, è ospitata una Mostra Fotografica di 70 scatti realizzati tra il 2003 e il 2007 dal fotografo Franco Pagetti inviato in Iraq. La mostra, organizzata a cura di Enrica Viganò e con il patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Perugia e del Comune di Montefalco, si presenta come un percorso espositivo che illustra una civiltà ormai quasi totalmente distrutta dalla guerra in cui tutti quelli che ne sono coinvolti diventano vittime. La speranza che la situazione potesse migliorare dopo la fine della dittatura di Saddam Hussein, è stata vanificata dal nascere di nuovi conflitti e atti terroristici che hanno fatto precipitare il paese in una guerra civile apparentemente senza fine. Franco Pagetti ha testimoniato con le sue immagini, affrontando situazioni di vero pericolo, come la guerra, che all’inizio doveva portare pace, ha trasformato il paese in un inferno dove le persone o emigrano in altri paesi o più spesso scompaiono per sempre. I suoi scatti ci narrano la storia recente di queste genti, una volta protagoniste di civiltà quali quella sannita e sciita, e ora coinvolte in scontri sanguinari e fratricidi. Un’occasione da non perdere per vedere il vero volto del conflitto che ha visto anche i nostri soldati coinvolti.

La mostra sarà aperta fino al 26 agosto 2007.

 ©Armando Melocchi 2007            armando.melocchi@tin.it 

Elliot ERWITT. Io e gli altri.

     

Allo spazio “FORMA”, a Milano, in Piazza Tito Lucrezio Caro, una mostra curata da Alessandra Mauro, ci introduce nell’ironico universo del fotografo americano di origine russa, Elliot Erwitt. Famoso per i suoi ritratti che accostano i cani con i loro padroni, evidenziandone la somiglianza somatica, Elliot è un fotografo dalla tecnica e dall’ironia raffinata. La mostra, in corso fino al 17 giugno, ci presenta i suoi migliori ritratti raccolti in decenni di girovagare per il Mondo come fotografo della leggendaria agenzia Magnum. Elliot Erwitt ha ripreso personaggi famosi quali Marylin Monroe, Che Guevara, Marlon Brando o Grace Kelly, con una forma di casualità, di soppiatto, come nascosto da una tenda o dietro l’angolo, per non disturbare. Il risultato sono espressioni insolite e naturali, sguardi che rivelano una profonda umanità, molto distanti dall’immagine stereotipata del personaggio famoso. Come lo stesso fotografo ha scritto: Forse il più grande complimento che ho ricevuto è stato quando mi hanno detto che nelle mie foto c’è un elemento di gentilezza”, le foto in mostra sono, per l’appunto, gentili, rispettose del personaggio ritratto, e, proprio per questa singolare predisposizione, capolavori della fotografia di reportage. Erwitt appare spesso nelle sue immagini, traspare dagli occhiali a specchio di un soldato mentre lo fotografa, lo vediamo in un autoritratto truccato da pagliaccio dietro la macchina fotografica e ci mostra persino una sua fotografia all’età di 5 anni vestito da marinaio in una Milano che lo ha ospitato negli anni della sua infanzia. Un modo per far parte di quel mondo gentile e ironico, ma anche sarcastico e disincantato, che il suo lavoro ci rappresenta. 

©Armando Melocchi 2007         armando.melocchi@tin.it

JAMES HILL, TRA GUERRA E PACE.

        

Mai come negli ultimi tre lustri il Mondo è stato segnato da conflitti, tensioni e svolte politiche che lo hanno profondamente cambiato. Le telecronache “addomesticate” ci hanno raccontato questo Mondo con le solite immagini di “agenzia” che documentano asetticamente i fatti, ma non rivelano il vero volto dei drammi che le compongono. Fanno eccezione le fotografie d’alcuni fotoreporter e in particolare dei fotografi di guerra che, liberi da condizionamenti, ci hanno svelato il vero volto dei drammi di questi ultimi venti anni, dalla caduta dell’U.S.S.R., ai conflitti mediorientali, al nuovo volto dell’Europa post-sovietica, al terrorismo, sino all’attuale conflitto in Irak. Uno di questi fotoreporter è James Hill, nato a Londra nel 1966, studi nobili ad Oxford e laureato al prestigioso College of Printing. Un curriculum che di solito porta dietro la scrivania in un prestigioso giornale, invece Hill si trasferisce in U.S.S.R. nel 1991,  a Kiev e poi, nel 1966,  a Mosca. Documenta con le sue fotografie gli eventi politici e i conflitti etnici che stanno cambiando il Mondo. Nel 2001 il suo reportage sulla Cecenia è nominato per il prestigioso Premio Pulitzer. Dopo l’11 settembre è inviato in Afghanistan e il suo lavoro viene premiato nel 2002 con il Pulitzer Prize for feature photography. Negli ultimi cinque anni ha documentato la guerra in Irak seguendo i marines Americani per il New York Times e Time Magazine. Nel 2005 ha fotografato gli eventi connessi alla morte di Papa Giovanni Paolo II. Alla Galleria Grazie Neri, di Via Maroncelli 14 a Milano, il lavoro di James Hill viene presentato in un’antologia di immagini, in bianco e nero e a colori, estratte dai suoi reportage che documentano conflitti etnici, guerre, crisi politiche e terrorismo. Le immagini di Hill sono drammatiche e poetiche al tempo stesso, non ostentano la violenza degli eventi, ma invitano a riflettere. “Sono fotografie che pongono domande e non risposte”, dice James, “ immagini prese, come molti di noi che abbiamo deciso di diventare fotogiornalisti, in questa terra di nessuno, da qualche parte tra la guerra e la pace”. La mostra, sponsorizzata da KodaK e dal Magazine del Corriere della Sera, è un degno omaggio all’opera di uno dei più validi fotoreporter. L’esposizione è la prima di un ciclo, nel decennale della Galleria, che  vuole  premiare il lavoro dei fotografi di guerra free-lance che documentando il nuovo volto della Storia del Mondo affrontano quotidianamente difficoltà e pericoli. La mostra sarà aperta fino all’11 maggio 2007.     Per info www.grazianeri.com

 ©2007Armando Melocchi  

WERNER BISCHOP:  IMMAGINI

Promossa dalla Provincia di Reggio Emilia e da Palazzo Magnani, con il contributo di Fondazione "Pietro Manodori" e CCPL di Reggio Emilia, e il supporto di Montana (Gruppo Cremonini), l’esposizione curata da Marco Bischof raccoglie 100 scatti del grande fotografo della Magnum, maestro riconosciuto del bianco e nero.
Attraverso le immagini esposte sarà possibile ripercorrere i lunghi viaggi che dalla Svizzera portarono Bischof negli angoli più remoti del mondo: dall’India al Giappone, dalla Corea all’Indocina fino ad arrivare a Panama, in Cile ed in Perù.
Nelle
sue esplorazioni dei paesi del sud e dell’est del mondo Werner Bischof rimase fortemente colpito dal forte contrasto tra modernità e tradizione, che raccontò con i suoi scatti di paesaggio e le sue nature morte. Ma non solo, Bischof è passato giustamente alla storia come il fotografo delle persone, volti di uomini donne e soprattutto bambini colti nella loro quotidianità.
In viaggio attraverso l’Europa appena devastata dalla seconda guerra mondiale o attraverso la povertà e la miseria dell’India , Bischof non si limita a fermare la realtà con il suo obbiettivo, come un qualunque fotogiornalista, ma si ferma e riflette di fronte ai soggetti, cercando raccontare con la propria arte quelle dicotomie tra sviluppo industriale e povertà, business e spiritualità, che da sempre lo affascinarono.
La mostra raccoglie una ricca selezione dei suoi più importanti reportage, affiancando ai famosi ritratti di bambini che giocano e di uomini e donne nella loro terra, le meno note, ma altrettanto affascinanti, fotografie di paesaggio e di still life.
Accompagna la mostra il volume WernerBischofImmagini edito da Federico Motta Editore, che raccoglie oltre 400 immagini scattate da Werner Bischof nel corso dei suoi viaggi.
In contemporanea, nel palazzo reggiano, verrà presentata l’antologica dedicata all’artista americano Richard Estes, uno dei maggiori esponenti dell’iperrealismo.

 
La mostra è visibile dal 1° aprile al 27 maggio 2007 presso  Palazzo Magnani, corso Garibaldi, 29 – Reggio Emilia

JEANLOUP SIEFF: Gli anni di Harper’s Bazaar, NY 1962-1966

Alla Galleria Carla Sozzani di Corso Como 10, possiamo ammirare fino al 7 aprile 2007, la raffinata fotografia di uno dei più grandi maestri: Jeanloup Sieff. Fotografo d’origini polacche nato a Parigi nel 1933, inizia a fotografare a 14 anni con un apparecchio ricevuto in regalo. Appassionatosi alla “nuova arte” studia in Svizzera all’Ecole de Vevey e poi prosegue una breve formazione sul giornalismo. Inizia come fotoreporter e, dopo una breve esperienza con l’agenzia  Magnum, vola a New York dove vi vivrà dal 1961 al 1966. Rientra a Parigi e, ormai apprezzato fotografo, pubblica su tutte le principali riviste, da Harper’s Bazaar a Paris Match, da Photo a Vogue. Le immagini di Sieff diventano presto famose nel mondo per la raffinata tecnica, espressione d’impeccabile bianco e nero. In particolare nella foto di moda e nei nudi Sieff raggiunge livelli sublimi di gusto estetico, immagini ricercate e accattivanti ma mai volgari. Il suo stile fotografico esalta la sensualità dei corpi avvolti dai drappeggi che “l’alta moda” metteva loro come ornamento. In mostra alla Galleria Sozzani le fotografie realizzate per Harper’s Bazar dal 1962 al 1966 dove ha realizzato alcune tra le più raffinate, eleganti e surreali immagini di moda. La figure femminili sono esaltate attraverso la rappresentazione di una donna spesso misteriosa, intrigante e sensuale. Oltre all’attività di fotografo, nel 1974 inizia la stesura di un romanzo che rimarrà incompiuto. Nel 1981 viene nominato Chevalier des Arts et Lettres a Parigi, nel 1990 viene nominato Chevalier de la Légion d’Honneur e in seguito vince Il Grand Prix National de la photographie francese e il Grand Prix della Biennale di Nancy, nel 2000 muore a Parigi all’età di 67 anni.

Per info: www.galleriacarlasozzani.org 

©Armando Melocchi 2007         armando.melocchi@tin.it 

CAHIER DE VOYAGE di Paolo Bernabini.

     

Prosegue fino al 24  marzo 2007 alla Galleria Nepente di Via Volta 1 a Milano la mostra di paesaggi del fotografo Paolo Bernabini. Lo sguardo del fotografo si è soffermato sul variegato paesaggio italiano delineandone gli orizzonti e creando sensazioni cromatiche dove lo spettatore resta rapito e sospeso. Nei paesaggi del “Quaderno di Viaggio” di Bernabini, vi aleggia la “suspance” di un evento che sta per accadere, si aspetta l’arrivo di una persona, di un gesto che sconvolga la quiete del panorama; invece nulla cambia e il soggetto atteso diventa lo spettatore stesso che guarda l’infinito rappresentato. Le immagini esposte sono la sintesi di un lavoro al quale il fotografo ha dedicato gli ultimi dieci anni della sua attività. Paolo Bernabini, nato a Cervia nel 1941, vive e lavora ad Imola ed è considerato uno dei più validi fotografi paesaggisti italiani. Dal 1999 è fotografo ufficiale della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Ravenna.    Per info: www.nepente.com.

©Armando Melocchi 2007            armando.melocchi@tin.it 

DAVIDE MENGACCI FOTOGRAFO  a Lissone e altrove.

   

Davide Mengacci è un volto noto al grande pubblico della televisione, che ha deliziato presentando programmi definiti “nazional popolari” quali “Scene da un matrimonio” o “La Domenica del Villaggio”, entrambi per le reti Mediaset. Pochi, invece, lo conoscono come fotografo, una passione che Davide ha coltivato fin dell’età di 11 anni. Negli anni ’60 e ’70, l’influenza del clima artistico che si viveva nella Milano di allora, spingono Mengacci alla fotografia di reportage sociale e, ispirato da Ugo Mulas e dai migliori fotografi del realismo francese quali H.Cartier Bresson e R.Doisneau, la sua fotografia si fa colta.  Fotografa, quindi, piccoli episodi della vita quotidiana fatta di bambini, portinaie nei loro cortili, operai e immigrati, sensibilmente ritratti nella magia del bianco e nero.  Nel 1985 il grande cambiamento che lo porta a condurre programmi televisivi di successo abbandonando, momentaneamente, la fotografia che, comunque, rimane il suo sogno, la sua passione. Oggi Davide Mengacci ha ripreso a guardare il mondo in bianco e nero dietro una macchina fotografica e, complici anche la bellezza dei luoghi pittoreschi che ha visitato durante la carriera televisiva, ha ricominciato a fare della “street photography” con un’attenta e appassionata osservazione dei luoghi e delle persone. Frutto di quest’analisi è la serie d’immagini dedicate a Lissone, una cittadina che scopre a mano a mano che ne riprende i momenti particolari, le nuove e le vecchie architetture, l’anima delle persone che vi vivono e lavorano. A Davide Mengacci, Lissone gli dedica in questi giorni una mostra, dove sono esposte le sue fotografie più significative degli anni settanta accanto al reportage realizzato nel 2006 e dedicato alla cittadina brianzola. Un’occasione da non perdere per scoprire la passione di Davide e vederne l’arte.

Museo D’Arte Contemporanea di Lissone in Viale Padania 6, fino al 4 marzo 2007.

 ©A.Melocchi 2007            armando.melocchi@tin.it

CALENDARI:    TUTTI PAZZI PER MARY -   su MAXIM di febbraio

Pupa si nasce, star da calendario si diventa. Un passaggio naturale per la biondissima Mary Carbone, rivelazione del reality-cult La Pupa e il Secchione, e ora, splendida protagonista del calendario allegato al numero di febbraio di Maxim e prodotto dalla Double Vision. Davanti all’obiettivo di Miki Scioscia, Mary sfodera tutto il suo sex-appeal in una serie di scatti che vi accompagneranno per tutto il 2007, uniti  all’oroscopo dell’anno. Eccola Mary Carbone negli scatti che la ritraggono senza veli per il calendario di Maxim del mese di febbraio. Le foto, che ritraggono la biondissima pupa, sono state scattate sulle spiagge pugliesi di Castellaneta Marina e  nella storica cornice delle colline a picco sul mare di Mottola. Naturalmente, febbraio significa San Valentino, e quindi innamoramento, amore e desiderio travolgente. Come simbolo assoluto dell’amore, Maxim ha scelto la pupa Mary Carbone. E c’è da scommettere che la biondissima pupa “spaccherà” com’ è già stato per le celebri calen dive di Maxim. Curve mozzafiato su un corpo curvilineo e sguardi ammalianti, i numeri vincenti di Mary Carbone ci sono tutti per sfondare.

FOTOGRAFIA & CINEMA – Fotogrammi celebri da Grazia Neri.

 

La fotografia, intesa come esercizio d’arte figurativa, è stata spesso usata, nel cinema, come elemento importante nella sceneggiatura e nella narrazione di diversi film. Alcuni di questi hanno, viceversa, contribuito ad accrescere il mito della fotografia e del fotografo. Esempi famosi sono “La finestra sul cortile” di Hitchcock, “Blow Up” di Michelangelo Antonioni, “I Ponti di Madison County” di Clint Eeastwood o “La Dolce Vita” di Fellini, nei quali il fotografo svolge un ruolo fondamentale e dove, nel film di Fellini, viene creato un personaggio, il “paparazzo”, che dagli anni sessanta in poi identifica anche un genere di fotografia da rotocalco. In altri film non è il fotografo, ma la fotografia stessa, ad essere protagonista, come in “One Hour Photo”e in tante pellicole di reportage di guerra. A questo felice connubio è dedicata la mostra “Fotografia & Cinema – Fotogrammi celebri” allestita alla Galleria Grazia Neri, dove i curatori, Maurizio e Filippo Rebuzzini, hanno raccolto le più espressive ed emozionanti immagini di film dove la fotografia è protagonista. Vediamo celebri attori alle prese con mirini, vetri smerigliati e obiettivi e altri interpretare le biografie di famosi fotografi come Candice Bergen che, in “Gandhi”, interpreta Margaret Bourke-White o Joe Pesci che in “Occhio Indiscreto” rievoca le gesta di Weege. Una mostra significativa che rende omaggio a questo magico connubio tra cinema e fotografia  che tanto ha giovato ad entrambe le forme d’arte visiva.

Galleria Grazia Neri in Via Maroncelli 14 a Milano, fino al 16 febbraio 2006, con il contributo di HP Invent in collaborazione con CIAK. Info: www.grazianeri.com

©A.Melocchi 2007             armando.melocchi@tin.it

MEMORIE D’ORIENTE

Fotografia Giapponese del XIX secolo alla NEPENTE ART GALLERY. 

La Yokohama Shashin, ovvero ‘la fotografia nello stile di Yokohama’, ha rappresentato, a partire dai primi anni Sessanta dell’Ottocento fino agli scorci del Novecento, il riferimento nevralgico della produzione di opere fotografiche sulla cultura e società del Giappone, fino ad allora poco od affatto conosciute. Grazie all’apertura verso l’Occidentale, nel giro di pochi anni molti viaggiatori e mercanti dirigono le loro rotte verso il Paese del Sol Levante. In breve tempo si costituiscono numerosi studi fotografici per fornire, a chi di ritorno in patria, un ricordo, una storia da raccontare.La fotografia a colori non era stata ancora inventata, e la pratica di colorare a mano le stampe all’albumina in bianco e nero divenne la caratteristica della Yokohama Shashin. Venivano impiegati i pigmenti della tradizione giapponese per la colorazione delle stampe e, ben presto, i grandi studi impiegarono molti abili coloristi che realizzarono un patrimonio di immagini, estremamente ambito dagli stranieri, un’industria artigianale che si trasformò in una delle maggiori fonti d’esportazione di opere d’arte, con le ceramiche e le lacche. Primo fra tutti apre il suo studio a Yokohama, il noto fotografo Felice Beato. E’ il 1863 e Beato inizia un’importante documentazione sugli usi e costumi del Giappone, sulle vedute più celebri. Ogni immagine viene poi accuratamente dipinta a mano da un gruppo di lavoro che si occupa di ogni singolo dettaglio: chi dell’incarnato, chi delle foglie degli alberi, chi ancora dell’azzurro del cielo… La maestria della pittura giapponese si unisce alla cultura occidentale creando immagini uniche costruite sugli sfumati toni dell’acquarello che ritraggono con verosimiglianza i colori del mondo reale. La richiesta di fotografie continua ad aumentare e a Yokohama, primo porto rivolto all’Occidente, fioriscono altri studi fotografici pronti ad offrire ai viaggiatori una visione piacevole dei luoghi che sono venuti a visitare: il monte Fuji innevato, i ciliegi in fiore, foreste di cedri, mausolei, monumenti, scene di vita quotidiana, ed esotiche curiosità.Il barone von Stillfried nel 1871, Kusakabe Kimbei - il più celebre allievo di Beato - dieci anni più tardi, poi Adolfo Farsari, Ogawa Kazuma, Uchida Kuichi, Tamamura Kozaburo aprono una propria attività. Queste delicate vedute, scene di vita quotidiana, riprese di usi e costumi, ritratti ci riportano a quel tempo, ormai perduto in un paese che comunque ha saputo mantenere il senso delle tradizioni, malgrado l’industrializzazione attuale. In anteprima nazionale, alla NEPENTE ART GALLERY, una selezione di circa quaranta opere dei più importanti esponenti della Yokohama Shashin mostrano l’antico volto del Giappone. Meravigliose albumine, tutte sapientemente colorate a mano, illustrano i lenti ritmi di un paese ancora rurale; minuziose vedute panoramiche rivelano in lontananza il lavoro dell’uomo e la magnificenza della natura.

In mostra dal 12 gennaio al 24 febbraio 2007

NEPENTE ART GALLERY – via Volta 15 – MILANO – WWW.NEPENTE.COM

FRANCO GUERZONI:    PAESAGGI IN POLVERE

L'attività espositiva di Fotografia Italiana Arte Contemporanea propone come prima mostra del 2007, Paesaggi in polvere, opere realizzate negli anni settanta dall’artista Franco Guerzoni. Si tratta di opere in cui la fotografia svolge un ruolo primario ma dove l’intervento dell’artista attraverso inserimenti di altri materiali, di montaggi e manipolazioni varie riporta al clima sperimentale proprio degli anni settanta. In quegli anni Guerzoni condivise nella città emiliana molte esperienze con due importanti artisti-fotografi-teorici come Luigi Ghirri e Franco Vaccari, rimettendo in discussione brutalmente il modo tradizionale di rappresentare artisticamente il mondo, ricorrendo, più che all’imitazione, all’approccio concettuale, a volte di sapore neodadaista. Il titolo del lavoro richiama l’idea di un mondo fortemente segnato dal tempo e la polvere cui si allude si concretizza spesso in sedimenti vari, pezzi di intonaco, reazioni chimiche, elementi naturali che danno profondità tridimensionale alle fotografie, spesso usate come sfondo. Nel catalogo della mostra i due interventi di Marc Augé – non un critico d’arte ma un noto sociologo-etnologo – e Elena Volpato mettono in evidenza questi aspetti e il percorso culturale che li ha accompagnati.   

La mostra rimarrà aperta al pubblico dal  31 al 13 marzo 2007 dalle 15.00 alle 19.00

SCOMPARSO ALFREDO FERRETTI

          

Ferretti era nato a Roma nel 1919. Negli anni Trenta aveva svolto le sue iniziali esperienze da fotografo presso lo studio Luxardo. Dopo un primo periodo in cui si era dedicato alla fotografia di moda e poi più in generale a quella documentaria – a questo proposito va ricordata la sua attività di ritrattista dei principali artisti romani degli anni Cinquanta e di intellettuali attivi nella capitale in quello stesso periodo –, la sua ricerca si era concentrata sulla fotografia creativa. Le bromografie e le fotobromografie rimangono le sue produzioni più originali: rappresentazioni stratigrafiche delle esperienze visive e delle elaborazioni intellettuali e spesso ironiche dell’autore, sedimentatesi nel tempo. Tutte denunciano un forte legame con Roma le cui icone archeologiche e architettoniche ritrovano nelle opere di Ferretti un nuovo senso e una nuova estetica. Accanto all’attività artistica Ferretti si è sempre dedicato anche a quella didattica prima negli Istituti d’Arte e poi nelle Accademie di Belle Arti di L’Aquila e di Roma. Hanno scritto di lui – tra gli altri – Enrico Crispolti, Giorgio di Genova, Guido Montana, Murilo Mendes, Lorenza Trucchi, L.Marziano e F. di Castro

 

MOSTRE:     HENRI CARTIER-BRESSON  -    DI CHI SI TRATTA?

Presso lo Spazio Forma, Centro Internazionale di Fotografia, il 29 novembre  è stata  inaugurata la mostra Henri Cartier-Bresson: di chi si tratta? L’antologia completa di un maestro, a cura di Robert Delpire e prodotta dalla Fondation Henri Cartier-Bresson. 

Henri Cartier-Bresson è stato spesso definito l’occhio del secolo: effettivamente, nessuno come lui ha saputo condensare nella sua vita e negli anni di intensa attività fotografica e artistica, un’osservazione sempre puntuale e profonda, attenta e originale, sul mondo intorno a sé, i protagonisti, gli avvenimenti principali ma anche i piccoli, apparentemente insignificanti ma densi di vita, “attimi decisivi” che lui – e solo lui – riusciva a cogliere con la sua macchina fotografica quando, come affermava, si riesce a “mettere sulla stessa linea di mira il cuore, la mente e l’occhio”.  

Il patrimonio di immagini e di contenuti di Cartier-Bresson è enorme e la Fondazione che porta il suo nome, insieme a Magnum Photos, ha messo a punto una grande mostra retrospettiva realizzata quando l’autore era ancora in vita e quindi sotto la sua diretta supervisione. Stampe originali, disegni, documenti e testimonianze, film e ingrandimenti fotografici: il materiale espositivo accompagna il visitatore a scoprire (o a riscoprire) l’importanza e la portata della vita e dell’opera di un grande maestro del Novecento.  

Questa mostra rappresenta quindi un evento irrinunciabile e prezioso, con pochi e pensati appuntamenti internazionali. Parigi, Amsterdam, Berlino e Londra sono le uniche città dove questa mostra ha fatto tappa in Europa e ora arriva a Milano, a Forma – Centro internazionale di Fotografia, per l’unica tappa italiana. Per info: www.formafoto.it

CALENDARI:     MAX 2007 -  MADDALENA CORVAGLIA

   

Presentato il nuovo calendario Max. Protagonista dell'allegato al mensile diretto da Giuseppe Di Piazza è Maddalena Corvaglia. Fotagrafata da Giovanni Cozzi, l'ex Velina non ha  tradito le attese. Si è esibita senza veli nelle spiagge esotiche di Santo Domingo tra scatti a colori, misti a immagini in bianco nero davvero mozzafiato . Un calendario da vedere, che fa concorrenza a quello della sua amica ed ex Velina Elisabetta Canalis che, proprio nel 2003 lo fece sempre per Max. Un calendario che ha fatto andare su tutte le furie il suo fidanzato Enzo Iacchetti. Tanto da essere lasciata.

Milano - Sala Buzzati Corriere della Sera - 30 novembre 2006 -    mago g

CALENDARI:  MAXIM  -  VICTORIA SILVSTEDT

    

Incarna tutto ciò che si può sognare in una una donna: un corpo da favola e una testa pensante. Victoria è nata nella terra di Babbo Natale ai confini del Circolo polare artico nel’74. Perfetta sciatrice, a 18 anni viene eletta Miss Svezia e finisce sulle pagine di Playboy. Modella, cantante (due dischi d’oro) a febbraio a Londra ha presentato la sua prima collezione di biancheria intima. Prossimamente girerà un film con Eugene Levy dal titolo Carry On London. Fotografata per il Calendario Maxim ‘07 da Angelo Gigli, Victoria indossa, si fa per dire, abiti ed accessori di Luisa Beccaria - Gianfranco Ferrè -  Madame V - Pierre Mantoux- Fiona Swarovski-Wolford  . Si consiglia di visitare il sito www.maxim.it . Il calendario è stato presentato nel locale milanese Hollywood alla presenza di numerosi giornalisti, fotografi e personaggi dello spettacolo. Nelle foto la Silvstedt con il D.E. di Maxim Andrea Monti.

Milano - Discoteca Hollywood – 9 novembre 2006 -      mago g.

KIBOSH di Terry Richardson.

Un’autobiografia è, per ogni autore, il libro più importante della propria carriera. Terry Richardson, fotografo americano nato a New York negli anni sessanta, si è cimentato nella propria biografia per immagini creando KIBOSH, un libro per pochi eletti (tiratura 2000 copie), edito da Damiani e catalogo della mostra alla Galleria Stragapedel/Perini di Via Filippetti 41 a Milano. Chi conosce Richardson sa che è un fotografo estremo, dove il sesso, in parte esplicito, è sempre rappresentato nelle sue immagini dai toni forti. Alcune campagne pubblicitarie fatte da Terry per note “maison” di moda sono state ai limiti della censura. Il suo stile fotografico non è ricercato nella tecnica, ma nella forma, crea immagini in modo veloce ed esplicito, le modelle e i modelli non posano, vivono le immagini che Terry rappresenta. Nella sua autobiografia tutto ciò è amplificato e porta all’esaltazione del suo carisma, della sua presenza con la fotocamera in pugno e lo sguardo birichino di chi vuole godersi le emozioni per farle rivivere allo spettatore. Terry Richardson è figlio d’arte; il padre, Bob Richardson, con Helmut Newton e Richard Avedon rivoluzionò la fotografia glamour degli anni sessanta. Terry è, a suo modo, un rivoluzionario della fotografia del ventunesimo secolo. KIBOSH sarà in visione sino al 19 ottobre 2006.           Per info: www.stragapedeperini.it  e  www.kiboshbook.com

Armando Melocchi            28-09-2006                armando.melocchi@tin.it

SPORT ILLUSTRATED     Le migliori immagini di 50 anni di sport.

    

Cogliere l’attimo fuggente, in ogni situazione improvvisa che si presenti, è il compimento dell’opera d’ogni bravo fotoreporter. Negli avvenimenti sportivi, in particolare, cogliere l’attimo fuggente significa sintetizzare in un solo scatto l’intera cronaca dell’evento. La rivista americana Sport Illustrated, grazie all’abilità dei suoi fotoreporter, da cinquant’anni documenta i momenti unici e irripetibili della storia sportiva mondiale. Sin dal 1954 i fotografi di Sport Illustrated hanno documentato partite mozzafiato, arrivi spettacolari, gesti atletici e ritratto atleti impegnati in ogni disciplina sportiva. La qualità delle immagini pubblicate ha fatto della rivista americana un punto di riferimento per il reportage sportivo mondiale. Un’ampia selezione di queste eccezionali fotografie è esposta in questi giorni alla Galleria Grazia Neri in Via Maroncelli a Milano, fino al 20 ottobre. La mostra, allestita con la collaborazione di Nikon, di Epson e dell’Agenzia Grazia Neri, rappresentante per l’Italia di Sports Illustrated, è accompagnata dal volume fotografico “The Best of Sports Illustrated” che raccoglie le migliori immagini degli ultimi cinquant’anni.

Per altre informazioni www.grazianeri.com.               

Armando Melocchi            26-09-2006                armando.melocchi@tin.it 

PHOTO&PHOTO 2006

    

Giunge alla quinta edizione il festival fotografico “Foto&Photo” di Cesano Maderno che, dal 23 settembre al 19 novembre 2006, trasforma la cittadina, alle porte di Milano, in un unico gran centro culturale dedicato all’arte della fotografia. Diversi eventi culturali, mostre, convegni e workshops sono distribuiti in varie sedi espositive, gallerie, bar e negozi sparsi per il paese. Sotto la sapiente direzione della curatrice, Enrica Viganò, il Festival ci presenta le mostre di una serie d’artisti d’alto profilo internazionale: a Palazzo Arese Borromeo sono ospitate le immagini di Ed Van Der Elsken (Long Live Me) e di Alberto Garcia Alix (Pura Vida); La Biblioteca Civica ospita Mimmo Jodice con il suo Teatro Silente; inoltre, in altre sedi, mostre di Pierpaolo Mittica, Hans Van der Meer, Emmanuel Mathez, Eric Klem e Katharina Mourati. All’Excelsior Cinema&Teatro una rassegna di fotografie di vari autori rende omaggio ad Alberto Sordi.  Non meno importanti gli altri eventi della manifestazione come la proiezione del filmato “La Terra vista dal cielo” con le spettacolari fotografie aeree di Yann Arthus-Bertrand e l’incontro con Mimmo Jodice con la proiezione d’immagini dal titolo ”Professione Fotografo”. Maurizio Capobussi terrà il workshop “Fotografia Digitale: dal presente al futuro”, che si articolerà in tre serate. Il Comune di Cesano Maderno, Assessorato alla Cultura, il Sindaco Paolo Vaghi ed Enrica Viganò di ADMIRA, hanno veramente superato sé stessi nel preparare questa manifestazione che sempre più si pone ai vertici della fotografia a livello internazionale. Per il programma dettagliato degli eventi Vi rimandiamo al sito www.cesanofotoephoto.it.

Armando Melocchi 22-09-2006            armando.melocchi@tin.it

TIM LEHMACHER alla Galleria Amedeo Porro.

          

La Galleria Amedeo Porro, nella prestigiosa cornice di Palazzo Cicogna, in Corso Manforte 23 a Milano, presenta il lavoro fotografico dell’artista tedesco Tim Lehmacher, nato a Bonn nel 1971, formatosi all’Accademia di Anversa e diplomatosi presso l’International Center of Photography di New York.  “PLI” and CASANOVA WORKS il titolo della mostra che rappresenta un viaggio di ricerca nei dettagli e nelle prospettive insolite delle sculture di Canova, riprese da una visuale capovolta, ovvero di spalle, per esaltarne la plasticità isolandole dal contesto circostante. L’inusuale visione da dietro, la mancanza fisionomica di un volto, obbliga lo spettatore a concentrarsi sulle forme armoniche dei corpi e sui particolari delle vesti. La dimensione delle immagini in bianco e nero e l’accurata tecnica del chiaroscuro esaltano la bellezza delle forme. L’artista stesso commenta: ” Generando la realtà in spazi apparentemente artificiali, isolando sfondi ed oggetti, intendo indurre lo spettatore a prestare attenzione ai dettagli sottili che potrebbero altrimenti essere ignorati. Sono questi particolari a fondersi in sculture misteriose di lontana bellezza.”

Accompagna la mostra il catalogo edito da Amedeo Porro Arte Moderna e Contemporanea, l’esposizione rimarrà aperta fino al 27 ottobre 2006. 

Armando Melocchi 21-09-2006            armando.melocchi@tin.it

IL VENDITORE DI OMBRE        Fotografo Silvio Carini.

             

Nell’immaginario collettivo, la riviera romagnola è rappresentata dalle spiagge ricoperte d’ombrelloni, bagnanti, bagnini, bellone, bambini e balocchi, musica Hip-Hop, creme abbronzanti, piadine e birra. Tutto questo da giugno a settembre…e poi?

Silvio Carini, fotografo in Bellaria Igea Marina, ha colto con raffinata sensibilità l’aspetto metafisico delle desolate spiagge romagnole nel periodo invernale. Il silenzio dell’inverno è raffigurato in una visione ovattata dei litorali imbiancati di neve, dove le cabine, le sdraio ripiegate, gli ingressi dei bagni, le altalene e gli ombrelloni richiusi sono il magico complemento di uno spazio senza identità e un’atmosfera senza confini. Il lavoro di Silvio è presentato in questi giorni alla Galleria BelVedere onlus, associazione no profit per la promozione della cultura fotografica, in Via Santa Maria della Valle 5 a Milano. La mostra, con opere di gran formato che esaltano il grafismo e la metafisicità delle immagini, rimarrà aperta sino al 15 ottobre 2006. 

Armando Melocchi 21-09-2006            armando.melocchi@tin.it                      

LUCIO TRA GLI ALTRI   …e chiamale, se vuoi, emozioni.

               

Camminare a piedi nudi sulla sabbia, la musica soffusa e la voce sommessa che ha contagiato più di una generazione, quella di Lucio Battisti, il tutto condito da luci spettacolari e da splendide fotografie...chiamale, se vuoi, emozioni. Sono emozioni forti che rivive lo spettatore della mostra “LUCIO TRA GLI ALTRI”, una serie di immagini realizzate da Cesare Monti che illustrano un periodo dei più floridi nel panorama musicale italiano del secolo scorso. Sono i ritratti dei protagonisti di tante belle canzoni che hanno incantato più di una generazione, oltre a Lucio Battisti, i “Dik Dik”, l’Equipe 84, De Andrè, Ivano Fossati, Eugenio Finardi, Branduardi ma anche gruppi musicali meno noti quali i “Flora” o i “Fauna e Cemento”, dove militava una giovane Gianna Nannini, sono tutti ripresi in bianco e nero in pose originali e fuggenti. Allestita alla Società Umanitaria di Via Daverio 7 a Milano, su un suggestivo tappeto di sabbia, la mostra ci fa rivivere la magica atmosfera degli anni sessanta e al quesito “ascolto la memoria chiedersi, ma ne sarà valsa la pena?” rispondiamo: “Certamente e, grazie per quelle emozioni”. 

Armando Melocchi             armando.melocchi@tin.it

TIBET 2005 – TRADIZIONE E PRESENTE.

Nell’ambito delle iniziative “Perché il Tibet Viva” e il “Tibet all’Umanitaria”, la mostra fotografica “TIBET 2005 TRADIZIONE E PRESENTE” c’illustra un mondo che potrebbe presto scomparire. I fotografi L.Gherardi-C.Valentini-S.Bruno hanno documentato le tradizioni, i riti, i costumi e il magico ambiente sopravvissuto all’invasione cinese, cominciata in Tibet sul finire degli anni ’50. La nuova ferrovia, inaugurata all’inizio di quest’anno, che collega direttamente la Cina con le più alte e remote regioni tibetane, sarà l’inizio di una nuova colonizzazione che porterà 40 milioni di cinesi ad occupare un territorio attualmente abitato da 6 milioni di tibetani. La cultura e, soprattutto, la religione, già in passato osteggiata dall’egemonia cinese, saranno ulteriormente oltraggiate e probabilmente, saranno distrutte. Il Buddismo, la religione che è anche la principale caratteristica della cultura tibetana, rappresenta, per la Cina, una minaccia al sentimento d’unità nazionale e, quindi, i centri monastici e culturali del paese sono oggetto d’intimidazioni mirate a stroncare e prevenire qualsiasi velleità religiosa e separatista nei confronti dell’egemonia cinese. Le immagini fotografiche della mostra allestita all’Umanitaria, in Via Daverio 7 a Milano, assieme ad una raccolta di monili e oggetti rituali del Buddismo tibetano, ci aiutano a capire quella cultura così lontana e così perseguitata.  

Armando Malocchi              armando.melocchi@tin.it       

OLIVIER RICHON alla Nepente Art Gallery. 

La Nepente Art Gallery ci mostra fino al 4 novembre 2006 le enigmatiche immagini del fotografo svizzero Olivier Richon. Le fotografie di Olivier pongono lo spettatore nell’imbarazzante condizione di interpretare il significato di un opera d’arte, in realtà fine a se stessa, e quindi senza un’unica significante interpretazione. Richon stupisce l’osservatore un po’ come la scimmietta raffigurata nell’immagine “Imitatio Sapiens after Joseph Wright of Derby, Arkwrite Mills at Night”. Le immagini fotografiche di Olivier Richon sono spiccatamente pittoriche, ricalcano uno stile figurativo ottocentesco; con molto realismo sconcertano l’osservatore ponendogli quesiti senza risposta. Olivier Richon, nato a Losanna nel 1956, nel 1980 si laurea in arti visive e nel 1988 in filosofia; nel 1991 ha ricevuto l’ambito premio “Camera Austria Award” per la fotografia contemporanea. Le sue opere sono state esposte in alcune tra le più prestigiose Gallerie internazionali, tra le quali la Victoria & Albert Museum di Londra e il Museum of Moderd Art di Kyoto. Dal 1997 è a capo del dipartimento di fotografia del Royal College of Art di Londra.

Per info: www.nepente.com  Nepente Art Gallery Via volta 15 Milano. 

Armando Malocchi            armando.melocchi@tin.it 

TRACEY MOFFATT:   Between dreams and reality.

         

Allo SPAZIO OBERDAN, a Milano, fino al 1 ottobre 2006 in mostra un’antologica dell’artista e fotografa australiana TRACEY MOFFATT, nata a Brisbane nel 1960. Esposte 130 immagini che ci rivelano la narrazione profondamente autobiografica dell’autrice, di origini aborigene, ma cresciuta in una famiglia bianca cui era stata data in affido. L’ambiente in cui cresce, il mondo che la circonda e la cultura pop degli anni settanta influenzano la sua produzione artistica. Le “storie” che Tracey  racconta con le sue immagini mostrano un mondo di segregazione e ghettizzazione, non solo razziale, ma anche sociale e sessuale. I suoi ricordi infantili fanno da sfondo alle immagini di grandi dimensioni, dai colori forti, dove la stessa Moffatt si ritrae recitando come in un copione cinematografico. Questa ambivalenza di sceneggiatrice-regista e attrice di se stessa è la vera forza delle immagini di Tracey, ambivalenza che culmina nell’ultima serie di fotografie intitolata “Under the Sign of  Scorpio”. Tracey, supera se stessa e, in una serie di finzioni e travestimenti, rivaluta la condizione femminile attraverso la personificazione di grandi donne della storia e del cinema unite dal segno zodiacale sotto il quale sono nate: lo scorpione.

La retrospettiva presentata a Milano è promossa dalla Provincia di Milano e dal Museo di Fotografia Contemporanea. 

28-06-2006 Armando Melocchi                      armando.melocchi@tin.it 

ANDREONI - FORTUGNO:  NON SI FA TEMPO AD AVERE PAURA

Strutture di raccordo per eccellenza, architetture costruite al solo scopo di consentire il proprio attraversamento. Sono le gallerie stradali di Andreoni_Fortugno che divengono luoghi di sosta in cui i fotografi posano il cavalletto e compongono con precisione l’inquadratura sotto il panno nero, in un atto performativo che li vede contrapporsi alle autovetture che, ad ogni passaggio, li costringono a indietreggiare e ripetere ossessivamente i gesti preparatori di un rituale antico di oltre centosessant’anni: individuare un punto esatto, sistemarvi il treppiede, osservare l’immagine che si forma sul vetro smerigliato. Il risultato sono immagini che costringono a fermarsi, a guardare, ad ascoltare. Colori forti, saturi invadono questi antri - generalmente bui - e li trasformano. Le luci al neon definiscono nuovi contorni, nuovi dettagli; creano nuove suggestioni. Non più luoghi di transito, bensì luoghi di sosta in cui l’osservatore è costretto per la prima volta a guardare. Tutto è perfettamente a fuoco. I particolari più minuti sono riprodotti con nitidezza cristallina: ogni cosa è spogliata del fisiologico velo d’indeterminatezza che la protegge. Eppure si tratta di una perfezione che non appaga, che tiene distanti. Non c’è calore; piuttosto un senso di vuoto e desolazione che è una costante del vivere contemporaneo.

Forse proprio perché luoghi di passaggio, le gallerie solo raramente sono state i soggetti privilegiati della fotografia. Agli opposti estremi temporali s’incontrano Nadar e Naoya Hatakeyama: il francese intorno al 1860, quando primo fra tutti scese nel sottosuolo parigino svelando all’intera nazione il suo ventre di condotti fognari e catacombe, mentre in tempi molto più recenti il secondo si è calato, per un progetto simile, cinque metri al di sotto dei marciapiedi di Tokyo, fra stretti cunicoli e acque maleodoranti. Le immagini di A_F, tuttavia, sono le uniche ad essere state realizzate sfruttando esclusivamente le condizioni luminose esistenti; i colori spesso eccessivi e i dettagli clinicamente evidenti, danno l’impressione di trovarsi di fronte alla raffigurazione di una realtà ricostruita e messa a punto in un secondo momento, seppure nessuna manipolazione sia intervenuta né prima né dopo l’esposizione della pellicola.

A guardarle bene, soffermandosi, le gallerie stradali sono esattamente così, come le fotografie di A_F le rappresentano: non solo passaggi, ma opere d’arte in cui è evidente la somiglianza con i lavori di artisti contemporanei, come il Varese Corridor di Dan Flavin e la sua sofisticata disposizione di oltre duecento tubi al neon, il tunnel immaginato da James Turrell per il Museum of Fine Arts di Houston, che riporta a un’atmosfera psichedelica e visionaria a metà fra l’ambientazione di un videogame e l’imboccatura di un inferno o ancora le scenografie fatte realizzare da Stanley Kubrick: gli stretti passaggi della Discovery di 2001: Odissea nello spazio e il celeberrimo corridoio di Shining. A contraddistinguere e congiungere tutti i luoghi menzionati, indistintamente carichi di un percettibile pathos mistico, sembrerebbe essere il silenzio, o perlomeno una sua approssimazione. Qui questo non accade. Poiché il suono del silenzio, all’interno di una galleria stradale senz’auto che l’attraversino, è così: forte, da coprire completamente qualsiasi altro rumore, coinvolgendo chiunque vi si trovi in un’intensa esperienza sonora senza interruzioni né direzione. Le mute immagini di A_F agiscono paradossalmente allo stesso modo: predispongono all’ascolto lo spettatore, mettendolo in condizione di prestare un’insolita attenzione agli immancabili rumori di fondo. “Non si fa in tempo ad avere paura”, recita l’ultimo verso di una succinta rima di Gianni Rodari intitolata La galleria: troppi sono gli incanti e le distrazioni lungo questi brevi percorsi che conducono verso la luce o verso il buio.

 

TANGO:  MOSTRA DI  BLINDER, BALDINI, NILSSON

Il prossimo venerdì 9 di Giugno, le porte della vecchia Vineria di via X Giornate si aprono per rivelare una nuova realtà culturale. Si chiama WAVE Photogallery, una galleria di fotografia contemporanea che nasce da un'idea di Enrica Bortolazzi e Renato Corsini. Dotata di due sale d'esposizione, nell'interrato, appositamente ridisposto negli spazi e nuovamente ristrutturato, ha una capienza totale che può ospitare in media dalle settanta alle ottanta stampe. Le mostre in programma, che si avvalgono della prestigiosa collaborazione della testata Zoom International, presenteranno tutte opere di alto livello, lavori di  autori di valore internazionale. Ad aprire le danze, un tango. In una prima mostra collettiva dal titolo Tango, sentimento o ragione?, la complessità di questo ballo viene immortalata dal lavoro di tre grandi artisti che, attraverso i loro obiettivi, declinano le possibili percezioni che scaturiscono dall'osservazione.  Così, le immagini di ricerca dell'argentino Eduardo Blidner, cariche di sensuale emotività, ci parlano della tradizione di un dramma dei luoghi e dei ruoli; gli scatti  di scena di Lucia Baldini, a lungo collaboratrice di Carla Fracci, ci fanno entrare in coreografie ipnotiche, persuadendoci ad uno sguardo introspettivo; l'atemporalità degli enigmi danesi di Morten Nilsson, i suoi ballerini-manichini, echi di statue di cera, ci mostrano l'antitesi della carica emotiva del tango, ricordandoci –  nella staticità – un movimento votato alla competitività agonistica. All'inaugurazione della galleria saranno presenti Lucia Baldini – che mostrerà anche il suo ultimo libro, Tangomalia –, Morten Nilsson e Andrea Cabrera Alonso, modella e amica di Blidner, che incarnando passione e bramosia, in modo del tutto romantico, e racchiudendo in sé la storia dell'Argentina, con la melanconia di un passato troppo spesso rinnegato, in un linguaggio nascosto di sentimenti viscerali, rappresenta il lavoro per cui l'autore è più conosciuto, Tango Argentina. WAVE Photogallery sarà molto di più di una galleria fotografica:  uno spazio espositivo multisensoriale. Quindi, allestimenti di mostre fotografiche e non, di autori consolidati nel mercato nazionale ed internazionale accanto a proposte di giovani emergenti, ma anche eventi collaterali, ora in progress, arricchiranno l'offerta  di un punto di scambio ed interazione culturale, attraverso workshop organizzati in collaborazione con gli stessi artisti esponenti, corsi di fotografia, istallazioni non solo video e performance non solo visuali. Della vecchia Vineria, Wave Photogallery ha pensato bene di prendere in custodia la fornitissima cantina, per proporre, da dietro il suo tradizionale bancone che accoglie all'entrata, calici di etichette selezionate, per accompagnare nella maniera più classica taglieri di affettati e formaggi, oltre al ricercato piatto della serata – sempre diverso, per ogni giorno d'apertura. Infine, la galleria avrà un angolo libri permanente, un bookshop fornito anche di un'emeroteca specializzata e di un catalogo delle opere, dove appassionati, neofiti e curiosi della fotografia troveranno pagine di sicuro interesse, sia in vendita che in consultazione. Uno spazio che non mancherà di registrare nuove presentazioni editoriali, alimentandosi di nuovi pezzi. 

Vernissage, 9 Giugno ore 19,30 info www.luciabaldini.it

ISADORA DUNCAN – PINA BAUSCH   Danza dell’anima, liberazione del corpo. 

                   

Alla danza, ingiustamente trascurata dai media, e in particolare agli insegnamenti di Isadora Duncan e Pina Bausch, è dedicata la mostra di fotografie, disegni e video allestita alla Galleria del Gruppo Credito Valtellinese nel “Refettorio delle Stelline” di Corso Magenta a Milano. La mostra, proposta dall’Associazione Culturale Dioniso e allestita grazie al contributo di Provincia Milano, Credito Artigiano e Goethe Institut, è divisa in due parti. Una rassegna illustra il percorso artistico della grande danzatrice americana Isadora Duncan, nata a San Francisco nel 1877 e scomparsa a Nizza nel 1927, assoluta protagonista della scena artistica dei primi anni del ‘900. In particolare sono esposti disegni e opere di autori che hanno ritratto Isadora o che sono stati ispirati dalla sua danza nell’esecuzione di disegni, dipinti e fotografie. In evidenza dodici disegni di Auguste Rodin e altre opere firmate da Antoine Bourdelle, Jules Grandjouan e altri. Nel video “Danza Libera” possiamo ammirare l‘unica testimonianza visiva rimasta di una breve danza di Isadora Duncan.La seconda parte della mostra rende omaggio alla coreografa tedesca Pina Bausch, nata a Solingen nel 1940, artista fondatrice del TANZTHEATER, ossia teatro danza. Sono esposte gigantografie fotografiche di Francesco Carbone e Ulli Weiss. Il fotografo Francesco Carbone, ammaliato dalla grazia artistica di Pina, ne esalta l’opera in immagini a colori di forte impatto che ripropongono, valorizzandole, le gestualità e le emozioni delle sue coreografie. Le immagini in bianco e nero di Ulli Weiss, oltre a documentare il lavoro del Tanztheater, offrono un’analisi critica e stimolatrice del lavoro della coreografa Pina Bausch.   La rassegna rimarrà aperta fino al 22 luglio 2006. 

Armando Melocchi 18-05-2006            armando.melocchi@tin.it

COLORS OF THE EARTH di Sandro Santioli. 

                               

Nella prestigiosa lobby dell’Hotel Hilton Milan di Via Galvani a Milano, sono esposte fino al 11 settembre 2006 le splendide immagini di paesaggio del fotografo toscano Sandro Santioli. Sono esposte opere di grandi dimensioni stampate, grazie alla collaborazione di Epson, con tecnologia e inchiostri UltraChrome K3, prodotti di ultima generazione che donano un’eccezionale durata e brillantezza alle immagini. La mostra, presentata dall’agenzia Grazia Neri e curata da Paola Riccardi, ci presenta una visione molto grafica e quasi astratta del modo di rappresentare il paesaggio. Sandro Santioli, già affermato fotografo toscano, parte dalle immagini pittoriche della terra a lui più familiare, la Toscana, per poi intraprendere un lungo viaggio immaginario, che accomuna nell’impostazione grafica e nella forte presenza del colore, i paesaggi più diversi di questo nostro pianeta. 

Armando Melocchi 15-05-2006            armando.melocchi@tin.it

FIGURA UMANA – Fotografie di Giorgia Fiorio.

Giorgia Fiorio, nata a Torino il 23 luglio 1967, dopo esperienze come cantante e attrice, inizia a fotografare sul finire degli anni ‘80 rivelando, ben presto, il suo vero talento che la porterà a realizzare reportage e importanti mostre in tutto il mondo. Il Mondo è soprattutto una comunità di uomini. Agli uomini, Giorgia Fiorio, ha dedicato molti lavori che ci hanno raccontato le innumerevoli sfaccettature della condizione umana e sociale, così disomogenea sul territorio quanto cosi omogenea nell’anima. Alla FIGURA UMANA è dedicata la mostra alla Galleria Grazia Neri, in via Maroncelli 14 a Milano. Attraverso splendide immagini in bianco e nero, riprese dalla fotografa nelle più svariate parti del Mondo, sono sintetizzate tutte le sfaccettature della condizione umana e della sua figura nel quotidiano. Giorgia, con le sue fotografie, analizza la nostra presenza e il nostro modo di approcciarci al prossimo, la nostra condizione di uomini vista con sguardo attento e disincantato.                                     La mostra, sponsorizzata da Kodak, rimarrà aperta fino al 9 giugno Per info: www.grazianeri.com.

Armando Malocchi 08-05-2006            armando.melocchi@tin.it

WPP 2006 – IL MONDO RACCONTATO PER IMMAGINI.

  

Esposte alla Galleria Carla Sozzani, in Corso Como 10 a Milano le 190 fotografie protagoniste dell’ultima edizione del Word Press Photo. Giunto alla quarantanovesima edizione, il prestigioso premio internazionale di fotografia, ha eletto lo sguardo di una donna e la piccola mano del bimbo denutrito appoggiata sulle sue labbra come immagine simbolo del 2005. La foto premiata è stata scattata dal fotografo canadese Finbarr O’Reilly, dell’agenzia Reuters, in un centro d’emergenza a Tahoua nel Niger. L’immagine ha meritato l’ambito premio per l’efficacia dei simboli in essa rappresentati, la mano del bimbo protesa in cerca di cibo e conforto, lo sguardo rassegnato ma fiero della madre a rappresentare una disperazione ancestrale, la contrapposizione dei colori sgargianti dell’abbigliamento: in una sola immagine tutta la bellezza e il dramma del continente africano. Il terzo premio è stato assegnato alla foto dell’inglese Edmond Terakopian che simboleggia, quasi a contrapporre le tragedie dell’Europa a quelle africane, il dramma vissuto dall’occidente lo scorso anno con il terrorismo. Edmond ha colto lo sguardo attonito di un impiegato sopravvissuto agli attacchi terroristici di Londra del luglio scorso. Per la foto sportiva è stato premiato il colombiano Henry Agudelo cha ha immortalato un combattimento con il toro da un’originale prospettiva aerea. Anche un italiano ha vinto una sezione del premio, Massimo Mastrorillo, per la sezione “natura”, con un’immagine di Lhoknga in Indonesia. Xin Zhou, cinese, ha vinto il secondo premio con una suggestiva immagine della spiaggia di Bang Niang e Khao Lao in Thailandia dove cinquemila lampade si alzano in cielo per commemorare, secondo un’antica tradizione, le vittime dello tsunami e aiutare le loro anime a raggiungere il paradiso. Ancora una volta una sola immagine aggraziata e poetica racconta e simboleggia una tragedia dell’umanità.

La mostra, presentata dalla Galleria Carla Sozzani e Grazia Neri, con il contributo di Canon e il coordinamento di Elena Ceratti, rimarrà aperta fino al 28 maggio 2006. 

Armando Melocchi 06-05-2006             armando.melocchi@tin.it

VIRNA LISI

               

Allo spazio espositivo “7.24X0.26 Gallery” di Pier Giuseppe Moroni è dedicata una mostra fotografica su Virna Lisi. L’attrice italiana, al suo debutto nel 1956 con il film ”Donna del giorno” di Francesco Maselli, si mise subito in luce per il suo fascino e talento; seguì una prestigiosa carriera cinematografica alla quale affiancò, successivamente, un’intensa attività teatrale. Diretta da eccellenti registi quali Michelangelo Antonioni, Luigi Squarzina, Christian Jacque e affiancata da attori del calibro di Alain Delon, Jack Lemmon, Toni Curtis e Frank Sinatra, impose la sua bellezza e luminosa eleganza. Le immagini esposte sono foto di scena che rappresentano un doveroso omaggio a un’attrice italiana considerata una delle donne più belle apparse sullo schermo. La mostra, in via S.Pietro All’Orto a Milano, rimarrà aperta fino al prossimo 23 giugno. 

Armando Melocchi    05-05-2006            armando.melocchi@tin.it  

LIFE – I GRANDI FOTOGRAFI.

      

Era il 1936, quando Henry Robinson Luce, con il motto: “Vedere la Vita, vedere il Mondo”, dava vita alla rivista americana LIFE. All’epoca esistevano già altre riviste illustrate, in America e in Europa, che narravano le vicende del Mondo, ma fu LIFE a imporsi come la migliore dando una svolta alla fotografia giornalistica e al reportage. Il grande formato e la qualità delle immagini, la valenza dei fotografi e il coraggio nell’affrontare ed esporre anche temi sociali e politici, diedero presto lustro e fama alla rivista e ai suoi fotografi. LIFE ha raccontato per immagini i momenti più significativi, i più drammatici, gli eventi sportivi, l’attualità e la cronaca del ventesimo secolo. LIFE era lo specchio della vita. Di questo specchio, ovvero delle sue bellissime immagini, possiamo ammirarne un’ampia rassegna allo spazio FORMA, Centro Internazionale di Fotografia, in Piazza Tito Lucrezio Caro 1 a Milano. La mostra “LIFE I GRANDI FOTOGRAFI” presenta un insieme di 150 fotografie tra le più celebri realizzate dai fotografi e collaboratori della rivista americana. Possiamo ammirare le pregevoli immagini di fotografi quali Alfred Eisenstaedt, Margaret Burke-White, Robert Capa, W.Eugene Smith, Andreas Feininger, Gordon Parks e molti altri. In mostra le immagini della grande depressione degli anni venti, il secondo conflitto mondiale, i campi di concentramento, la ricostruzione, lo spettacolo e i suoi divi, i ritratti dei personaggi più importanti del secolo appena trascorso, il progresso scientifico e tecnologico, i conflitti del Vietnam e della Corea. Nulla è sfuggito agli abili occhi dei reporters di LIFE. Immagini memorabili raccolte anche in un volume pubblicato da Contrasto, che rappresenta la più completa antologia sulla rivista americana mai pubblicata fino ad ora. La mostra rimarrà aperta sino al  3 settembre 2006.      Per info www.formafoto.it 

Milano - 20 04 - 2006     Armando Melocchi  

COINCIDENZEINVISIBILI     Opere fotografiche di Marisa Chiodo alla Galleria Grazia Neri.

         

Marisa Chiodo, milanese, art-director e fotografa, formatasi al Liceo Artistico e quindi all’Accademia di Belle Arti di Brera, vanta un curriculum di tutto rispetto avendo collaborato, come direttore artistico, alla progettazione e realizzazione di numerose campagne pubblicitarie per grandi aziende italiane e multinazionali. Dal 2000 una sua particolare ricerca sull’elaborazione digitale delle immagini fotografiche le ha permesso di reinventare luoghi, colori e situazioni in un percorso creativo moderno e singolare. Nel 2004, durante un viaggio in treno, legge gli “Aforismi di Zurau” di Franz Kafka, un’edizione tascabile comprata per l’occasione di quel viaggio. Marisa resta colpita da quelle parole e le viene naturale abbinarle mentalmente alle sue immagini fotografiche. “Perbacco, per ogni giro di pensiero mi escono dal tiretto della memoria un bel numero di immagini, di mie fotografie, di mie visioni”, pensò Marisa. Nasce così, dopo alcuni mesi di lavoro, “COINCIDENZEINVISIBILI”, una raccolta di “aforismi fotografici” dove l’immagine digitale è abbinata al “verbo kafkiano” in una singolare armonia creativa. Il lavoro di Marisa Chiodo lo possiamo ammirare fino al 21 Aprile 2006 alla Galleria Grazia Neri, in Via Maroncelli 14 a Milano. La mostra, sponsorizzata da Canon, ci offre anche l’occasione di vedere un video DVD musicale realizzato da Maria Elena Mexia con le fotografie di Marisa Chiodo, un riuscito abbinamento di immagini e musica che esaltano l’armonia estetica e la lettura delle “COINCIDENZEINVISIBILI”. 

Milano - 20-03-2006 -  Armando Melocchi                      armando.melocchi@tin.i 

MAURO MAGRINI   

      luci in nero     a cura di Roberto Mutti

                                   

Da Lunedì 6 febbraio  presso la Galleria Openmind a Milano, in Via Dante 12, è in corso la mostra fotografica di Mauro Magrini, Luci in nero, a cura di Roberto Mutti. L’esposizione rimarrà aperta fino al 3 marzo con i seguenti orari: lunedì ore 15.30-19; martedì-sabato ore 10-13; 15.30-19.

La mostra raccoglie 20 immagini del fotografo fiorentino, realizzate fra il 2001 e il 2005. Da Napoli ad Amburgo, da Firenze a L’Avana, da Lucca a Melbourne, l’obiettivo visita luoghi e spazi in un continuo alternarsi di luminosità abbacinanti e oscurità penetranti. Emergono paesaggi urbani, strade, metropolitane, sottopassi di stazioni, androni di palazzi, finestre illuminate nella notte, scalinate, edifici in stato di abbandono. Poche le figure che popolano questi luoghi, corpi che affiorano dal buio.

Galleria Openmind  via Dante 12 Milano      

SEX & LANDSCAPES.

Il testamento artistico e spirituale di Helmut Newton.

            

Un incidente automobilistico, nel 2004 a Los Angeles, metteva la parola fine alla vita e alla carriera del fotografo tedesco Helmut Newton. Una fine tragica come lo fu per i divi più amati di Hollywood, pensiamo a James Dean e a Marilyn Monroe, l’epilogo di una vita da divo di successo, dove, nel caso di Newton, non era la persona ritratta ad esserlo, ma il fotografo. Helmut Neustadter nacque a Berlino nel 1920 da una famiglia ebrea costretta ad emigrare dalla Germania e, per evitare le persecuzioni Naziste, cambiò il cognome in Newton. Helmut inizia la sua carriera fotografica a 16 anni, quando entra come apprendista nell’atelier della fotografa di moda Yva (Elsa Simon). Inizia, nel dopoguerra, la sua inarrestabile carriera fotografando personalità dello spettacolo, della cultura e dell’arte. Un grosso contributo al suo successo lo danno le sue immagini erotiche, dove i nudi femminili sono messi in scena in modo teatrale, ludico e spesso ironico. In breve tempo diviene uno dei fotografi più richiesti e il suo stile di vita e le sue immagini lo rendono sempre più partecipe dello “star system” internazionale. Ritrae le più note attrici e modelle che “fanno la fila” per essere immortalate nei suoi scatti, dove perdono ogni inibizione. Helmut Newton vive nel frattempo tra Montecarlo e Los Angeles lavorando per le migliori riviste di moda quali Vogue, Marie Claire ed Elle. Innumerevoli le mostre che lo vedono protagonista e i libri che ne diffondono lo stile. Helmut Newton si definiva “fotografo mercenario”, dedito solo alla fotografia commerciale e al solo servizio della committenza, in realtà ha inventato un nuovo modo di fare fotografia di moda e di costume, creando un genere, lo “stile Newton” appunto, che ha influenzato tutta la fotografia glamour del secolo appena concluso. A poco più di un anno dalla sua scomparsa il Comune di Milano e Federico Motta Editore presentano, nella cornice di Palazzo Reale in Piazza Duomo a Milano, la mostra “SEX & LANDSCAPES” con 90 fotografie di Helmut Newton e un filmato girato dalla moglie June Newton (Alice Springs). Il sontuoso allestimento, le pareti nere e rosa shocking, le immagini di gran formato, i giochi di specchi e luci, avvolgono lo spettatore immergendolo nel mondo di provocazione, gioco, mistero e feticismo tipico di Newton. Le foto di paesaggi, cupi e angoscianti, esaltano, per contrasto, il contenuto erotico delle altre immagini esposte. In una sala un grande nudo alto tre metri si contrappone ad una parete di specchi che coinvolgono lo spettatore che lo guarda. In quella sala si concentra l’essenza della fotografia di Newton, il glamour e l’erotismo dentro il quale viviamo le nostre angosce e sfoghiamo le nostre tensioni. Un vero testamento artistico e spirituale di uno dei più grandi fotografi del secolo scorso. La mostra è aperta al pubblico dal 25 febbraio al 4 giugno 2006, il catalogo è edito da Federico Motta Editore. 

24-2-2006 Armando Melocchi              armando.melocchi@tin.it   

CARTA STAMPATA: Thoni Thorimbert, trent’anni di fotografia per i giornali. 

    

Alla Galleria Nepente, Via Volta 15 a Milano, è stato presentato il libro “Carta Stampata” del fotografo Thoni Thorimbert. “Carta stampata” vuole significare il mondo dell’editoria col quale Thorimbert collabora da trent’anni, quando, nel 1977, ha l’occasione di pubblicare sul mensile ABITARE un reportage sulla vita giovanile nei quartieri della periferia milanese. E’ il periodo post-sessantotto e Thoni, allora ventenne, inizia a fotografare l’ambiente e le persone che hanno animato le tensioni sociali dell’epoca. Mi sono rimaste impresse nella mente quelle immagini, i ritratti di ragazzi, Toni, Claudio e Marcello, ripresi nel loro quotidiano, nella propria casa, al bar e lungo squallide vie della periferia milanese cresciuta troppo in fretta per ospitare gli immigrati meridionali venuti a lavorare nelle fabbriche del nord. Quelle immagini, esposte anche nella mostra “L’Occhio di Milano” nel 1977 insieme a fotografie di maestri del reportage quali Tullio Farabola, Mario de Biasi, Ugo Mulas, Giorgio Lotti, Mario Carrieri, G.Berengo Gardin e altri, valsero a Thorimbert una borsa di studio dell’AFIP (Associazione Fotografi Italiani Professionisti) e furono il trampolino di lancio verso una brillante carriera. Dal 1980, iniziò a collaborare con riviste quali MAX, SETTE e AMICA affermandosi, non solo come ritrattista, ma anche come fotografo pubblicitario, di moda e di reportage sociale, con uno stile interpretativo originale. Negli anni novanta si afferma anche in campo internazionale e pubblica su riviste quali DETAILS, MADEMOISELLE, GQ, DAS MAGAZINE. Nel 1998 realizza un progetto per CHANEL dal titolo “Me stessa: la realizzazione del se” dove i ritratti di 14 donne danno vita a uno splendido libro. Thorimbert diventa direttore artistico delle campagne pubblicitarie di FRED PERRY e CIVIDINE oltre a collaborare con marchi prestigiosi come LEVI’S, WRANGLER, RAY-BAN, MARTINI, HEINEKEN, SMART, e DUCATI. Ultimamente le sue immagini sono pubblicate su IO DONNA, ROLLING STONE, STYLE MAGAZINE, MARIE CLAIRE e GQ. Il libro e la mostra fotografica alla Galleria Nepente sono un racconto per immagini di questo brillante percorso creativo che ha portato Thoni Thorimbert ad essere considerato uno dei più grandi e apprezzati fotografi nel mondo.

“CARTA STAMPATA” in mostra dal 23 febbraio al 1 aprile 2006 alla Nepente Art Gallery, via Volta 15 a Milano www.nepente.com.

 22-2-2006      Armando Melocchi                      armando.melocchi@tin.it

I '70, GLI ANNI CHE CAMBIARONO L’ITALIA. 

Alla presenza dell'autore, Luca Pollini, e di Max Venegoni(Radio 105), Michele Lupi (Rolling Stone), Alberto Abruzzese, Beppe Severgnini (scrittore, Corriere della Sera) e l'editore Francesco Bevivino, è stato presentato il libro "I 70, Gli anni che cambiarono l'Italia". Il libro è una rassegna sulle "rivoluzioni" nella cultura, nella musica, nell'arte, nel costume e, naturalmente, nella politica che, negli anni dal '68 al 1979, hanno cambiato l'Italia e il Mondo. Max Venegoni ha ricordato come sono nate le prime radio libere, Lupi ha parlato della rivoluzione musicale di quegli anni rivissuta dai giovani d'oggi che hanno scoperto, nei "revival", i complessi di quegli anni. Beppe Severgnini, con il suo affascinante linguaggio, ha ricordato il costume giovanile e i cambiamenti nei gusti dei giovani. Per i quarantenni e cinquantenni d’oggi sono degli splendidi ricordi e la consapevolezza che, nel bene e nel male, hanno vissuto i migliori anni della loro vita in un fantastico periodo di cambiamenti. Per i giovani d’oggi, il libro è un almanacco da sfogliare per capire da dove sono nati la moda, la musica e l'arte attuali.

 Milano - 21 febbraio 2006 -                             Armando Melocchi. 

MARCO VISMARA:  RITRATTI  DI DELHI... FORME, ATTIMI, SGUARDI

La galleria Open Mind di Via Dante 12, ospiterà dal 6 al 31 marzo 2006 la mostra fotografica Ritratti di Delhi… forme, attimi, sguardi di Marco Vismara, un inusuale omaggio al volto sfuggente della capitale dell’India contemporanea. Marco Vismara, fotografo ma soprattutto percorritore per lunghi anni dei più nascosti sentieri del sub continente indiano, ci introduce ad un percorso visivo emozionale alla scoperta di Delhi, una città colta nella sua quotidianità più squisitamente reale, soprattutto lontano dal mito su cui l’immaginario occidentale è solito adagiarla. Volti, atmosfere e scorci di vita si alternano in un gioco di continui rimandi, dove l’occhio del fotografo si affianca allo sguardo del viaggiatore riconoscente nei confronti di una città ospitale che da anni lo accoglie tra un viaggio e l’altro. Luogo, tempo e azione sospesi nella semplicità dello scatto familiare ci offrono una Delhi nuova, approdo sereno, casa ideale, crocevia di mezzi ed emozioni. Architetture e persone, inanellate in penetranti contrasti di luce ed ombra, si lasciano raccontare senza timore di perdere la loro magia svelando il proprio universo più intimo. Una città vista, vissuta dall’occhio sensibile di un fotografo che ci regala il ritratto eccezionale della normalità.  Le fotografie sono in vendita 

PETER LINDBERGH:   VISIONI

Prefazione di WIM WENDERS(Tratto dal Catalogo della mostra pubblicato da Contrasto) 

Come fa? Non mi riferisco alla sua arte, né alla sua capacità. Entrambe sono al di là di ogni dubbio straordinarie, magnifiche, misteriose, uniche, ma non proprio al di là della mia comprensione. Davanti alle sue immagini posso stupirmi, restare a bocca aperta, struggermi o essere sbalordito, ma come fotografie fanno comunque parte del nostro universo  contemporaneo. Per quanto le possiamo ammirare, siamo sempre in grado di “comprenderle”: la bellezza delle donne davanti all’obiettivo di Peter dopo tutto ci è nota. Le abbiamo viste e adorate tutte quante in molti altri contesti, con un altro trucco, acconciature differenti, in altri abiti. Non è questo. Quando domando sul serio come “fa”, perché davvero non ci arrivo, non voglio sapere come solleva la macchina, come inquadra quel che vede o come e quando fa scattare l’otturatore.Non sono catturato dalla sua messinscena, né dalla luce, dall’ambientazione o dalla composizione. La cosa che davvero non capisco è un’altra. Come potete vedere chiaramente, è stato difficile anche solo individuarla. Il mondo della fotografia di moda è ammaliante, seducente,talvolta scioccante, talvolta tocca i nostri sogni e i nostri desideri più nascosti. Ma alla sua superficie scintillante ci siamo abituati. Dopotutto, ricopre l’intero pianeta. Non si può aprire una rivista senza trovarsela davanti Non puoi girare in nessuna città senza vedere come ci illumina dai manifesti, o dalle vetrine delle boutique.Solo che le fotografie di Peter Lindbergh sono totalmente diverse. Sfidano tutte le leggi di gravità di questo mondo. Ridefiniscono lo stesso mondo che raffigurano. Come fa?  Sto cercando di affrontare il fenomeno in modo ingenuo, vale a dire senza pregiudizi, e perdonatemi se ci vorrà qualche deviazione. Scopro le cose mentre le scrivo...Queste donne a cui scatta fotografie, che si chiamino “modelle”, “dee” o “regine”, non rivelano mai loro stesse quasi per definizione. SONO TENUTE a restare distanti da noi per essere come sono. Conoscerle personalmente, per esempio, sarebbe una delusione, addirittura un sacrilegio. Sarebbe come guardare le loro foto di famiglia. (E in effetti, a volte, in qualche orribile compagnia o sulle pagine rosa le vediamo derubate della loro aura, e stiamo male per loro, come se fossimo complici del ladro che le ha fotografate, che le ha “puntate” nel vero senso della parola.) Eppure nelle fotografie di Peter Lindbergh Vediamo queste donne straordinarie in tutta la loro gloria senza i loro travestimenti, senza la “facciata”: che emergono dalla superficie luccicante In effetti si stanno RIVELANDO in modo totale, solo che questo non le smitizza, non le fa sembrare nude o indifese,  anzi! Ed è proprio questo il mistero assoluto, l’aspetto fantascientifico dell’opera di Peter, l’utopia totale, secondo me: Trasforma quelle dee in esseri umani, senza privarle per nulla della loro aura! Entrambi gli aspetti di tale contraddizione addirittura si amplificano, con uno che rende più credibile l’altro, malgrado tutto, malgrado tutte le leggi vigenti non solo nella moda, ma nella vita pubblica in generale. Molto semplicemente, Lindbergh sfida le leggi del MITO. Forse ora la mia domanda iniziale non sembra più tanto astrusa: “Come fa?” Ancora non ho una risposta, ma tutt’a un tratto mi viene il sospetto di aver scorto un aspetto del suo segreto senza riconoscerlo: ho visto il suo sorriso. Dite che per un fotografo non è un gran segreto? Avete torto. Il sorriso di Peter sprigiona dall’interno, da una fonte quieta lontana da ogni agitazione che si possa associare alla “fotografia” o, ancor di più, alla “moda”. Guardi i suoi occhi cordiali e quasi inizi a capire il modo in cui questo sguardo pacato e sereno riuscirà a penetrare e trasformare qualunque cosa si trovi davanti. Un diverso spirito dietro a questi occhi potenti userebbe la loro forza per spogliare i suoi soggetti e per “sezionarli,” per così dire  (Altri fotografi lo fanno, e io sono ben lungi dal condannarli per questo. Dico solo che raggiungono l’effetto opposto a quello di Peter.) Fatemi aggiungere un’altra idea: esiste uno splendido film di François Truffaut intitolato L’uomo che amava le donne In questo film si capisce che esiste una rara tribù di uomini – e a loro non può che andare tutta la mia stima – che si comportano in maniera totalmente diversa nei riguardi delle donne  rispetto a noialtri. Sono forti ma indifesi, sono teneri ma senza cercare di far colpo per questo, sono onesti, poiché non hanno al tra scelta, sono affettuosi ma per nulla possessivi. In un certo senso, almeno da quel che ricordo del film di Truffaut,   sono una specie di tribù di monaci. E dunque le donne non sono la loro religione. Si protebbero definire così: Non sono né intimiditi, né intimidiscono. Attenzione: nella fotografia Questo non è affatto ovvio. Nella maggior parte dei casi, i soggetti della fotografia sono intimiditi (anche se sono supermodelle), e i fotografi sono emotivi, o addirittura impressionati, anche se sono superuomini. E poi: l’assenza di intimidazione reciproca è una cosa rara tra uomini e donne, punto. Per puro caso, un membro della tribù è un fotografo.Peter Lindbergh. (Se adesso ci fosse qualcuno che potesse spiegarmi il suo soprannome: “Il Sultano”. Questo potrebbe restare un mistero per sempre...) Quindi in virtù di queste deviazioni Ho individuato almeno qualche brandello di risposta al mio interrogativo iniziale su come faccia: con una quantità pressoché inimmaginabile di “non impressionabilità” (si potrebbe definire una specie di stoicismo) e con quella qualità unica che io elogio più di qualunque altra cosa, anche se ormai è fuori moda: la GENTILEZZA. Signore e Signori: Ecco un uomo davvero gentile. Quindi la risposta alla mia domanda è, molto semplicemente, che, alla fine, l’anima di un fotografo si MANIFESTA in ogni sua immagine. Ecco come fa.   Glielo lascia FARE.

GALLERIA GRAZIA NERI:       " LA SCENA DELL'IMMAGINE  "

 L´Accademia in mostra con il nuovo Corso per Fotografi di Scena.  Il 16 gennaio 2006, ore 18.30, alla Galleria Grazia Neri,  l´Accademia inaugurerà la mostra fotografica La scena dell´immagine  curata da Roberto Mutti. Una mostra speciale per raccontare il  lavoro svolto dagli allievi del Corso per Fotografi di Scena, prima edizione 2005. Si tratta della miglior selezione di 15.000 scatti  realizzati insieme a prestigiosi maestri: da Luciano Romano a Beniamino Terraneo a Corrado Crisciani e, ancora, con  professionisti come Grazia Neri, il direttore della rivista l´Opera Sabino Lenoci e lo stesso Roberto Mutti, Alberto Czajkowski di CANON. Il corso è nato per valorizzare la figura del fotografo nel campo  dello spettacolo, il suo ruolo di documentatore di ciò che avviene sul palcoscenico e dietro le quinte di opere, prosa, musical e  balletti. In questa prima edizione i ragazzi hanno ripreso più di  trenta rappresentazioni. Tra queste molti spettacoli scaligeri, a  cui si aggiungono - tra gli altri - Dario Fo ad Abano Terme, il "Giamburrasca" del Teatro Nuovo di Milano, "Norma" al Carlo Felice  di Genova,"Nabucco" all´Arena di Verona, "La fanciulla del West" al  festival di Torre del Lago, "Dance on Stage" col CRT di Milano e  altri.  A questa produzione si aggiunge un lavoro di ritrattistica realizzato con ballerini del corpo di ballo del Teatro alla Scala,  orchestrali e cantanti della nostra Accademia e attori di grande  rilievo.  La mostra presenterà in totale 140 immagini distribuite in tre  locations a Milano. La prima è la Galleria Grazia Neri - via  Maroncelli 14, con immagini scelte da tutti gli spettacoli fotografati da ciascun allievo. La seconda è la Scuola di Ballo del  Teatro alla Scala - via Campolodigiano 2, con foto di danza e  musical. Infine la sede dell' Accademia scaligera di Via Santa Marta 18, con soggetti di lirica e prosa. Le tre sedi saranno aperte al  pubblico da martedì 17 a lunedì 23 gennaio, ogni giorno dalle 16.30 alle 19.30.  Grazie alla collaborazione con il Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano, la mostra si trasferirà a marzo presso il  Campus Bovisa dell´Ateneo. La cospicua attività svolta da gennaio a dicembre 2005 è stata il  banco di prova per una nuova edizione del corso che partirà il 26  gennaio prossimo. I partecipanti sperimenteranno sia le nuove  tecnologie che gli strumenti tradizionali, entrambi messi a  disposizione da Canon Italia, ancora sotto la guida di Alberto Czajkowski così come il Dipartimento INDACO del Politecnico di > Milano supporterà logisticamente l´attività degli allievi.  Per gli interessati saranno organizzati due Open Days informativi.  Il primo il 14 dicembre alle 18.30 in via Santa Marta, 18. Il  secondo il 17 gennaio luogo e orario li troverete sul sito > www.accademialascala.org. Milano, dicembre 2005 

HYPE GALLERY A MILANO.

Giunge a Milano, dopo Londra, Parigi, Mosca e Singapore, la galleria d’arte HP che, come già nelle altre città, espone 350 opere stampate in formato 100 x 150 cm. grazie alla nuova serie di stampanti HP Designjet 5500ps. La mostra è anche on-line al sito www.hypegallery.it dove tutti possono accedere e partecipare presentando un’opera grafica, fotografica o video di qualsiasi genere e argomento. L’unico vincolo è nel titolo dell’opera che deve contenere obbligatoriamente le lettere H e P nel rispettivo ordine. A Milano rimarranno esposte sino al 21 novembre presso lo spazio AssabOne in Via Assab 1. Lo spazio AssabOne è fuori dal giro delle più rinomate Gallerie d’arte, ma è molto conosciuto nell’ambiente della ricerca artistica e della comunicazione, un’occasione in più per mettersi in luce nell’articolato mondo del design, della pubblicità e dell’immagine nelle sue molteplici forme artistiche. Per i dettagli dell’iniziativa andate al sito www.hypegallery.it oppure direttamente in Galleria.

Armando Melocchi 16-11-2005 armando.melocchi@tin.it 

IRINA IONESCO alla Galleria 70.

Alla Galleria 70, Via Moscova 27 a Milano, Eugenio Bitetti presenta immagini della fotografa Irina Ionesco. L’artista rumena, nata a Parigi, da vera diva, non ama esibirsi e ostentare le sue capacità. La sua notorietà è dovuta, oltre che all’innegabile qualità dei suoi lavori, all’iniziativa di critici, galleristi e editori che hanno apprezzato e divulgato il suo lavoro. Irina Ionesco è diventata fotografa casualmente. Figlia di un musicista e di una trapezista, dopo un’adolescenza vissuta a Costanza con la nonna, i suoi esordi artistici sono a Parigi come danzatrice e, in seguito, pittrice, con trascorsi nella Milano degli anni ’60. Nel 1964, a Natale, il suo compagno le regala un’apparecchio fotografico acquistato usato da un ambulante. Nel 1965 inizia a fotografare, attratta dalla bellezza di un’amica “dalla capigliatura raffaellesca” che volle immortalare. Le fotografie che esegue Irina sono ritratti di amiche, fanciulle, della figlia Eva, di ballerine e molti autoritratti nelle pose più ricercate. Nel 1970 tiene la prima mostra personale che la impone subito all’attenzione di critici e galleristi. Da allora si sono susseguite innumerevoli altre esposizioni e ha pubblicato diversi libri. Le sue fotografie sono presenti in numerosi musei e ricercate dai collezionisti. Le fotografie esposte alla Galleria 70 fino al 31 gennaio 2006, sono una selezione di ritratti che da “Anouk” del 1965 fino a “Le boudoir” del 1996, ripercorrono il cammino stilistico dell’artista. 

Armando Melocchi 25-10-2005   armando.melocchi@tin.it

IMPERO – Impressioni dalla Cina.

   

La Cina è vicina, la Cina è lontana. E’sempre più vicina a noi con l’economia in rapida espansione, con il consumismo che ha scoperto un nuovo mercato; c’è più vicina grazie all’abbattimento di dogane e pregiudizi politici; scopriamo che anche qui esistono i nuovi capitalisti che, come i nostri, giocano a golf, si spostano per affari con i jet personali, si confrontano con la borsa e i mercati internazionali. Lavoriamo, studiamo e giochiamo con prodotti “Made in China”, ma, per cultura, per tradizioni, e per costume ci è lontana. Di questa Cina ci offre una visione il fotografo americano James Whitlow Delano, nella mostra allestita alla Triennale di Milano. Delano, dopo aver lavorato a New York con Michel Comte e Annie Leibovitz, si è stabilito nel sud est-asiatico dove, in innumerevoli viaggi, ha ritratto l’essenza della vera vita cinese. Nelle sue splendide foto, in bianco e nero, virate a caldo, ci mostra un paese lontano dagli stereotipi del comunismo, delle piazze enormi, delle città sovraffollate come Shanghai o spirituale con i templi e gli sciamani. La Cina che ci viene svelata da Delano è quella vera, dei villaggi, dei vicoli, della periferia di Pechino, dei bimbi che giocano nei cortili. Le immagini di James Whitlow Delano sono pensate col cuore e interpretate con la “Leica 35 mm” come i classici reportage degli anni ’50; una fotografia che viene da lontano, dal negativo finemente stampato, una cultura dell’immagine così diversa da quella odierna, digitalizzata, dove i programmi del computer hanno sostituito la sensibilità dell’artista. James, ci riporta indietro nel tempo, ci prende per mano, ci guida ad osservare con attenzione, ma con discrezione, quel mondo che appare così distante dal nostro. La cultura, la saggezza e le tradizioni del popolo cinese sono tradotte nelle immagini di Delano che ci svelano il vero volto della Cina, quella lontana.  

      

Alla Triennale di Milano fino al 20 novembre 2005; info www.triennale.it.  

Armando Melocchi 21-10-2005

BIRDMAN –Foto di Dod Miller.

 

Il sogno d’Icaro trova ancor oggi emuli che vogliono tentare l’emozionante esperienza del volo con mezzi propri. Ogni anno, in una cittadina inglese dell’East Sussex, si radunano in una competizione dove tentano di volare per almeno cento metri consecutivi. Alcuni affrontano l’impegno con cognizione e serietà scientifica, molti altri, invece, colgono l’occasione per sfoggiare stravaganti ed eccentrici travestimenti. Nessuno è, in ogni modo, riuscito nell’ardua impresa. Dod Miller, fotografo inglese quarantacinquenne, specializzato in reportage, vincitore di quattro premi al World Press Photo, ha ritratto, con ironia e buon gusto, i personaggi e le loro acrobazie nella “The BirdMen Competition”.  Una trentina d’immagini compongono la mostra, sponsorizzata da Nikon, allestita alla Galleria Grazia Neri e in programma fino al 18 novembre 2005.

                             

Armando Melocchi 18-10-2005

 “LA SFILATA” – Immagini di Marco Lanza.

    

Alla Galleria “clickArt”, presso Zucchi in Via Foscolo 4 a Milano, esposta dal 4 ottobre al 19 novembre “LA SFILATA” del fotografo fiorentino Marco Lanza. “LA SFILATA” è una sequenza d’immagini rappresentanti persone, animali e cose immortalate nella spontaneità dei gesti su un fondale bianco, come la passerella di una sfilata, appunto, dove non è la moda ad essere mostrata ma un variegato campionario umano, visto come sotto una lente d’ingrandimento. La mostra, curata dalla critica e giornalista Enrica Viganò, è arricchita da un video dove le immagini, sapientemente abbinate a rumori e voci della strada opportunamente arrangiate, diventano una melodia che rende più spettacolare la rappresentazione. Marco Lanza ha preso spunto per l’esecuzione dei suoi originali ritratti, proprio dalla strada, dal passaggio dei pedoni nell’angusta Via Guicciardini a Firenze. Marco, osservando le persone transitare sul marciapiede, ha pensato di fissare come su una tela quei gesti, l’ansia, la gioia e i tormenti dei passanti. Il fotografo, dopo Firenze, ha continuato la sua ricerca per le strade, le piazze, i musei, le spiagge di tutto il mondo, creando un album dove emergono le stravaganze e i capricci nei quali l’umanità si accomuna. Marco Lanza, nato a Firenze nel 1957, intraprende presto l’attività di fotografo, come autodidatta, specializzandosi prevalentemente nella fotografia di moda e, dagli anni novanta, collabora con importanti riviste quali “Vanity”, “Elle”, “Bazar Uomo” e “Max”. Ha eseguito, inoltre, ritratti a diversi personaggi della musica, dell’arte e dello spettacolo. “LA SFILATA” è una sua ricerca personale che lo promuove tra i nuovi talenti della fotografia. La Galleria “clickArt”, grazie al sostegno dell’agenzia fotografica MARKA e dell’azienda tessile ZUCCHI, ha confermato, con questa mostra, di essere diventata un punto di riferimento della giovane fotografia d’autore.

 Per info: www.marka.it - www.marka,it/clicart.htm - www.zucchicollection.org

Armando Melocchi 04-10-2005 armando.melocchi@tin.it

Anima da Porno-Star.

 

Un anno fa è uscito in America il libro fotografico “XXX 30 PORN-STAR PORTRAITS” del fotografo Timothy Greenfield-Sanders. Il fotografo, che vive e lavora a New York, è diventato famoso per i ritratti a personalità importanti del cinema, dell’arte, della moda, dello spettacolo e della politica. Timothy ha, però, sempre cercato, nelle sue immagini, di interpretare l’anima del personaggio, estrapolandola dall’aurea della fama che spesso lo circonda. Analoga operazione è alla base di questo libro, che, tuttavia, ha suscitato scandalo per la professione dei soggetti  ritratti. Sono 30 attori, interpreti, uomini e donne, di film pornografici, a loro modo famosi e seguiti da un nutrito pubblico di ammiratori. Timothy Greenfield-Sanders ha rappresentato tutta la categoria dei professionisti del sesso ritraendo bianche, asiatiche e nere, donne e uomini, gay, etero e lesbiche. Tutti immortalati in due scatti, uno vestito e uno nudo, nella medesima posa. L’originale approccio della contrapposizione tra immagine normalmente vestita, senza trucco e il nudo esibito, rivela come fuori dal contesto della messa in scena del film, i personaggi diventano gente comune come i ragazzi e le ragazze della porta accanto. I ritratti, nonostante il nudo, ridanno una dignità ai personaggi, come se il fotografo avesse reso loro l’anima, rubata e persa nel mondo del porno. Ad un anno di distanza dalla pubblicazione del libro, i ritratti di Timothy Greenfield-Sanders arrivano in Italia, esposti dal 29 settembre al 5 novembre 2005 alla Galleria Paolo Curti/Annamaria Gambizzi & C. di Via Pontaccio 19 a Milano.

Armando Melocchi 29-9-2005 armando.melocchi@tin.it

CALENDARIO MAX 2006 – GIORGIA PALMAS

Il mensile MAX, la rivista maschile giovane e glamour del gruppo RCS, ha affidato a Giovanni Cozzi la realizzazione del suo splendido Calendario 2006. Presentato a Milano nella cornice del Cafè Atlantique, il calendario vede protagonista GIORGIA PALMAS, la splendida velina mora di “Striscia la Notizia 20002-2003” e ora conduttrice di “CD:Live” su RAI2. Il calendario, allegato alla rivista di ottobre 2005, ci presenta Giorgia in tutta la sua giovane esuberante bellezza, magistralmente interpretata dal fotografo Cozzi, ormai veterano dei calendari del gruppo RCS. Complimenti al vulcanico direttore Giuseppe Di Piazza che, anche quest’anno, ha saputo realizzare un numero d’ottobre veramente accattivante e che sarà un sicuro successo editoriale. Giorgia Palmas, dopo molte esitazioni, ha accettato di posare per il più famoso calendario d’Italia. Il suo volto, ma ora anche il suo corpo, ci allieterà per tutto il 2006 e, da come inizia, dovrà essere proprio un bell’anno! Auguri, Giorgia, che il Calendario di Max porti fortuna anche a te.

 Melocchi 26-09-2004  armando.melocchi@tin.it                         

 ATMOSPHERES

       

Esposte alla Galleria Grazia Neri di Via Maroncelli a Milano, con il titolo diATMOSPHERES,  fotografie di paesaggi in bianco e nero del fotografo Francesco Nonino. Con il catalogo affidato alle stampe di Damiani Editore, Nonino ci presenta una serie di vedute raffiguranti cieli maestosi, dove le nuvole sono protagoniste superbe e affascinanti delle immagini. Solo una striscia alla base delle inquadrature lascia intravedere gli elementi sopra i quali il cielo e le nuvole regnano sovrane. Squarci d’insegne, case e fabbriche rendono ancora più evidente l’imponenza dei cieli. La mostra rimarrà aperta fino al 14ottobre. 

            

Per info: www.grazianeri.comwww.damianieditore.com.

Armano Melocchi armando.melocchi@tin.it

 

7.24 X 0.26 GALLERY – MONICA VITTI.

                    

Aperto a Milano, nell’originale ingresso del salone dell’Hair-Stylist Pier Giuseppe Moroni, un nuovo spazio espositivo per la fotografia. La nuova galleria si estende in un corridoio di 7,24 metri al n.26 di Via S.Pietro all’Orto dove le fotografie sono sapientemente esposte in light-box in materiale acrilico illuminato. Pier Giuseppe Moroni, per inaugurare la sua galleria, ha scelto di rendere omaggio a Monica Vitti, un’attrice di grandissimo talento e uno dei visi più espressivi del cinema italiano. In collaborazione con le agenzie Photo12 e Grazia Neri, Moroni ha esposto ritratti di Monica Vitti ripresi durante la lavorazione d’alcuni celebri film diretti da Michelangelo Antonioni. La mostra rimarrà aperta fino al 22 dicembre 2005 dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle 18,30.

Per info: www.piergiuseppemoroni.comwww.grazianeri.com. 

Armando Melocchi 22-09-2005 armando.melocchi@tin.it 

 

INDOCINA: Tramonto degli ideali.

      

Inaugurata alla Galleria FNAC di Via Torino, a Milano, la mostra fotografica di Mattia Insolera, fotografo selezionato dalla giuria di “Attenzione Talento Fotografico FNAC”, premio che ogni anno promuove giovani fotografi italiani. Alla vernice hanno presenziato Grazia Neri, titolare dell’omonima Agenzia, Tiziana Faraoni del periodico “Donna” di “La Repubblica” e Lorenzo Castore, fotografo amico e collega di Mattia.                                                                                   Le foto di Insolera ci presentano una Indocina lontana dallo stereotipo delle risaie, delle caotiche povere cittadine dell’era comunista in Cambogia o le cartoline turistiche della Thailandia. Sono uno specchio della nuova realtà dei paesi orientali post-comunisti dove i miti creati dai media occidentali fanno breccia negli usi e costumi di paesi ancora sottosviluppati. Dove non ha vinto la politica, vincono le lusinghe del consumismo. Insolera, come ha detto Grazia Neri, è un giovane fotografo di talento che rispecchia un modo nuovo d’approcciare il reportage e la rappresentazione della vita nelle città, una “street photography” che oggi è molto apprezzata dagli addetti ai lavori. La mostra rimarrà aperta fino al 30 ottobre 2005.  FNAC MILANO  via Torino ang.via della Palla.

 Armando Melocchi 21-09-2005   armando.melocchi@tin.it

 

STORE FERRARI A MILANO 

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Nuovo Ferrari Store a Milano in Piazza Liberty. Nono punto vendita del Cavallino Rampante nel mondo. A festeggiare questo evento erano presenti il Presidente della Ferrari Luca di Montezemolo, il D.G. Jean Todt e i piloti Schumacher e Barrichello.  J. Todt con Piero Lardi Ferrari hanno celebrato il tradizionale taglio del nastro. Oltre tremila articoli in vendita. Si va dalle 4.5 euro per un album griffato alle quarantamila euro per il motore di F1 Campione Mondiale 2000.  

             

Nelle foto all'interno dello Store Ferrari: il responsabile della rubrica fotografia di corrierebit Armando Melocchi (autore delle fotografie), il Maestro Scultore Achille Guzzardella, il direttore responsabile di corrierebit Agostino Guzzardella. 

Milano - 1 settembre 2005- Store Ferrari Piazza Liberty - redazione@corrierebit.com